De Magistris, Genchi e De Falco. Grazie.

Questa mattina mi sono svegliato con due brutte notizie e altrettanti ringraziamenti da fare. La prima riguarda la condanna in primo grado per abuso d’ufficio, ad un anno e tre mesi, per Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi, protagonisti, il primo come magistrato, il secondo come consulente, dell’inchiesta Why Not, che riguardava i presunti affari sporchi dell’imprenditore Antonio Saladino con importanti apparati della politica e dell’imprenditoria italiana, parlamentari di destra e sinistra, e una rete di collegamenti riconducibili alla loggia massonica segreta, nota come Loggia di San Marino.

L’inchiesta partì dalla Calabria e poi si estese a tutto il territorio nazionale, Berlusconi definì l’archivio di tabulati telefonici raccolto da Genchi “il più grande scandalo della Repubblica”, nel registro degli indagati finirono Mastella, Rutelli e persino l’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi. Nel tempo, molti indagati vennero prosciolti, vi fu uno scontro tra le procure di Catanzaro e Salerno e l’inchiesta venne dissolta, perché il CSM trasferì De Magistris per volontà dell’allora ministro Mastella (l’indagato che trasferisce il giudice che lo indaga. Siamo proprio la repubblica delle banane!). Genchi venne destituito dalla polizia a seguito di dichiarazioni rilasciate a proposito di quanto scoperto.

La condanna ai due arriva per l’utilizzo di tabulati telefonici utili all’inchiesta riguardanti, direttamente o attraverso altre intestazioni, parlamentari della Repubblica, per avere i quali è necessaria, secondo la legge Boato, l’autorizzazione del Parlamento. Oltre alla condanna arriva per De Magistris e Genchi l’interdizione dai pubblici uffici e il risarcimento per i danni inflitti ai parlamentari di 20.000 euro cadauno (poverini, ne avevano proprio bisogno!). Ovviamente si attendono i tre gradi di giudizio, per parlare di colpevolezza. L’attuale sindaco di Napoli ha dichiarato: “Con questa sentenza, di fatto, mi viene detto che non avrei dovuto indagare su alcuni pezzi di Stato, che avrei dovuto fermarmi. Rifarei tutto, perché ho agito con coscienza e rispettando solo la Costituzione. Vado avanti con onestà e rettitudine. La giustizia è più forte della legalità formale intrisa di ingiustizia profonda”.

Penso anch’io che nel nostro Paese la legalità formale sia ingiusta se i nostri parlamentari godono queste tutele, oltre che di tutti i privilegi noti ai più. Mi sento offeso nel mio sentimento di giustizia da uno Stato che accusa, destituisce, denigra, condanna chi tenta di fare luce sui fatti sporchi e bui della nostra storia, sui complotti e le illegalità che gente di potere perpetra e cova da sempre.

L’altra vicenda riguarda la spostamento d’ufficio del capitano Gregorio De Falco. Quello della famosa telefonata, la notte della tragedia della Concordia all’isola del Giglio, al comandante Schittino in cui lo intimava a risalire a bordo e a compiere il proprio dovere. Celebre il suo grido “Salga a bordo, cazzo!”. Schittino adesso è una patetica figura dello starset televisivo nostrano, il re del trash delle serate mondane, degli italiani stupidi che non fanno questioni di dignità di fronte alla fama, è persino invitato a tenere una corso giornaliero alla Sapienza. De Falco, invece, è stato spostato dal comando operativo ad uno degli uffici dove si sbrigano pratiche amministrative, considerati un riposo per i prepensionati o la gavetta per i giovani. In poche parole è stato declassato. Il glorioso capitano nel frattempo ha visto in silenzio i suoi colleghi essere promossi proprio per il lavoro compiuto quella tragica notte, ma ora non ci sta più e parla apertamente di “mobbing”, si dice amareggiato e non riesce a far finta di niente e ad obbedire come si converrebbe nei comparti militari.

A questi tre cittadini e servitori dello Stato dico grazie. Grazie perché avete rappresentato un Paese che non vi merita, grazie per quello che avete fatto a nome della cittadinanza fatta di persone che nel loro piccolo credono e sperano in un mondo migliore. (Gioacchino, grazie per rappresentare anche la piccola comunità a cui anche io appartengo). Grazie per essere il nostro orgoglio. Grazie per la dignità con cui accettate le ingiustizie appena subite, che costituiscono un torto, ma che purtroppo fanno parte delle regole e le leggi di un sistema che funziona decisamente male. Grazie per essere una goccia nel mare, dove funzionari, magistrati, poliziotti e capitani che mentono, rubano, sbagliano e ingannano vengono promossi, i loro procedimenti insabbiati, elogiati, e voi nonostante tutto c’avete provato e ci provate. Grazie perché il vostro senso della giustizia è superiore alla paura di finire vittima di quel sistema di cui, purtroppo o per fortuna, fate parte. Grazie per essere esempio.

Per oggi è tutto, ricollegatevi la prossima settimana.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

1 commento

  1. Questa condanna, in particolare quella a Gioacchino è una dei più ridicoli e infamanti atti di una giustizia prona al sistema politico che punisce i veri servitori di uno stato (la “s” minuscola é voluta) composto da condannati e indagati. Mentre uomini integerrimi come Gioacchino vengono puniti solo per aver combattuto per la Verità. Non dimentichiamoci chi é veramente Gioacchino Genchi, non “lo spione” così come lo defini Gasparri, ma il polizziotto che a testa bassa ha indagato sulla morte di altri servitori come il giudice Paolo Borsellino. Non dimenticherò mai quando mostro in un convegno la batteria bruciata del cellulare del giudice trucidato in via D’Amelio, simbolo della sua lotta per la Verità. Io sono sempre stato orgoglioso di essere suo concittadino. E sono sempre stato sicuro della sua innocenza sin dall’inizio dell’indagine “Wy Not” in cui lui ha solo calpestato i piedi ai politici potenti come Mastella e al Condannato Silvio Berlusconi. E lui oggi paga quel prezzo. Ma io in un mondo in cui i condannati governano il paese con i cofondatori di un partito fondato da un mafioso. In un mondo in cui invece difendere i lavoratori e i servitori dello stato, invece di creare lavoro e finanziarli. In un mondo in cui si condannano o in cui uomini come il comandante De Falco viene “punito” e Schettino va a fare lezione all’università. In un mondo in cui un condannato da lezioni di politica ed é il miglior interlocutore del partito che fu di Pio La Torre….Io in un mondo del genere starò sempre dalla parte dei primi. Io sto e sarò sempre dalla parte di Gioacchino Genchi!!!

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