“Dallo zecchino d’oro alle case chiuse, albini d’Africa e 20 anni di racket.”

Il 29 Agosto del 1991 moriva Libero Grassi, commerciante Palermitano. Trascorrono 20 anni. Da pochi giorni, chi non denuncia il pizzo è fuori da Confcommercio. Lo ha deciso l’associazione dei commercianti siciliani, presieduta da Pietro Agen. Chi non denuncia viene espulso, chi viene condannato viene espulso immediatamente e i nomi delle aziende virtuose in materia, invece, verranno resi pubblici con manifesti, sui giornali e su internet. Sono queste le principali novità presenti nel nuovo statuto di Confcommercio Sicilia, approvato due giorni fa all’unanimità. Il nuovo statuto sarà firmato da tutti i nuovi aderenti, mentre i vecchi soci potranno farlo recandosi nelle sedi provinciali dell’associazione. E chi non firma è fuori. Categoricamente. La scelta segue di qualche anno la presa di posizione che fu di Confindustria e del presidente Ivan Lo Bello. Insomma si tratta di una chiara presa di posizione di associazioni di imprese e di consumatori che credono che la lotta contro il racket e le estorsioni oggi si combatte tutti insieme e, solo così sarà spaventosamente più semplice averla vinta. Dalla battaglia solitaria di Libero Grassi, che gli causò inevitabilmente la morte, sono stati fatti passi da gigante. Chi denuncia, chi si ribella non è solo. Al suo fianco ci sono Confindustria, Confcommercio, Addiopizzo, LiberoFuturo, i magistrati, le forze dell’ordine e soprattutto tutti i cittadini che consumano criticamente. Oggi Libero Grassi non sarebbe morto.

“Volevo un gatto nero” è una famosissima canzone dello zecchino d’oro di tanti anni fa cantata da una dolce bambina leccese di nome Vincenza Pastorelli. Oggi quella bimba ha 46 anni ed è sotto processo per sfruttamento della prostituzione ed estorsione. A giorni la Cassazione si pronuncerà sulla possibile riduzione della pena a 3 anni. Secondo l’accusa la Pastorelli gestiva due centri massaggi nel Salento che però camuffavano delle prestazioni a luci rosse, successivamente filmate dai carabinieri, chiedendo una percentuale sulle rendite delle quattro false-massaggiatrici che ricevevano compensi dai 60 ai 500 Euro a prestazione. Nel contempo il marito spacciava eroina e cocaina. Questi sono i contenuti dell’inchiesta, chiamata dagli inquirenti con estremo sarcasmo inchiesta “Gatto Nero”. Quella dolce bambina che cantava sul palco dell’antoniano aveva 4 anni allora e riscosse successo con quella sua voce che velava malinconia per il desiderio di avere un gatto nero e non il gatto bianco che aveva ricevuto. Insomma Vincenza Pastorelli non è stata mai paga nella sua vita, neppure quando trasferitasi in  un’altra regione per svolgere la professione d’insegnante, riscuoteva fino all’ultimo centesimo alle sue “protette” e le minacciava telefonicamente.

In Camerun ci sono circa 2000 albini. Sono camerunensi dalla pelle chiara, anzi completamente bianchi per il basso contenuto di melanina nella pelle. Per strada subiscono insulti, spintoni e aggressioni. Fosse solo questo, niente di intollerabile. Invece le superstizioni e le credenze locali vogliono gli albini dotati di poteri magici, per cui le unghia, la pelle e gli organi genitali servirebbero a preparare una pozione magica che aiuta a sconfiggere gli avversari. Ma l’albino in Camerun è considerato come il maiale da noi: non si butta via niente. E’ così che con tutto il corpo gli sciamani preparano filtri con proprietà particolari. In più, ogni volta che il vulcano Epassamoto erutta, la credenza vuole che sia espressione dell’ira divina, e solo la pozione preparata con le parti del corpo di un albino può porre freno alle eruzioni. Quindi i giorni di attività del vulcano si trasformano in incubo per gli albini. Durante l’ultima eruzione, il fratello di Stephane Ebongue è sparito e mai più ritornato a casa e da allora Stephane ha deciso di fuggire in Italia per costruirsi un futuro migliore e diventare giornalista. Oggi vive nei pressi di Torino e sogna di tornare un giorno nel suo paese e creare una biblioteca per albini, che abbia le attrezzature adatte per permettere loro di studiare, nonostante i problemi legati alla loro vista ipersensibile e delicata. Chissà se in futuro ci riuscirà e magari potrà tornare a vivere nel suo paese, senza la paura di essere ucciso per una stupida credenza arcaica.

Per oggi è tutto, risintonizzatevi Giovedì prossimo con OltreFiumara.

“Oltre Fiumara – Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”