Distretto turistico, ancora anomalie ed irregolarità

[ilcaleidoscopio.info]«Non una voce si è levata in sua difesa, nemmeno tra coloro a cui lui ha reiteratamente affermato di dover rispondere (un Presidente è di tutti e non solo di un piccolo o grande gruppo), che conoscono realmente come si sono svolti i fatti e ne hanno preso atto. Diverso è oggi l’atteggiamento di certi organismi di stampa che non si prendono nemmeno la briga di verificare le fonti prima di diffondere menzogne additate da Miccichè».

Quanto riportato è una parte del contenuto di una missiva che Angelo Cascino (Presidente di Imera Sviluppo 2010), l’Onorevole Magda Culotta (Sindaco di Pollina), Filippo Dolce (Vice Sindaco di Aliminusa), Giuseppe La Placa (Amministratore di Madonie.it Srl) e Vincenzo Pottino (Amministratore di Monaco di Mezzo Soc. Coop.), hanno diramato nei giorni scorsi e che noi abbiamo pubblicato, integralmente, il 7 marzo .

A distanza di pochi giorni una rappresentanza qualificata del capitale sociale del Consorzio rappresentato da: Francesco Randone, Carlo Madia, Salvatore Culotta, Mario Castiglia, Giuseppe Virga, Giuseppe Farinella, Francesco Dolce, Luciano Luciani, Arcangelo Scialabba, Mauro Caliò, Giovanni Brocato, Giuseppe Vuono, Gaetano Parisi, Giovanni Genovese e Giuseppe Neri, tiene a fare alcune precisazioni che smentiscono le affermazioni fatte dagli altri “colleghi” soci.

In sostanza i firmatari del documento affermano che «non è mai esistito il “Consorzio Distretto di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e di Himera”», precisando che, il 14 dicembre 2011, quello che si è costituito fra Comuni, Enti sovra comunali, aziende ed associazioni è il “Consorzio Turistico Cefalù Madonie Himera”.

Nella missiva si fa espresso riferimento allo Statuto, che non è quello approvato dai rispettivi Consigli Comunali del “Distretto”.
A tal proposito apprendiamo che, senza stupirci, il Segretario Comunale di Castellana Sicula, interpellato ufficialmente dal Sindaco, con nota assunta al protocollo dell’Ente al n° 3296 ne sancisce la “difformità” tra quello approvato dal Consiglio e quello sottoscritto dal Sindaco pro-tempore.
Cosa ben più grave e che inficia gli sforzi sostenuti a suon di slogan da gran parte degli “attori” che si appellano “all’unità” ed al ripristino del “patto di fiducia” che sarebbe saltato (cosa che condividiamo ma non comprendiamo tra chi sia saltato!) è che i Consigli Comunali non avrebbero dato alcun mandato al Consorzio di stipulare ATS con qual si voglia soggetto né tantomeno con la Società di Sviluppo Sosvima Spa  guidata da Alessandro Ficile.
A tal proposito non si capiscono i motivi per cui i “confini” del Distretto non siano stati allargati verso Trabia o altri Comuni limitrofi atteso che per altre progettualità sono stati invece coinvolti, dove occorreva raggiungere il “numero legale” di 150 mila abitanti per la presentazione dei progetti all’Assessorato, che ricordiamo sono stati finanziati per circa un milione e 300 mila euro.
Condizione che avrebbe evitato un ulteriore “aggravamento” della situazione atteso che non sarebbe stato necessario (a tutti i costi) l’ingresso della Società di Sviluppo nella gestione “amministrativa”, quindi nello start up, del Consorzio stesso.

Il “papello” redatto da chi rappresenta il 30% del capitale pone sul piatto della discussione presunte «irregolarità della assemblea del Consorzio  del 28/3/2012» che sarebbe stata rilevata  dal Presidente e rappresentata in occasione del primo Cda tenutosi il  26/4/2012 dove il consigliere Vincenzo Pottino risulterebbe assente, lo stesso Cda, leggiamo «decise di non dare peso alla questione».

Pare che ad agosto del 2013 sia pervenuta una «richiesta di un gruppo di soci sullo stesso argomento» ovvero qualcuno avrebbe fatto rilevare la presunta irregolarità, ebbene leggiamo nella lettera che «non si è dato corso» a tale appunto.

Ma c’è un altro argomento che più volte è stato messo sul piatto contenente una pietanza a base di “fiele” e riguarda il mancato trasferimento del conto corrente del Consorzio da un conto di transizione intestato ad Alessandro Ficile e Franco Vasta (utilizzato per il versamento delle quote sottoscritte nella fase costituente) ad un conto dove la titolarità della firma sarebbe andata in capo al Presidente Angelo Miccichè.

Pare che il conto non sia stato trasferito in quanto Miccichè non l’avrebbe ritenuto opportuno oltre che le stesse somme non potranno essere utilizzate «sin quando il Consorzio non si sarà dotato di un suo bilancio preventivo» e per il fatto che circa 65 mila (su 91 mila)  euro sono vincolati al cofinanziamento dei “progettini” finanziati.

Bilancio preventivo? Può essere mai che il Consorzio ad oggi non si sia dotato di un bilancio preventivo?

Signori, in questa storia c’è di tutto e, se avrete la pazienza di continuare a leggere, il bello deve ancora venire. Ancora nel missiva riscontriamo che «il Presidente – Angelo Miccichè, ndr – si è curato in questi anni esclusivamente di tutelare l’integrità del fondo non permettendo che si spendesse un solo euro neanche per i rimborsi spese che alcuni Consiglieri hanno richiesto».

La “macchina del fango”, che in genere si mette in moto per discreditare l’avversario avrebbe messo in giro la voce che Miccichè avrebbe problemi a apporre la propria firma su un documento davanti ad un direttore di banca. Cosa che ci ha smentito categoricamente, piuttosto potrebbe avere paura che qualcuno la possa apporre per conto suo ed in contumacia come d’altra parte è stato fatto “per conto” di Antonio Mangia.

E chi può dargli torto, atteso che in questo “sistema saltato” si apprende un altro fatto gravissimo, se accertato dalla Magistratura che sarà chiamata dagli interessati a fare piena luce sulla vicenda. Il Bilancio del 2012 depositato alla Camera di Commercio di Palermo (non si sa da chi!) sarebbe stato «depositato senza il consenso del Consiglio di Amministrazione, senza la firma del Presidente, e soprattutto senza l’approvazione dell’Assemblea».

Miccichè asserisce che la firma apposta su quella documentazione non è la sua.

Può essere mai?

La lettera continua con altre puntualizzazioni che scaramucce non sono di certo. Piuttosto il grido d’allarme dei “coraggiosi” 15 firmatari del documento, che certificano che Angelo Miccichè non è da solo; diciamo coraggiosi perché qualcuno di loro pare che abbia ricevuto pressioni per disconoscere la propria firma (cosa che riteniamo gravissima e inqualificabile), quest’atteggiamento segna la fine di un percorso che si regge su slogan e promesse di cose che dovranno accadere chissà in quale era.

Ad oggi questo territorio, rappresentato da uno zoppicante mondo imprenditoriale, recintato in un fantomatico Distretto, ha fame di lavoro e di ripianare le passività con le banche e con gli apporti di capitale provenienti dai risparmi di famiglia e non di chiacchiere e personaggi che sanno solo “annacarisi a cuda” in tutte le circostanze pubbliche e private!

Purtroppo questa triste storia costellata di occasioni mancate, gossip, statuti “difformi”, presunte firme false che determineranno l’intervento della Magistratura se non altro per fare chiarezza sul chi, sul come e sul perché, ha fatto addensare un’ombra su questo territorio.

È un’ombra che ci inquieta e che vorremmo si diradasse, che i Sindaci prendessero una posizione ufficiale su quanto sta accadendo, come ha fatto Pino Di Martino, Sindaco di Castellana Sicula, affinché si trovi il modo per uscire da questo ginepraio, anche a costo di perdere “l’aiuto umanitario” in arrivo dalla Comunità Europea attraverso l’Assessorato al Turismo.

Speriamo altresì che il Sindaco di Castellana alla prossima Assemblea dei Soci di Sosvima, che si celebrerà ad aprile, metterà il dito sulla piaga e sul “nuovo ruolo” che si è ritagliata sul territorio la stessa Società e non si siederà in un cantuccio, come alla fine è suo solito fare, senza denunciare, chiedendo di inserire “a verbale” la sua dichiarazione resa a “la VoceWeb” ovvero che «il distretto turistico Cefalù-Madonie-Himera è manovrato da una nuova Carboneria». E’ necessario che anche su questa affermazione “impegnativa” venga fatta chiarezza senza tergiversare.

Che c’entra la Sosvima?

Presto detto! E’ la deus ex machina di quanto accade sul territorio delle Madonie e del “Distretto” atteso che è anche “socia” in Ats del Consorzio.

Non nascondiamo le responsabilità dietro al corposo curriculum di Sosvima, ovvero «parliamo delle cose fatte piuttosto che perderci in “quisquilie”»,  perché non regge. Ai nostri lettori interessa la verità sulla questione “Consorzio Turistico Cefalù Madonie Himera”.

Del bilancio “sociale” ed economico che la storia ci ha consegnato ne parleremo nelle prossime puntate.

A proposito, dott. Ficile se è on line batta un colpo magari facciamo chiarezza su alcuni aspetti della vicenda.

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