Decadenza di Berlusconi, cosa farà il PD. Parola a Culotta e Di Giorgi

Pubblichiamo due interventi, appresi dalla stampa, dell’on. Culotta e dalla sen. Di Giorgi sul tema politico di maggiore attualità e sul comportamento che in merito dovrà adottare il PD in aula.

On. Magda Culotta
Il dibattito politico estivo è stato completamente caratterizzato dalla domanda: Governo si, Governo no??Sarei stata disposta a interrogarmi, seriamente, se dietro ci fosse stata una questione politica seria e di primaria importanza per l?Italia. In realtà si è discusso del nulla: la sentenza su Berlusconi, che ha messo in subbuglio un paese, cosa che in Europa sarebbe davvero impensabile.?
Il Pd voterà la decadenza di Berlusconi. Non ci sono margini di discussione. ?
Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi all?indomani della sentenza della corte di Cassazione, piuttosto che mettere sotto ricatto il Governo. È assurdo che la stampa, le TV, le radio diano esclusivamente spazio ad un dibattito che non dovrebbe neppure esistere.? Se tutto ciò metterà in crisi l?Italia, in un momento economico non florido, se ne prenderà atto: anche tornare alle urne non è escluso, consapevoli del disagio degli italiani e dell?importanza di un governo per il Paese. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità di fronte a se stessi, di fronte agli elettori, di fronte alla legge.

Sen. Rosa Maria Di Giorgi
Il Presidente Napolitano ha detto che Berlusconi è un cittadino come gli altri e che dovrà seguire il suo destino scontando la sua pena. Un capitolo incredibile della nostra storia forse oggi si chiude. Sono giorni e giorni che i vari Brunetta, Santanchè, Schifani e Gelmini o Carfagna, senza dimenticare l’ineffabile Bondi, ci dicono che, siccome 10 milioni di Italiani lo hanno eletto, allora non può essere condannato. Serviva l’intervento del Capo dello Stato per dire loro di smettere di affliggerci con la loro canea? Tra qualche settimana noi senatori del Pd voteremo la decadenza di Belusconi dal Senato senza accanimento, ma con la consapevolezza che è d’obbligo votare perché un condannato in via definitiva non segga nel luogo più alto delle istituzioni del nostro paese. Logica vorrebbe che arrivassero le dimissioni di Berlusconi. Che venisse accettato il verdetto. Ma questo sarebbe possibile in un paese normale, non in questa povera Italia, in cui ancora gli esponenti del secondo maggior partito ritengono normale devastare lo stato di diritto e piegare le istituzioni agli interessi del loro capo. È questa la difficoltà enorme che dobbiamo affrontare, infatti è difficile collaborare in Parlamento con chi innanzitutto pensa ai problemi del capo piuttosto che a quelli dell’Italia. Non so dire quanto durerà questo governo, ma lo sosterro’ con convinzione se governerà bene e svolgerà il compito che gli abbiamo affidato nel momento di emergenza.
Comunque ora si è aperto un nuovo capitolo che deve vedere protagonista il Pd, cui è affidato il futuro del nostro paese. Con coraggio e chiarezza andremo al Congresso con Matteo Renzi candidato a segretario e con determinazione (senza i dictat di Napolitano e di Letta, che vedono le larghe intese come l’unica soluzione possibile a breve e medio periodo) ci prepareremo a una fase politica nuova, senza temere eventuali nuove elezioni. Letta e i suoi ministri governino senza farsi sfiancare dai ricatti del Pdl. Noi parlamentari proseguiremo con serietà a lavorare nelle commissioni per rendere migliori i provvedimenti normativi. Subito la legge elettorale. Ho proposto come prima firmataria una legge che ci consenta di tornare al Mattarellum. Dobbiamo fare presto, ma dubito che il Pdl sia collaborativo. Giorni difficili e intanto le famiglie sono in crisi, senza lavoro e senza speranza, mentre noi siamo costretti a perdere tempo a discutere dell’abolizione dell’IMU per la campagna elettorale del Pdl già ampiamente avviata. ……..Potenza dell’ex Cavaliere. Quanto tempo ci vorrà ancora perché il Pd “sollevi la testa” e ricominci a pensare che vincere le elezioni è possibile?