“Dolce far niente”. Di Donato replica a Leta

Egr. Dott. Leta,

meno male che la sua doveva essere una richiesta di abbassare i toni. Perché dal tenore della sua lettera aperta, invece, si evince esattamente il contrario.

Non è, infatti, esattamente il massimo leggere una lettera che invita ad “abbassare i toni” che inizia con queste frasi: “Non oso fare commenti all’azione politica dell’attuale segretario del Circolo Pd di Castelbuono, perché non ho avuto il piacere di conoscere la sua storia passata, sia come persona che come politico”. Oppure anche “Penso, e non oso pensare il contrario, che si tratti di una brava persona (almeno così mi appare con uno sguardo di superficie)”. Comprendo male io, o questi sono dei sibillini attacchi personali?

Sono sempre stato convinto che quando si arriva a lambire la sfera personale significa che non si hanno più argomenti; è proprio la mancanza di politica che genera l’offesa.

Lei non mi conosce, perciò ci tengo a farle sapere che ho iniziato a fare politica nella FIGC, della quale Gianni Cuperlo era segretario nazionale, alla fine degli anni ’80. E in quel partito sono rimasto e sono tuttora. Non ho mai cambiato bandiera in virtù di rancore, odio, desiderio di vendetta o, peggio, di offerte di poltrone. Ho sempre lasciato che la mia coscienza guidasse le mie scelte, in politica e nella vita. Sono rimasto sempre nello stesso partito nonostante gli errori e le scelte sbagliate dei dirigenti nazionali e regionali. Sono rimasto nel partito perché è il “mio” partito, quello nel quale la mia coscienza è di casa.

Le racconto questo perché così, spero, comprenderà la mia rigidità nel non consentire, in accordo con i miei compagni di partito, il ritorno “all’ovile” di personaggi che, dimenticando decenni di vita politica, hanno deciso di fare il triplo salto mortale carpiato con avvitamento e di stare, armi e bagagli, nell’altra sponda (politica).

Fu proprio Gianni Cuperlo ad insegnarmi che le proprie convinzioni politiche non si barattano con nulla, perché nel momento in cui lo si dovesse fare si accetterebbe di vendere la propria coscienza al miglior offerente.

Riguardo invece, alle accuse di ipocrisia, qualunquismo da cortile e a tutte le altre perle di saggezza contenute nella sua lettera, mi limito semplicemente ad osservare che sono false. E lo sono ancor più nella misura in cui, per rafforzare il suo discorso, lei porta ad esempio i commenti presenti in un noto blog cittadino; un blog che svolge (come tutti gli altri) un’opera meritoria di divulgazione delle notizie, ma che ha il difetto di consentire l’anonimato. Se lei si sofferma a leggere con attenzione quei commenti capirà che molti sono scritti dalla stessa persona che si risponde e si da ragione, non preoccupandosi neanche di cambiare stile di scrittura (errori compresi).

Quello non è il giudizio dei castelbuonesi, Dott. Leta. L’opinione dei concittadini la conosce camminando per il paese, parlando con le persone, presenziando nelle piazze. Cosa che nessuno delle sua maggioranza ha mai fatto, se non in campagna elettorale quando servivano i voti. Noi del Partito Democratico, invece lo facciamo e continueremo a farlo. E tutto quello che viene scritto nei nostri comunicati è frutto delle discussioni, lunghe, aspre e appassionate, tra i dirigenti del mio partito e con i nostri concittadini.

E non è un caso se una grossa fetta di opinione pubblica, che aveva appoggiato la sua maggioranza due anni fa, adesso si è rivolta a noi perché stufa di vedere l’immobilismo, l’accidia e l’incapacità di governare di questa amministrazione. Non è un caso se le forze politiche, le forze sociali, le associazioni culturali, le associazioni di categoria non ne possono più del vostro “dolce far niente”.

A volte mi sembrate come quel generale iracheno, ai tempi della Guerra del Golfo, che durante un’intervista in diretta in tv sosteneva che non esistevano truppe americane sul suolo dell’Iraq. E tutto questo mentre, alle sue spalle, una lunghissima fila di mezzi corazzati americani stava entrando a Bagdad.

Rifiutate, con una punta di malcelato fastidio, il confronto con chiunque; parlare con voi significa fare ore, se non giorni, di anticamera dietro una porta chiusa. Sembrate gli dei barricati sull’Olimpo, incuranti della sorte dei vostri sudditi.

Non vi state rendendo conto che l’opposizione alla vostra amministrazione non è semplicemente quella consiliare, ma c’è una grossa opposizione sociale che sta crescendo e che si sta coalizzando contro di voi.

E questo non perché Santino Leta o Antonio Tumminello siano antipatici; non è una questione di persone. Questo sta succedendo perché questa amministrazione ha completamente disatteso le promesse fatte in campagna elettorale.

E non mi venga a parlare di crisi o di “difficoltà economiche dell’Europa intera”; basta sfogliare un giornale qualunque per leggere che la crisi è iniziata nel 2008, non nel 2012 quando, in maniera roboante, avete presentato il vostro programma di governo. Noi, nel presentare il nostro, ne avevamo tenuto conto. Casomai la crisi, per i castelbuonesi, l’avete aggravata voi mettendo in atto politiche di bilancio pro-cicliche, come l’aumento sconsiderato di tutte le aliquote aumentabili. Questi atti hanno tolto quel poco di denaro che era rimasto nelle tasche dei ristoratori, degli artigiani, dei lavoratori, dei semplici nostri concittadini. E il risultato è, ormai, sotto gli occhi di tutti.

Poi, l’accusa che mi fa più rabbia, è quella secondo la quale noi, fino ad ora, abbiamo solo criticato senza presentare mai una proposta concreta. E’ falso, Dott. Leta. Adesso è lei che mente sapendo di mentire. Lei sa perfettamente che, circa un anno fa, il nostro gruppo consiliare ha presentato, in Consiglio Comunale, una proposta di apertura di un tavolo nel quale discutere dei problemi più urgenti del nostro paese e presentare le nostre proposte. Quell’istanza fu liquidata, dalla sua maggioranza, con sdegno e con il solito sarcasmo. Capisco perfettamente che, all’epoca, la maggioranza non era ancora andata in fibrillazione, e i numeri erano dalla vostra parte, quindi non avevate bisogno di aiuto.

Ma allora risponda alla mia domanda: perché il bene supremo del paese viene messo da parte quando si hanno i numeri per governare (e quindi le proposte della minoranza sono carta straccia), e invece ritorna potentemente in auge quando il terreno comincia a franare sotto i piedi? Non nota una sottile vena di ipocrisia in questo comportamento?

Le nostre proposte, Dott. Leta, le abbiamo sempre portate in Consiglio Comunale: ed hanno riguardato settori nevralgici come il Bilancio, il regolamento della Tares, la raccolta dei rifiuti, ad esempio. Si occuperà il nostro gruppo consiliare di farle conoscere, con i mezzi più opportuni, ai nostri concittadini.

E, mi creda, i nostri concittadini non capiscono perché voi, che avete vinto le elezioni, che siete la maggioranza e che ricoprite cariche istituzionali non andate a cercare nuovi finanziamenti e nuove soluzioni per portare ricchezza a Castelbuono, pur avendone il diritto-dovere. Siete voi che governate, e sarebbe ora che ve ne rendiate conto.

“La sfida del confronto giorno dopo giorno e accogliere, per valorizzarlo, tutto quello che di buono possa arrivare da ognuno di voi” avreste dovuto accettarla quando eravate in posizione di forza, non adesso che siete con l’acqua alla gola.

Quando, ormai più di due anni fa, vi siete presentati ai cittadini, lo avete fatto chiedendo il voto sul VOSTRO programma, non su un governo di “unità nazionale”. Un programma che, alla luce dei fatti, si è rivelato assolutamente fallimentare. E questo non è gossip, caro Dott. Leta. Questa è la triste realtà dei fatti.

Per concludere, Dott. Leta, se adesso vi accorgete di aver bisogno di aiuto, CHIEDETELO PUBBLICAMENTE, perché in politica il metodo quasi sempre diventa merito.

Ma, ovviamente, “partendo dal presupposto che tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile”.

A cominciare da voi.

 

Michele Di Donato

Segretario PD Castelbuono

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