Democratici per Castelbuono, Prestianni: “Sulla situazione politica, sociale ed economica in tempi di covid-19. Appello per il futuro”

Cari concittadini,

questi ultimi mesi hanno rappresentato un momento complicatissimo per il nostro Paese. Sono emerse in modo drammatico tutte le fragilità del nostro sistema sociale ed economico e con esse l’emergenza ci ha consegnato uno spaccato di società più frammentata, incattivita, egoista, meno “umana”.

Purtroppo anche nella nostra comunità in alcune componenti si sono messi in luce questi atteggiamenti, incoraggiati da spregiudicati individui o gruppi politici che hanno fatto dell’infamia e del populismo il proprio modus operandi per “combattere” la madre di tutte le (loro) battaglie.

La madre di tutte le loro battaglie non è la crescita culturale della nostra comunità, né lo sviluppo sociale ed economico del paese, né tantomeno la cura e la valorizzazione del nostro patrimonio storico e ambientale. Questi sono temi importanti, certo, ma assolutamente secondari rispetto alla smania di “azzoppare” politicamente il proprio avversario, anche a costo di consegnare all’attualità un’idea di paese snaturata, assai diversa da quello che siamo.

Capisco benissimo che questo atteggiamento è strettamente collegato all’incapacità di immaginare, organizzare e promuovere un’alternativa di governo del paese oltre ad una buona dose di risentimento personale e politico, ma mi domando come non si rendano conto che, in conseguenza alle loro azioni politiche, ad uscirne sconfitti o “azzoppati” non sono il Sindaco o l’Amministrazione ma la comunità tutta, che non riesce a riconoscersi in questo clima, volutamente e artatamente costruito da gruppi politici e relativi profeti, pseudo-comitati e blog di partito (in molti casi questi soggetti coincidono, sotto nomi e forme diverse).

Ogni forma di contrapposizione politica è legittima e doverosa, ci mancherebbe altro. Spiace osservare tuttavia come questo tentativo di avvelenamento dei pozzi cominci ad influenzare negativamente anche la vita economica e sociale del paese, inquinando i rapporti umani e aumentando la già generalizzata sfiducia verso le Istituzioni pubbliche. Le ultime vicende sulla gestione della emergenza covid-19 ne sono la testimonianza.

Chi ha affrontato e continua ad affrontare questa difficile fase con l’impegno di governo ha avuto sin dal primo momento due obiettivi fissi, quasi un’ossessione: garantire la tutela della salute pubblica ed evitare il più possibile il diffondersi dei contagi, assicurando al contempo – laddove possibile – lo svolgimento in sicurezza di tutte le attività economiche, produttive e culturali al fine di evitare il collasso della nostra già fragile economia locale.

In questo senso va inquadrata la tanto discussa ordinanza n. 140 del 25 settembre scorso che è stata oggetto di discussione a livello locale e non solo e ha trovato l’opposizione di esponenti politici, medici che dimenticano di essere medici e si scoprono giuristi, neo esperti amministrativisti o presunti tali e di un nutrito gruppo di commercianti.

È evidente che il Sindaco, com’è nel suo stile da sempre, si sia assunto una grande responsabilità emanando quell’ordinanza, con l’unico e superiore scopo di garantire l’interesse pubblico. Ed è inoltre evidente che esistono gli strumenti legittimi per la revoca del provvedimento – qualora necessaria – quali il potere di annullamento del Prefetto e il ricorso al tribunale amministrativo. Strumenti legittimi, ben diversi dai post sui social dove in tanti si sono riscoperti esperti di diritto amministrativo emettendo sentenze definitive, come troppo spesso accade ultimamente rispetto a fatti e/o vicende che non hanno alcuna rilevanza né conseguenza amministrativa o penale (un ricorso o una denuncia non sono un rinvio a giudizio, né una condanna).

Io personalmente credo che lo spirito di quell’ordinanza sia giusto, e serva da un lato a mappare, tracciare e arginare il possibile contagio a difesa della salute pubblica, dall’altro a garantire il normale svolgimento delle attività economiche stesse, che sarebbero pesantemente condizionate da una eventuale nuova chiusura a seguito di contagi incontrollati. La scelta di individuare quella categoria – e non la generalità di tutti i cittadini o altre categorie professionali – è dipesa semplicemente dal fatto che gli stessi giornalmente hanno più contatti “esterni” come nel caso dei commercianti, agenti di commercio o corrieri, ad esempio.

In riferimento alla questione del costo, va premesso che diverse aziende già da diverso tempo hanno provveduto, autonomamente e a proprio carico, ad effettuare test sierologici sui propri dipendenti per una maggiore sicurezza sulla propria attività. In ogni caso si è stabilito, dopo il necessario approfondimento da parte dei funzionari, di corrispondere un rimborso di dieci euro (circa la metà del costo medio) per ogni esame effettuato. Questo soprattutto in considerazione che sono state coinvolte parecchie attività con più dipendenti.

Altra questione è quella della “imposizione”. Ho letto e ascoltato personalmente commenti negativi in relazione a questa modalità, ma la ritengo l’unica possibile, ancorché impopolare, per raggiungere l’obiettivo. Con un filo di amarezza ricordo che a maggio, in occasione dello screening a campione promosso dalla Croce Rossa Italiana e dal Ministero della Sanità, su sessanta persone contattate solamente in sette hanno dato il consenso, nonostante la gratuità dell’esame. Questo per ribadire che in tante occasioni, la volontarietà non è sufficiente ad assicurare l’efficacia dell’iniziativa. Mi dispiace, oggi come allora, che qualcuno si sia rifiutato di sottoporsi a questi esami che, pur con tutti i limiti e le difficoltà, sono certamente utili a prevenire eventuali contagi non controllati.

Quello che dispiace, oltre ogni ragionevole criticità, è l’egoismo – neppure tanto velato – di alcuni secondo cui tra i motivi per opporsi all’ordinanza non vi sia tanto la questione economica quanto il rischio, in caso di riscontro positivo, di dover sospendere la propria attività in attesa delle procedure previste dalle autorità sanitarie. Posso capire tutto, tranne l’incoscienza. Mi auguro che siano frasi dettate dall’impulso e non ragionate, perché diversamente mostrerebbero una pericolosa deriva che va assolutamente attenzionata.

Ci sono valori che vengono prima di tutto e la propria salute, quella dei propri cari e di chiunque entri in contatto con noi è uno di questi. In tal senso va apprezzata la grande responsabilità dei concittadini che hanno collaborato immediatamente sottoponendosi al test e soprattutto quelli i cui risultati hanno dato esito positivo e si sono subito posti in isolamento. A loro va un personale ringraziamento per la serietà dimostrata e inoltre l’augurio di buon rientro al lavoro per chi ha avuto esito del tampone negativo e di una veloce ripresa per il cittadino il cui tampone è risultato positivo.

Fa piacere invece ricevere l’apprezzamento di tanti cittadini, e adesso anche tanti commercianti e imprenditori, che hanno ben compreso il senso del provvedimento, anche e soprattutto a loro garanzia.

Dispiace che vengano sminuiti, da gente che probabilmente non ha alcun legame con il mondo del lavoro, gli sforzi di chi prova giornalmente a non distruggere l’economia locale concentrando la propria attività sulla promozione e sull’immagine della nostra comunità. Piaccia o non piaccia, l’economia locale si fonda anche su quel settore, e non per volontà di questa Amministrazione o di questo Sindaco, ma grazie alla “rivoluzione” che tanti amministratori, compreso Mario Cicero, hanno promosso affiancando alla tradizionale economia agricola-pastorizia e artigianale (che ha caratterizzato il paese per lungo tempo) l’economia turistico-culturale che si è sviluppata negli ultimi venticinque anni. Senza quel settore sarebbe disperso un grande patrimonio per la nostra comunità e dispiace che qualcuno continui a non capirlo, auspicando una minore presenza turistica o la chiusura delle attività.

Tornando alla questione politica, è necessario fare un’ultima considerazione. Chi è impegnato in politica, a vario titolo, o ambisce a rappresentare i cittadini, ha il compito/dovere di orientare l’opinione pubblica in relazione alle proprie idee ed ai propri programmi. Al contrario assistiamo ad una continua strumentalizzazione dell’opinione pubblica, con gruppi e/o movimenti pronti a cavalcarne gli istinti, ma senza riuscire a creare nessuna “connessione sentimentale” con il popolo che aspirano a governare. Dimostrazione di ciò sono i continui riferimenti che questi soggetti fanno dei nostri concittadini che non la pensano come loro, definendoli ignoranti, gregge, colpevoli, etc. atteggiamento tipico di tanti protagonisti di questa nascente accozzaglia che mette dentro tutto e il contrario di tutto, senza alcun valore e storia comune, ma con tante ambizioni personali e l’unico obiettivo di “far fuori” l’attuale Sindaco, e questa è una colla più potente del vinavil.

Naturalmente non mi auguro tutto questo per il paese dove sono cresciuto, dove vivo e dove vorrei costruire il mio futuro. Quello che mi auguro è un progetto politico credibile, che questa Amministrazione può assicurare in prospettiva, anche con un significativo e quanto mai necessario rinnovamento.

Ma per assicurare questa prospettiva serve maggiore impegno, responsabilità e capacità di ascolto da parte di tutti noi – ciascuno nei nostri ruoli – e soprattutto l’apertura al contributo di tante e tanti che mal sopportano il clima pesante e avvelenato che sta condizionando questa stagione politica.

Per tale motivo, in conclusione, vorrei rivolgere un appello aperto per un nuovo e rinnovato impegno. Dobbiamo avere l’ambizione di raccogliere un’eredità politica e culturale importante per il nostro paese e proiettarla in avanti, non lasciare che forze ambigue e reazionarie possano vanificare gli sforzi di chi ha amministrato la nostra comunità con passione, dedizione e spirito di abnegazione, nonostante le numerose difficoltà.

Saremo in grado di vincere questa sfida solo se riusciremo a ricostruire una coscienza profonda e condivisa, se sapremo rafforzare quella “connessione sentimentale” con il nostro popolo, con la consapevolezza che oggi più che mai è necessario immaginare una idea di società nuova, che possa rispondere e trovare soluzioni adeguate alle crescenti emergenze sociali ed ambientali, e che coinvolga le migliori energie per scrivere insieme il nostro futuro.

Andrea Prestianni

Capogruppo consiliare “Democratici per Castelbuono”

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