Costituente: “Solidarietà a Gianfranco Raimondo per l’ennesima risposta sopra le righe del sindaco e dei suoi sostenitori”

[Per facilitare la ricostruzione dell’intera querelle ai lettori, riportiamo a seguire il post dell’avv. Raimondo e la successiva replica del gruppo Democratici per Castelbuono]

[17/3/2022] Ancora un attacco ad un cittadino, indicato per nome e cognome, questa volta per mezzo del profilo dei sostenitori del Sindaco.

Il cittadino oggetto dell’attacco aveva espresso dubbi sull’opportunità che responsabili di enti nominati dal Sindaco o dall’attuale amministrazione, partecipassero all’acclamazione del candidato unico, candidato che coincide anche con il Coordinatore e con il Sindaco in carica.

Nel merito lasciamo che siano il Sindaco e i suoi sostenitori a risolvere il dubbio espresso dal cittadino, ma riteniamo che il tono della risposta non si addica a quella campagna elettorale senza polemica, basata sui contenuti, che l’attuale sindaco rivendica a parole: ai cittadini bisogna garantire, sempre e comunque, la possibilità di esprimere le loro opinioni dissenzienti. Si può essere o meno d’accordo ma non si può rispondere alzando i toni, anche perché ciò si può leggere come indice di debolezza.

Esprimiamo solidarietà a Gianfranco Raimondo, oggetto dell’ennesima risposta sopra le righe da parte del Sindaco e dei suoi sostenitori, forse incapaci di comprendere come sia possibile che qualcuno la pensi diversamente da loro permettendosi di criticare.

Confidiamo che tra qualche mese i cittadini troveranno il modo, con il voto, di ristabilire un’atmosfera di serenità di cui il nostro paese ha tanto bisogno. Prima che sia troppo tardi.

La Costituente per la Castelbuono di domani


GIANFRANCO RAIMONDO (15/3/22) | Post per gli interessati ai fatti e alle cose di Castelbuono (ma non solo) nella mia timeline. Ho una forte perplessità. E’ opportuno aspettarsi da chi riveste incarichi in istituzioni culturali pubbliche anche un coinvolgimento politico al limite del fanatico? In generale, un’istituzione culturale pubblica dovrebbe essere il fine e non lo strumento politico.Oppure, se sei un giornalista e\o editore quanto puoi spingerti all’interno del sistema senza perdere la neutralità e l’obiettività che si dovrebbe riconoscere al “cane da guardia della democrazia”?Ricordate la vecchia e irrisolta questione del conflitto di interessi? Io sì, e temo pochi altri ancora, ahimè.A giudicare dal silenzio, mi sembra che molti commentatori locali siano degli esperti ed integerrimi opinionisti solo quando si tratti di criticare i vari Salvini e Putin di adesso oppure i Trump e i Berlusconi di allora.In ambito locale, al contrario, osservo una versione più pelosa della sindrome di NIMBY in cui il cittadino total-opinionista si zittisce su quasi ogni cosa per il rischio di perdere la propria tranquillità, pace e rendita di prossimità che spesso si traduce in un tozzo di pane sia pure esso un incarico del niente o una via del nulla.Fedeli alla linea, la linea non c’è.

DEMOCRATICI PER CASTELBUONO (16/3/22) – Dell’avvocato Raimondo si apprezza l’onestà intellettuale e la coerenza.In un suo intervento sui social lo stesso si chiede se “è opportuno aspettarsi da chi riveste incarichi in istituzioni culturali pubbliche anche un coinvolgimento politico al limite del fanatico”, oppure “se sei un giornalista e/o editore quanto puoi spingerti all’interno del sistema senza perdere la neutralità e l’obiettività che si dovrebbe riconoscere al cane da guardia della democrazia”.Certo, avrebbe potuto chiedersi lo stesso qualche anno fa quando ex direttori, presidenti e componenti dei CdA di Istituzioni pubbliche, politicamente più vicini a lui, erano impegnati in campagna elettorale a vario titolo, da candidati o da sostenitori attivi. E meno male, aggiungiamo noi.Niente e nessuno potrà sottrarre a questo paese ed ai castelbuonesi la libertà di opinione, di espressione e di appartenenza politica, e men che meno il diritto di partecipare attivamente alla vita democratica delle organizzazioni civiche, politiche e sociali che concorrono al miglioramento ed al progresso della società.Oltretutto vengono additati di fanatismo donne ed uomini che oggi, come altri in passato, donano il loro tempo e le loro competenze, a titolo gratuito, esclusivamente per spirito di servizio nei confronti della comunità. A loro va esclusivamente il nostro grazie.Quale condizionamento dovrebbero avere? Perché non possono esprimere la propria appartenenza e condivisione di un progetto politico che, oltretutto, hanno contribuito insieme ad altri a determinare ed alimentare?Quando si fa riferimento a giornalisti e/o editori ci si riferisce anche a chi, da cinque anni, dalle pagine di un blog prepara il campo per un determinato progetto politico, o meglio, per una candidatura in particolare? E meno male, aggiungiamo sempre noi.Ci aiuti a comprendere, avv. Raimondo, c’è differenza tra libertà di informazione e libertà di opinione a seconda degli schieramenti politici?D’altronde, avv. Raimondo, il suo è un fulgido esempio di integrità, alterità e indipendenza. Lei certamente non ha mai ricoperto incarichi pubblici, per altro lautamente ricompensati, e contestualmente ha fatto campagna elettorale o è stato schierato.Per questo ci chiediamo, caro avvocato, perché questo suo nervosismo? Di lei si apprezza l’onestà intellettuale e la coerenza, dicevamo. Ma solo quando le conviene.