Democratici per Castelbuono: «un Monumento alla Resistenza a Pontesecco»

Oggi, 25 Aprile 2020 celebriamo il 75° anniversario della Resistenza e della Liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista.

Il fascismo è stato responsabile della soppressione delle libertà civili, politiche e sociali, di assassini e torture di matrice etnica e politica, ha reso l’Italia triste protagonista della Seconda Guerra Mondiale al fianco della Germania nazista.

Anche la nostra comunità ha pagato un alto prezzo in termini di sangue e sofferenza a causa dell’assurda guerra fra popoli in cui ci condusse il totalitarismo nazifascista, perdendo molti suoi figli, ricordati in una lapide presso il municipio. Tanti altri nostri concittadini hanno vissuto sulla loro pelle il dramma dell’internamento in campi di lavoro e di concentramento.

Siamo consapevoli del momento di difficoltà che tutta l’Italia oggi sta attraversando e che rischia di continuare sul piano economico-sociale anche superata l’emergenza sanitaria, ma forti del sentimento che ci trasmette il ricordo delle donne e degli uomini della Resistenza, vogliamo guardare al prossimo futuro con speranza e fiducia.

Così come dalla Resistenza e dalla Liberazione nacque il bene comune più prezioso che abbiamo, la Costituzione, oggi è necessaria una nuova resistenza a salvaguardia di un altro bene altrettanto prezioso come la salute, per poi impegnarci tutti in una nuova rinascita.

Rinascita che passerà certamente, sul piano locale, dal coinvolgimento diretto delle attività produttive, dagli artigiani al mondo del commercio, dai professionisti alle associazioni.
Qualche mese fa abbiamo raccolto favorevolmente l’idea di alcuni nostri concittadini di rendere omaggio a due partigiani castelbuonesi eroi della Resistenza: Cristoforo “Cris” Carabillò e Giuseppe Bonomo.

Oggi pensiamo di rilanciare quell’idea individuando l’area di Pontesecco, su proposta del Sindaco condivisa dal gruppo consiliare di maggioranza e dal Movimento, dove realizzare un Monumento alla Resistenza, dedicato ai nostri partigiani castelbuonesi e a tutte le donne e gli uomini che hanno lottato per la nostra libertà.

Il Monumento e l’intervento di riqualificazione verrà progettato e realizzato da professionisti e artigiani castelbuonesi attraverso un bando pubblico ad essi riservato, e sarà il primo di tanti piccoli interventi sul nostro patrimonio storico-artistico: da un lato per sostenere il lavoro delle nostre attività colpite dall’emergenza negli ultimi mesi, dall’altro affinché nonostante la crisi la comunità possa dare il meglio di sé, lasciando al futuro un segnale di bellezza, storia e cultura.

Di seguito, le biografie di Cristoforo Carabillò e Giuseppe Bonomo.

• Cristoforo Carabillò, martire della Patria, fu ucciso barbaramente a Reggio Emilia il 3 febbraio 1945 a soli 28 anni lottando eroicamente per gli ideali di libertà contro il fascismo. Al momento dell’armistizio era ufficiale in servizio alla caserma dei bersaglieri di Scandiano (RE). Con un piccolo gruppo di commilitoni si preoccupò subito di recuperare nell’edificio e di nascondere quante più armi possibile; lo stesso fece alla Rocca. Un mese più tardi fu inquadrato in una formazione delle Squadre di Azione Patriottica con l’incarico di segretario del Comando unificato di settore. Quando la Liberazione era ormai imminente “Cris” (questo il nome di battaglia di Carabillò), fu intercettato nei pressi del Caffè Boiardo di Scandiano da una pattuglia della GNR. Incarcerato il 27 dicembre 1944, restò ai “Servi”, dove subì terribili torture per non rivelare i nomi dei compagni e dei loro nascondigli, sino a che i fascisti non lo prelevarono con altri tre resistenti caduti nelle loro mani. “Cris” fu fucilato all’altezza di via Porta Brennone, dove il 3 febbraio di ogni anno viene ricordato dalla città di Reggio Emilia con una commemorazione che si conclude con la deposizione di una corona d’allora davanti alla lapide che ricorda l’eccidio.

• Giuseppe Bonomo, come la maggior parte dei siciliani si trovava al Nord per il servizio militare quando venne annunciato l’armistizio. Così diventò partigiano. Bonomo sarà ricordato per aver fatto parte della squadra di partigiani guidati da Ennio Pistoi che il 19 settembre 1944 libererà dal carcere militare di via Ormea, 115 detenuti politici, tra cui molti carabinieri che avevano rifiutato il giuramento di fedeltà alla Repubblica di Salò, destinati alla deportazione. L’operazione del carcere di via Ormea fu probabilmente tra le più clamorose compiute a Torino durante la Resistenza. Al nostro concittadino verrà riconosciuto il “Certificato al Patriota”, dal maresciallo Harold Rupert Alexander, comandante supremo alleato delle forze nel Mediterraneo centrale con queste parole: “Nel nome dei governi e dei popoli delle nazioni, ringraziamo Bonomo Giuseppe di avere combattuto il nemico sui campi di battaglia, militando nei ranghi dei patrioti tra quegli uomini che hanno portato le armi per il trionfo della libertà, svolgendo operazioni offensive, compiendo atti di sabotaggio, fornendo informazioni militari”. Morì in un incidente stradale mentre ritornava a Torino. Su di lui il tenente colonnello Biagio Augusto Zaffiri, in una lettera inviata alla famiglia il 16 ottobre 1945, scrisse: “Egli non dev’essere dimenticato. Dite al vostro paese che vostro figlio era un eroe. In tutte le circostanze con la sua umiltà, col suo esemplare ardire diede prova d’incrollabile fede per la nuova redenzione d’Italia. Mai nulla chiese, tutto diede. L’Italia nostra dilaniata ha perso uno dei suoi figli migliori”.

Democratici per Castelbuono

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