Disponibile “Brain Damage”, il nuovo libro di Michele Di Donato

Vi segnaliamo con piacere che da stamattina è in vendita il nuovo libro fotografico di Michele Di Donato, dal titolo BRAIN DAMAGE, edito dalla casa editrice The Dead Artist Society, con la curatela e un testo critico di Fabiola Di Maggio.

Quattro, tra gli ultimi capitoli tematici del fotografo castelbuonese, che raccontano di “mancanza, desiderio, sofferenza“, traendo spunto dalle parole di Fabiola Di Maggio (che vi riportiamo in modo più esteso di seguito).

Un “occhio” sorprendete, quello di Michele, ed una crescita professionale che non smettono di stupire.

Su Amazon, IBS.it, Feltrinelli.itil libro è già disponibile.



BRAIN DAMAGE è formato da quattro progetti – portfolio; quattro capitoli, “Craving”, “Doppelgänger”, “Lost in the K-Hole”, “Rorschach”, incentrati su differenti e autonome tematiche psicologiche, connesse l’una all’altra dalla presenza costante di tre elementi fondamentali: la mancanza, il desiderio, la sofferenza. Ciò che l’autore durante i tanti anni di ricerca e lavoro non ha potuto registrare istantaneamente, come nel caso di “Craving” e “Rorschach”, lo ha prima immaginato e poi ritratto alla maniera di “Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”. Non solo reportage, dunque, compongono il libro, ma anche regie.
Per fotografare i deliri della mente, pur restando incredibilmente ancorati alla realtà, ci vuole, oltre a una profonda conoscenza dei temi affrontati, anche una potente e fervida immaginazione. Immaginazione che è, di fatto, visionarietà applicata a una logica dei sensi e dell’espressione. Queste doti artistiche Di Donato le possiede e le ha trasmesse evidentemente ai quattro progetti fotografici di Brain Damage dove le immagini delle pulsioni inconsce si sono trasformate in forme figurative inquietanti e perturbanti. Anche quando il corpo umano è nitido, integro e realistico(“Craving” e “Rorschach”), e non palesemente astratto, surreale e “defigurato” (“Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”), l’autore allude alla sua devastazione, distorsione ed evanescenza: il corpo e la sinestesia dei sensi sono immagini della mente e dei suoi tormenti, di alcuni traumi della condizione umana e dello stare al mondo.
Nel panorama della fotografia e della cultura visuale contemporanea, Di Donato elabora immagini sinottiche e insieme narrative, storie visive riflessive che parlano in vario modo alla coscienza immaginale collettiva e individuale.
Il carattere fortemente psicologico delle fotografie rende Brain Damage un’opera complessa, come complessa è la psiche umana così smarrita nei disagi dell’ipermodernità. 
Un repertorio fotografico che suscita tristezza, tensione, inquietudine e commiserazione, che coglie aspetti oscuri, opprimenti e ineffabili dell’esistenza con un pieno coinvolgimento emozionale dotato di una prodigiosa capacità di penetrazione e interpretazione psicologica. Una fotografia che va oltre il realismo perché ci sveglia dal torpore della realtà ordinaria posando lo sguardo sull’anima dove si celano tragici e oscuri disturbi illuminati e suggellati da uno scatto. Una fotografia, infine, che passa all’obiettivo i vuoti della presenza e, incarnando le apocalissi della mente, prelude a distopie psico-antropologiche quali immagini venture di una crisi della società e della cultura già in atto.
(Dal testo critico di FABIOLA DI MAGGIO)

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