Dalla Sicilia alla Spagna. Come fare business “con juicio”

La scelta di investire all’estero può essere un’idea conveniente, ma non vuol dire che si debba rinunziare alla prudenza. Di recente la Spagna ha dimostrato di voler attrarre investimenti dall’Italia: l’asse con la Sicilia, ad esempio, è stato rinforzato da una serie di investimenti pari a 200mila euro per chi vuole investire dalle parti di Madrid. E il rapporto diventa più importante: le esportazioni dalla Sicilia verso la Spagna nel 2018 sono cresciute a 577 milioni di euro (+21,5% rispetto al 2017) e le importazioni a 475 milioni di euro (+27% rispetto al 2017).

Come fare business in Spagna in 3 step

Fare business in Spagna è vantaggioso perché, innanzi tutto, si trovano meno difficoltà burocratiche. Si può fare affidamento anche su un più basso carico fiscale, un atteggiamento dello stato meno oppressivo, il costo del lavoro è meno oneroso. Non solo, per chi inizia una nuova attività, ci sono due anni di sgravi. Infatti la Banca Mondiale l’ha piazzata al 31° posto su 190 paesi, mentre l’Italia è al 51°. Una differenza evidente, che fa riflettere gli imprenditori italian che vogliono espandersi in terra spagnola.

  1. Trovare partner e conoscerne il profilo fiscale

Per chi ha individuato nella Spagna la direttrice d’espansione, diventa fondamentale individuare il giusto partner. Una volta trovato bisogna anche saggiarne solidità e affidabilità. Questo tipo di indagine ormai è diventata accessibile anche tramite Internet. Ma partiamo dalle basi. Come ricorda l’approfondimento di iCribis, la partita iva in Spagna, chiamata CIF (Código de Identificación Fiscal), è composta da 1 lettere ed 8 cifre successive. Conoscerla è fondamentale per ottenere specifici report sulle aziende iberiche e tracciarne un profilo.

  1. Affidarsi al commercialista e conoscere le istituzioni preposte

Il commercialista deve essere spagnolo, o con una buona conoscenza, ed esperienza, del sistema commerciale e fiscale spagnolo. Ciò non toglie che è sempre meglio informarsi prima, per avere almeno il quadro generale delle istituzioni spagnole preposte sia all’aspetto normativo, che a quello tributario, e ai contratti di lavoro. Un’ottima conoscenza della cornice in cui si andrà ad operare faciliterà l’espansione del business.

  1. Redigere un business-plan e individuare i settori in cui investire

Presa la decisione, documenti alla mano, prima di siglare davvero un accordo, bisogna stilare un business plan, e vedere fino in fondo quanto l’impresa valga la pena. Trovare una nicchia proficua, anche in Spagna, richiede conoscenza del tessuto imprenditoriale e dei target di riferimento. Uno studio sul posizionamento potrebbe aiutare ad individuare il miglior modo di presentarsi e la strada giusta da intraprendere: difficile, ad esempio, competere nei negozi fast fashion con il fondatore di Zara

Spagna come esempio per alcuni mercati

Perché investire in Spagna? In alcuni settori la Spagna è esempio imprenditoriale di idee di successo. Per quello che riguarda l’avocado, ad esempio, i coltivatori sono stati capaci di dare vita ad un consorzio con 1.800 soci e ad ottenere anche l’appoggio delle istituzioni. Una scelta che li agevola moltissimo rispetto alle piccole attività indipendenti, che invece siamo abituati a vedere in Italia, e in Sicilia ad esempio. L’avocado è un frutto molto richiesto, che promette di rimanere sul mercato stabilmente, e che è possibile coltivare perfettamente anche al sud Italia. 

Non solo coltivatori: in Spagna sono moltissimi gli italiani che hanno deciso di investire nella ristorazione, anche con risultati notevoli. Sono molti i casi di successo proprio in questo settore, e non solo. I brand di abbigliamento spagnoli sono arrivati ovunque: dal già citato Zara allo store online Privalia, le storie di successo non mancano.