Dacci oggi il nostro pane e il quotidiano.

Il Villaggio è a norma di legge. Ma di norma non legge.
O meglio, legge quanto basta per ricordarsi di saperlo fare. Non parlo di libri, non ne parliamo, né di favolette, non contano.
Parlo del leggere quotidiano. È vero. Non è il pane quotidiano.
Uno pasce la mente, l’altro lo stomaco. Uno ci tiene vivi, l’altro ci tiene in vita. Ma c’è chi non ne mastica, pur avendo i denti. Badaben.
Vi siete accorti ultimamente dello strumento dell’edicolante? Se state pensando male, siete in fallo. E, cosa ancor più grave, non comprate un quotidiano da almeno due mesi. Che peccato. Urge un esame di coscienza. Dicevo. C’è uno strano aggeggio sguainato come una spada all’acquisto di un giornale. Tra qualche mese, questo simpatico lettore (ottico) la dirà lunga sulle abitudini “quotidiane” dei villeggianti. E ci sarà da riflettere. Ne darò conto. Non ragione.
Rifletto fin da ora. E penso che si avverte la necessità di un centro quotidiano. Un luogo di aggregazione, propulsore di cultura, deputato alla lettura della carta stampata (dai quotidiani, ai settimanali, ai mensili). Un posto in cui commentare, confrontarsi, dibattere, in cui, in poche parole, costruirsi il proprio quotidiano.
Ho vissuto un bel po’ a Londra. Quanto basta per concludere che i londinesi si portano dietro il giornale come noi ci portiamo dietro le borsette. Forse che la lettura aiuta gli audaci?

2 Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.