Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere (Gandhi)

solexp[ROSALIO.it] Il punto del non ritorno potrebbe essere vicino. Il collasso del sistema di regole e la crisi del patto sociale che lega gli individui oggi ci portano ad assistere a quanto accade nel nostro paese. Il caso Amia e la Barca di Cammarata, la tragedia di Messina ed il terremoto in Abruzzo sono uniti da un unico filo conduttore: il totale disinteresse del bene comune, in una corsa dissennata verso la ricchezza lecita o illecita che sia.
Gli amministratori che a vario titolo hanno generato quanto ? accaduto non sono da considerarsi, noi crediamo, i responsabili principali. Nessuna assoluzione per loro, sia chiaro. Ma il maggiore colpevole di quanto quotidianamente accade ? la nostra incapacit? di assumerci la responsabilit? in prima persona, una inettitudine che ci impedisce di prendere provvedimenti, assonnati dal miraggio di vivere in una democrazia.
?Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere?, smettere di auspicarlo, imparare a raccontare e costruire un modo differente di fare le cose, la mala gestione infatti si insinua nella latitanza delle nostre coscienze.
La buona notizia ? che dentro la massa informe che generalmente siamo, esistono decine di eccellenze, di cittadini, aziende, amministratori che provano ad essere questo cambiamento. Guardato da questa prospettiva il mondo ? migliore perch? ? possibile individuare delle strade comuni da contrapporre al degrado civile, etico ed ambientale dei nostri tempi.
Nel luglio del 2009 abbiamo cercato la nostra strada, abbiamo raccolto a Castelbuono, nel Parco delle Madonie, oltre 30.000 persone, circa 150 ?uomini del fare?, architetti, agricoltori, imprenditori, politici, cittadini che si sono confrontati e che hanno provato a condividere emozioni ed esperienze. L?inadeguata presenza dei media non ha impedito un successo inaspettato che d? la misura di quanto ci sia bisogno, nel nostro tempo, di cominciare nuovamente a sognare e costruire il mondo nel quale vogliamo vivere.
Per ogni amministratore che gestisce male una azienda pubblica, derubandoci e portandola al disastro, ce n?? almeno uno onesto che realizza risultati di eccellenza, mettendoci spesso del proprio. Per ogni imprenditore che inquina, c?? n?? almeno uno che ripulisce, per ogni contadino che ci avvelena con cibi scadenti infarciti di anticrittogamici ce ne sono altre decine disposti a investire sulla qualit? del cibo e della terra.
Il nostro entusiasmo per quei tre giorni sulle Madonie nasce dall?incontro di questo oceano silenzioso di gente seria e perbene.
Da queste considerazioni prende avvio la nostra collaborazione con Rosalio. Crediamo che accanto alla necessit? di rimanere vigili sulle nefandezze sia importante darci fiducia, raccontando le cose positive, informandoci ed affrontando la matrice dei problemi anche sul loro nascere. Intendiamo aprire un dibattito, non ideologico, su cosa fare e come agire per provare ad essere possibili attori del nostro futuro.
Lavoreremo come collettivo perch? vogliamo essere in tanti e vogliamo continuare a crescere. Utilizzeremo il nome della manifestazione perch? crediamo che il fare sia il solo strumento a nostra disposizione. Nel curare questa sezione idealmente rimandiamo a quel grande momento di incontro e festa.
Cureremo una striscia periodica e daremo spazio alle storie che ci hanno emozionato, focalizzeremo su argomenti importanti, troppo spesso sottaciuti, e inviteremo ospiti ed amici ad intervenire per raccontare le loro straordinarie storie di eccellenza.
Ovviamente siamo felici di incontrare quanti intendano contribuire con i loro commenti, segnalando le loro storie e proponendo i propri argomenti: gestiremo questo strumento con l?elasticit? che crediamo sia necessaria per garantire uno spazio comune di progetto, il collettivo SoLeXP intende contribuire a Rosalio come collettivo aperto, saremo felici di allargaci a quanti condividono le nostre idee e vorranno partecipare con le loro storie e suggestioni.

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