Democratici per Castelbuono: «Allarghiamo gli orizzonti»

Ci sono due “fatti” che meritano il benvenuto in queste ultime settimane, fuori dalle ormai stantie e francamente insostenibili polemiche per l’ex Cine teatro Le Fontanelle. Due “fatti” eminentemente politici e per questo di grande interesse per il nostro Movimento. Procediamo in ordine cronologico: il 16 febbraio il circolo di Castelbuono del PD pubblica un articolo sulla propria posizione su “Le Fontanelle”, ricordandoci a tutti di essere pienamente concorde con l’uso che intende farne l’Amministrazione – “attività ed eventi esclusivamente POLICULTURALI (teatro, cinema e sala espositiva)” –  ma soprattutto lanciando la proposta che “il Teatro per eventi policulturale così realizzato, sarà gestito e messo a reddito con l’insieme del patrimonio culturale castelbuonese, da una FONDAZIONE CULTURALE che vedrà partecipi imprenditori, il partenariato culturale castelbuonese, anche delle sue Istituzioni, e prestigiose Istituzioni culturali nazionali e regionali.” Affermazione che ci conferma l’ormai profonda sterzata liberista di quello che una volta era un partito di matrice “socialista” (democratico, ma socialista) ed oggi sembra pericolosamente somigliare ad una costola del folto gruppo dirigente “di destra”, nella regione e nella nazione, addirittura promotore di una sostanziale privatizzazione dei servizi culturali a Castelbuono. Che la sostenibilità delle attività culturali sia un tema importante è sotto gli occhi di tutti, ma che la soluzione sia la consegna di un servizio eminentemente pubblico – secondo noi al pari della sanità e della scuola – alla gestione dei privati è invece una ipotesi su cui non ci si può permettere di dare nulla per scontato e soprattutto che cozza in modo stridente con una visione, la nostra, di bene comune.

Il secondo “fatto” politico che merita attenzione, del 18 febbraio, è la nascita di un nuovo soggetto politico a Castelbuono, non più nella fase embrionale di un tentativo, ma nella piena espressione delle proprie ragioni. E a darci notizia del lieto evento è una stimata docente in una accorata peroratio in nome delle “carte scoperte”, per riconoscere che “il gruppo dei Promotori del manifesto per Le Fontanelle ha fatto da laboratorio e incubatore di idee” nell’elaborazione di un soggetto politico distante dalle attuali forze in campo – asservite ad un solo leader – per la costituzione di uno “scenario nuovo” fatto dai “partiti di massa in cui si torna ad ascoltare la gente, con i suoi bisogni e le sue potenzialità, in cui si costruisca una governance incentrata su processi di consultazione e su fabbisogni percepiti, per strutturare un piano di ripresa all’interno di un quadro delle politiche possibili e di una visione di respiro internazionale”. In verità, in un altro passo del passionale articolo leggiamo che la Costituente per la Castelbuono di Domani non ha nulla a che vedere con il Comitato per Le Fontanelle, ma lasciamo ai 1000 firmatari del Manifesto per Le Fontanelle il dubbio per cosa hanno firmato: a noi interessa che si torni a parlare di partecipazione, come già facemmo nel nostro programma elettorale del 2017, e che si rinnovino gli interlocutori politici.

Ci piacerebbe continuare a dibattere di questi due “fatti”, ma temiamo – sebbene felici se smentiti – che si continui a voler gridare “il re è nudo!”, illudendosi che sia questa la Politica.

Diceva Eraclito: “Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare”.

Movimento Democratici per Castelbuono.