“Di Veglione, di organizzazione e di altre sciocchezze!”

[Riceviamo e pubblichiamo] La prima sera del Veglione 2014, Giuseppe Vignieri dei “Giullare di Corte” mi presenta alla sala gremita in attesa della rappresentazione dello storico gruppo di satira “I 2001”, come “Il Critico del Veglione”. Tutto ciò sotto le luci e i palloncini colorati, della novità del Carnevale 2014! Il Palatenda! Situato presso l’area artigianale del comune di Castelbuono.

Forse mai come quest’anno la definizione di Giuseppe mi calza a pennello, per ciò che leggerete. (Mi scuso subito sulla lunghezza dell’articolo, ma avevo parecchi sassolini da togliermi!). Io come ho precisato più che critico del Veglione, ne sono amante. E forse quest’anno, devo ammettere a malincuore che lo amato a tal punto da essere stato abbagliato dal suo fascino, senza a riuscire a vedere che dietro i festoni e i palloncini, le musiche e i coriandoli, si stava sviando il senso del Veglione stesso. Che io sin da quando facevo parte del Gruppo dei “Pudddrasciuna” (Luciano Spallino, Enzo Guarcello, Natale Cucco e Piero Lo Ré. Aiutati dall’indimenticato Peppe Russo) ho sempre difeso a spada tratta.

Quest’anno dopo la polemica del 2013 sul Veglione in palestra, finalmente l’amministrazione Tumminello riesce laddove altri prima di lui avevano fallito (o non si erano impegnati abbastanza o ritenevano più importante altro). Pertanto quest’anno tutte le risorse per il Carnevale 2014 (ahimè) sono state investite prettamente nel Palatenda.

Tranquilli, non voglio polemizzare (come al mio solito) ma voglio raccontarvi alcuni fatti che mi hanno colpito personalmente e che vi faranno vedere un punto di vista particolare di questo Veglione 2014. Io in quanto amico di Antonio Barreca, che ha curato a proprie spese l’arredamento dei palloncini in tutto il Palatenda, il sabato pomeriggio, chiamato dal medesimo, sono andato per dargli una mano. E devo dire che all’ingresso della sala telonata sono rimasto molto sorpreso di quel posto già quasi pronto per accogliere spettatori e teatranti. E ho pensato tra me e me che in ogni caso si doveva dare atto a questa amministrazione che era riuscita nel suo intento di creare uno spazio atto all’uopo (lì per lì!). E fu in quel frangente che il sindaco Tumminello col suo solito fare “ironico e sornione” mi accenno che avrei fatto parte della giuria delle rappresentazioni dei gruppi “I Comi Veni Si Cunta”, “I Quattri A Maiddra” e i “Chinnicchienacchi”! Ma sono sincero con voi non lo presi sul serio, pensai che stesse scherzando! Tanto è che non mi ufficializzato nulla, ed io sabato sera sono andato a vedere la rappresentazione dei “2001” (che non erano in gara) tranquillamente, godendomi la maschera, ma soffrendo un po’ per il freddo, dato che purtroppo vi era stato un problema con il riscaldamento (ma questo può capitare!)

Faccio una parentesi per esprimere un giudizio sulla rappresentazione dei 2001! Loro sono sempre dei “Mostri Sacri” del Veglione, e nessuno può metterlo in dubbio. Ma quest’anno ho sentito la mancanza di Vincenzo Perrini. E col rischio di subire le ire del Prof. Massimo Genchi, ho avuto la sensazione che rispetto agli anni precedenti sono stati meno “cattivi” del solito, soprattutto con il nostro caro sindaco Tumminello (verso il quale motivi per “sfotterlo” in maniera carnascialesca, ve ne sarebbero stati parecchi). Inoltre ho trovato poco credibile l’imitazione del sindaco da parte di Enzo Cucco! Di fatti la prima parte l’ho trovata poco incisiva e tagliente (in confronto alle precedenti “opere” come “La macchina del tempo” e “U Bastarduni”!) Nella seconda parte la maschera ha ripreso vigore anche grazie (ma soprattutto) alla performance di Massimo Genchi nei panni della moglie dell’assessore Mazzola, che inevitabilmente strappava le risate. (Ma anche quest’anno questo personaggio è stato il “liet motiv” in quasi tutte le maschere!)

So che a sto punto mi sono giocato la stima dei 2001 (se mai ne avessero avuta per me). Ma in sostanza per quest’anno, il mio giudizio nei loro confronti è solo…..più che sufficiente! Gli chiedo scusa per il giudizio e li capisco se non mi ritengono all’altezza di non poter esprimere un tale giudizio, ma a prescindere è nella mia natura pensare, dire e scrivere ciò che penso!

E mi sa che dubbi sul mio metro di giudizio in merito alle maschere del Veglione, ne devono avere avuti parecchi anche gli organizzatori. Poiché vi confido che la sera della prima rappresentazione dei gruppi in gara, io che dovevo far parte (forse) della giuria non c’ero! E non ho potuto assistere alla prima versione! Poiché nessuno, nemmeno il sindaco, mi aveva poi dato conferma della mia presenza in giuria! Tant’è, che io avevo acquistato i biglietti solo per le serate del sabato e martedì! Si avete letto bene! Io, ho acquistato il biglietto anche per martedì! Ma proseguiamo.

Io ero a conoscenza che alcuni esponenti dei gruppi di satira come Giuseppe Vignieri dei “Giullari di Corte” e Gabriele Perrini dei “Chinnicchienacchi” avevano suggerito il mio nome agli organizzatori per far parte della giuria! Peccato che io, dallo stesso Giuseppe Vignieri, sono stato contattato solo martedì pomeriggio! Mi sono presentato la sera, ho mostrato il biglietto che avevo pagato, e sono entrato. All’arrivo degli altri giurati (il Prof. Pepinello Mazzola, Antonio Di Garbo, Mimmo Scialabba e Ivan Schimmenti) vengo a sapere che loro hanno presenziato la serata di domenica, grazie anche ai biglietti concessi ai giurati! O meglio a quasi tutti i giurati! Ma credetemi per me non è stato quello il problema. Il problema mi si è creato alla fine della lunghissima serata del martedì che si è conclusa con il giudizio meritatissimo della vittoria dei “Quattri a Maiddra” e le polemiche sul voto non unanime sulla maschera dei “Chinnicchiennacchi”. Che il sottoscritto ha voluto premiare con un voto “ex equo” con il gruppo dei “Comi Veni Si Cunta”, ma più per l’impegno profuso ogni anno da parte di questi ragazzi che continuano a tenere viva questa bellissima tradizione. Purtroppo, ahimè, come dicevo all’inizio, per troppo amore per il Veglione, pur avendo notato che la maschera dei “Chinnicchienacchi” non fosse la tradizionale maschera, la Smancia per eccellenza, non sono stato forse troppo obiettivo. Ma c’è da dire che la colpa non è solo mia! Poiché non avendo potuto assistere alla prima rappresentazione (quella della domenica). Non ho potuto valutare la prima versione della maschera, che veniva per certi versi “censurata” nella serata di martedì! Dopo i suggerimenti arrivati sulla presunta pesantezza, durante lo sketch sulla famiglia di Carmelo Mazzola (Casa Mazzola)! Che nella visione complessiva ha determinato i giudizi pesanti di Peppinello Mazzola e gli altri giurati, che io lì per lì non riuscivo a comprendere! Facendo la figura del “larga mano” con giudizi troppo buoni (e dire che io ero “il Critico!”)

Ma a fine premiazione, e nei giorni successivi, tutto si è fatto più chiaro. E ora voglio rimediare! Esprimendo un giudizio (spero più obiettivo) riguardo tutt’e tre le rappresentazioni.

Comi Veni Si Cunta”

Sono molto migliorati rispetto agli anni precedenti, molto belle le musiche e i testi. La scenografia bella ma un po’ statica rispetto alle altre rappresentazioni. Recitazione migliorata, ma ancora un po’ cantilenante quella di Simone Sottile e un po’ insicura quella di Andrea Prestianni! Unico punto cardine del gruppo l’interpretazione esilarante da parte dell’unico componente femminile del gruppo (che mi perdoni se non riporto il nome perché non lo ricordo). Nell’imitazione magistrale del sindaco Antonio Tumminello. Nel complesso un bel copione ben fatto, ma forse con la necessità di qualche ulteriore battuta ad effetto. Anche loro hanno nuovamente utilizzato il cavallo di battaglia “Donatella Mazzola”. Voto finale per me rimane 9 sia per la rappresentazione che per l’impegno e la volontà di non far morire il Veglione!

Chinnicchiennacchi”

Cari Gabriele e Vincenzo! Ve l’ho già detto dopo la serata del martedì e ve lo ripeto qui. Io vi ho dato 9 come voto, ma non avendo avuto visione di entrambe le serate, essendo venuto a conoscenza di come si sia svolta la prima serata, vi dico che purtroppo la vostra non è stata la tradizionale maschera castelbuonese! Era più una commedia, quasi un musical (considerato l’elevata qualità dell’orchestra che avevate al fianco!) Paradossalmente la parte musicale superava in bellezza, la parte recitata, espletata si, in maniera sempre impeccabile da parte di tutti e tre, ma se è vero che ho passato sopra sullo sketch della famiglia Mazzola (e non ho visto quello della prima sera che è stato ancor più fortemente criticato), per troppo affetto e voglia di motivarvi ancor di più. Ho omesso di criticare alcuni passaggi come lo striptease (l’ho trovato fuori luogo, attribuito al personaggio preso in giro) e ho a mala pena digerito la battuta sulla macchina di Davide Mazzola (forse perché so cosa si prova ad avere bruciata la macchina, come è successo anche a lui!).

Per tanto io vi ho premiati e vi premio per la musica e i loro testi, vi premio per il vostro impegno nel migliorarvi e cercare anche voi di salvaguardare il Veglione. Ma dovete cambiare registro e tornare alle origini (e lo stesso dovrò fare pure io). Il Veglione un tempo si faceva col copione in mano, una chitarra e a volte con una fisarmonica, una tastiera e niente più. Per cui sia voi che io, facciamo ammenda!

Voto ai Chinnicchienacchi per quest’anno è 7! Voto a me, in quanto giurato, è 5!!!

I Quattri a Maiddra”

Ecco! Quando intendevo la maschera tradizionale, intendevo proprio la loro rappresentazione! Perfetta per recitazione (parole ben scandite e musicalmente d’effetto!) Ottimo copione, soprattutto originale (quanto meno non hanno utilizzato anche loro il “Tormentone Donatella”!) Ottima scenografia e costumi, vivaci e non statici (Bellissima realizzazione delle “offerte” del “Supermercato I Quattri a Maiddra”!) Bellissimi testi sia del parlato che delle canzoni, eseguite con semplicità da un complesso bravo e modesto! E “dulcis in fundo” la rivelazione comica, inaspettata che mi ha ricordato il Luciano Spallino dei miei tempi, ovvero Vincezo Ippolito detto “Bafardella”!!! Con loro ho riso dall’inizio alla fine e con me hanno riso in tantissimi!!! Pertanto il mio voto rimane 10 sia per la maschera che per il loro impegno che quest’anno è aumentato tantissimo!!! Bravi ragazzi continuate così! (Io i dieci li do perché non sono un professore!)

Ma così dovete continuare tutti! Anche coloro che quest’anno hanno magari messo il piede in fallo! Non abbattiamoci! Possiamo solo imparare dai nostri nostri errori!

Come spero imparerà anche dagli errori fatti, l’organizzazione del Veglione 2014!

Perché, per esempio, non si possono disporre i servizi igenici così lontano dal Palatenda!

Non si può prendere con leggerezza il fatto che le uscite di sicurezza non fossero illuminate in caso fosse andata via la luce (e la sera di martedì è andata via parecchie volte!). Si può essere sfortunati sul riscaldamento ok, ma sulla sicurezza non si possono fare le cose alla carlona!!!

Inoltre se permettete una cosa personale, se non mi volevate nella giuria (alcuni sostengono sia stato rimpiazzato all’ultimo minuto, o forse perché fortemente voluto da alcuni dei ragazzi dei gruppi di satira), perché sono “grillino” (così mi è stato riferito da una fonte molto attendibile), dite al nostro caro Sindaco che poteva evitare di buttarmi la battuta il sabato pomeriggio, dicendo di fronte a testimoni “Stasera ti eleveremo…..Farai parte della giuria!!!” Senza poi confermare, o farmi sapere che dovevo presenziare anche la serata di domenica!

Del fatto che poi io abbia pagato per entrare, ed altri e non solo i giurati, usufruissero dei biglietti gratuiti, non mi importa! Ma mi da un po’ fastidio, in primis il non aver potuto avere una visione complessiva per valutare le maschere e infine anche, in merito la vicenda biglietti gratuiti, la mancanza di correttezza nei confronti di chi ha anche messo a disposizione la sua professionalità, magari abbellendo in maniera eccellente il Palatenda, in maniera del tutto gratuita, e non ne ricevendo il dovuto merito (la pubblicità era il meno), magari con dei posti riservati a loro (Antonio Barreca e non solo lui, possono testimoniare quanto dico!)

Ma credetemi non volevo fare polemiche e critiche, (ma a quanto pare è inevitabile) e nemmeno buttarla sul politico (e a quanto pare anche su queste cose si guarda al colore politico. E tutto ciò è deludente! Il Veglione dovrebbe essere come “La livella” di Totò!)

Infine vorrei spezzare una lancia a favore di coloro che quest’anno sono stati accantonati, ovvero, i gruppi dei costruttori dei carri. Non so e non voglio dare la colpa a nessuno, se non si è trovata la quadra sulla possibilità di allestire i carri allegorici! Ma ho come l’impressione che si sia voluto puntare tutto sul Palatenda quest’anno. Quasi a dimostrare che questa amministrazione potesse ottenere l’obiettivo (come dicevo all’inizio) che altri non sono riusciti ad ottenere! Ovviamente è una mia impressione! Ma chiudo con una considerazione, qualora il mio pensiero fosse fondato, mi augurerei che la stessa enfasi nel raggiungere lo scopo, questa amministrazione la impieghi anche negli altri obiettivi che si è prefissata. E che riguardano aspetti più seri, sui quali, anche se è carnevale, non si ci può permettere di scherzare!!!!

Di Vuono Daniele

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