Da Ingroia a Polizzotto, via il tetto. Crocetta “salva” gli stipendi dei fedelissimi

[LIVESICILIA.IT – Accursio Sabella] Mentre Crocetta chiede di fissare un tetto agli stipendi dell’Ars, decide di abbatterne qualcun altro. Quello che invece la legge ha costruito sulle teste di qualche amministratore “gradito” al governatore. Mentre, insomma, il presidente urla allo scandalo per la mancata fissazione del limite di 160 mila euro per gli stipendi dei dipendenti dell’Ars, decide di togliere il limite che fissa entro i 50 mila euro annui i compensi per i componenti dei cda di alcune partecipate. Alcune. Non tutte. E qui sta il nodo. La norma di Crocetta, prevista – ma ben celata – all’articolo 35 della Finanziaria consentirebbe di innalzare, e di molto, ad esempie, le indennità di Antonio Ingroia e Stefano Polizzotto, di Patrizia Monterosso e di Lucia Di Salvo.

La norma “alzastipendi”, come detto, è prevista nella Finanziaria ter, giunta tra le polemiche a Palazzo dei Normanni. Ed è molto chiara. Basta seguire il filo delle leggi che si intrecciano per abbattere il tetto sugli stipendi dei fedelissimi. “Le limitazioni di cui al 4 comma dell’articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2010 – si legge nella manovra – e successive modifiche ed integrazioni non si applicano alla seguenti società: Riscossione Sicilia S.p.A., IRFIS fin Sicilia s.p.a, AST S.p.A e Sicilia e Servizi S.p.A”.

Quali sono le norme della legge del 2010 che non si applicherebbero per quegli amministratori? L’articolo 20 di quella legge riguarda il riordino delle società partecipate. Al comma 4 recita: “Le società a totale partecipazione della Regione, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano le opportune iniziative affinché i compensi degli organi di amministrazione e di controllo vengano ridotti ad un importo massimo onnicomprensivo, ivi compresi eventuali benefit, di 50.000 euro per ciascun componente degli organi di amministrazione e di 25.000 euro per ciascun componente degli organi di vigilanza e controllo e dei comitati di sorveglianza”.

Quelle limitazioni, quindi, non si applicano per le società Sicilia e-Servizi, Riscossione Sicilia, Irfis e Ast. E a dare un’occhiata ai cda di queste società, ecco spuntare, come detto, tanti cognomi noti. E notoriamente vicini al presidente della Regione. Sicilia e-Servizi, infatti, è guidata dall’ex pm Antonio Ingroia. A dire il vero, già l’attuale compenso del (neo) presidente (fino a poche settimane fa era solo il liquidatore) era già finito sotto la lente d’ingrandimento dell’assessorato all’Economia. Quel compenso, infatti, non ha subito la riduzione prevista da una stessa delibera di Crocetta di fine 2012. Un provvedimento che disponeva il taglio del 20% di quei compensi. Che nel caso di Ingroia non è mai arrivato.

Scompare anche il tetto per gli stipendi di Riscossione Sicilia, come detto, dove a presiedere il cda è Lucia Di Salvo (per lei al momento un compenso da 36 mila euro), mentre i componenti sono Maria Mattarella e Gaetano Chiaro (28.800 euro a testa). Le altre società “privilegiate” sono Irfis e Ast. Nel primo caso, nel cda ecco il presidente Rosario Basile (40 mila euro annui), e i componenti Patrizia Monterosso (Segretario generale di Palazzo d’Orleans) e Salvatore Parlato (esperto esterno del presidente). Per entrambi, ecco 20 mila euro annui. Infine, l’Ast. Anche lì non mancano i cognomi noti e vicinissimi al governatore. Oltre al presidente Dario Lo Bosco, infatti, (per lui compenso attuale da 50 mila euro annui) ecco nel cda, con lo stesso compenso, anche Stefano Polizzotto (anche se l’ex capo della segreteria tecnica di Crocetta fa sapere di aver già chiesto e ottenuto la decurtazione del 20% della propria indennità) e Rosario Carlino.

Per tutti loro, insomma, i limiti da 50 mila euro scompaiono. I nuovi contratti potranno prevedere – in linea teorica – compensi assai più elevati. Alla faccia della spending review. E delle polemiche sull’equiparazione degli stipendi tra Regione e Ars. “Ecco un altro aumento indiscriminato di compensi,– protesta il vicepresidente della Commissione bilancio Vincenzo Vinciullo – in periodo di crisi, che i siciliani dovrebbero sobbarcarsi e contro il quale ci batteremo con tute le forze. Meno male che sono certo che il presidente Ardizzone, nel suo preesame del ddl, saprà espungere tute quelle parti demagogiche che in Aula non dovrebbero nemmeno arrivare”. Intanto, la norma è arrivata. E finirà sui tavoli proprio della Commissione bilancio all’Ars. Dove Crocetta vuole alzare un tetto per gli stipendi. Con la stessa Finanziaria con la quale vuole abolire quello che la legge ha innalzato sulla testa di qualche amministratore “amico”.