Andiamo Oltre: “Domande senza risposta”

[Riceviamo e pubblichiamo] Il Movimento Andiamo Oltre ha chiesto ed ottenuto dal Sindaco di incontrare l’Amministrazione per ragionare sulla raccolta dei rifiuti a Castelbuono. Abbiamo voluto che l’incontro fosse in una sede istituzionale perché crediamo fermamente che il rispetto dei ruoli sia una regola inalienabile: il ruolo di chi amministra, ma anche il ruolo di chi ha eletto chi amministra.

E se chi è amministrato fosse davvero rispettato, avremmo dovuto essere accolti dall’Assessore Marcello D’Anna, con delega ai Rifiuti Solidi Urbani, e dall’Avvocato Gianfranco Raimondi, amministratore unico della “Castelbuono ambiente srl”, neonata società in house per la raccolta dei rifiuti. L’Amministrazione, invece, ha ritenuto che le domande della cittadinanza sulla raccolta dei rifiuti venissero rivolte al Sindaco e all’Assessore Carmelo Mazzola, con delega all’Urbanistica e Tutela del Territorio, al Patrimonio Comunale, all’Edilizia Privata e Sanatoria Edilizia, alle Risorse Umane: difficile non vedere in questa scelta una precisa volontà di spostare il dialogo non solo su un piano poco tecnico, ma anche su una dimensione fumosamente politica, piuttosto che di assunzione di responsabilità.

Ma andiamo oltre, chiedendo al lettore tanta pazienza per la complessità degli argomenti.

E non stupitevi se vi elenchiamo solo le domande che abbiamo rivolto all’Amministrazione, perché siamo certi che le risposte, le risposte nel merito, sapete già che non sono arrivate, né questa può essere considerata una lacuna dei rappresentanti presenti dell’Amministrazione, certamente non chiamati a competenze specifiche sulla raccolta rifiuti, quanto di quelli assenti:

– la società “Castelbuono Ambiente srl” non può essere iscritta all’”Albo dei Gestori Ambientali”, azione obbligatoria per legge, finchè non risponde ai requisiti richiesti dal DECRETO 3 giugno 2014 , n. 120 . “Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali.” Nel decreto è chiaramente richiesto:

Art. 11. Requisiti di idoneità tecnica e di capacità finanziaria

  1. I requisiti di idoneità tecnica consistono: a) nella qualificazione professionale dei responsabili tecnici; b) nella disponibilità dell’attrezzatura tecnica necessaria, risultante, in particolare, dai mezzi d’opera, dagli attrezzi, dai materiali di cui l’impresa o l’ente dispone; c) in un’adeguata dotazione di personale; d) nell’eventuale esecuzione di opere o nello svolgimento di servizi nel settore per il quale è richiesta l’iscrizione o in ambiti affini. […]

Art. 12. Compiti, responsabilità e requisiti del responsabile tecnico

  1. Compito del responsabile tecnico è porre in essere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto della normativa vigente e di vigilare sulla corretta applicazione della stessa. 2. Il responsabile tecnico svolge la sua attività in maniera effettiva e continuativa ed è responsabile dei compiti di cui al comma 1. 3. Il Comitato nazionale può disciplinare più nel dettaglio i compiti e le responsabilità del responsabile tecnico. 4. I requisiti del responsabile tecnico consistono in: a) idonei titoli di studio; b) esperienza maturata in settori di attività per i quali è richiesta l’iscrizione; c) idoneità di cui all’articolo 13. 5. L’esatta determinazione e il concorso dei requisiti di cui al comma 4 sono regolamentati dal Comitato nazionale, in relazione alle categorie e classi d’iscrizione, secondo criteri atti a garantire elevati livelli di efficienza e tutela ambientale. 6. L’incarico di responsabile tecnico può essere ricoperto da un soggetto esterno all’organizzazione dell’impresa. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri e i limiti per l’assunzione degli incarichi.

Art. 13. Formazione del responsabile tecnico

  1. L’idoneità di cui all’articolo 12, comma 4, lettera c) , è attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante verifiche volte a garantire il necessario aggiornamento.[…]

– Il Piano di Intervento della società “Castelbuono Ambiente srl” non è stato approvato da tutto il Consiglio Comunale: le opposizioni, infatti, si sono astenute credendo che la Giunta nei mesi successivi avrebbe consultato il Consiglio stesso al fine di apportare le necessarie modifiche e gli indispensabili aggiustamenti di quegli aspetti che lo stesso Collegio dei Revisori dei Conti aveva sollevato: ma la Giunta non ha ritenuto necessario consultare nessuno, e dopo 6 mesi ha dato l’annuncio della costituzione della società in house, nonostante nel quadro economico generale del Piano di Intervento non vengono riportati i costi collegati al funzionamento della società stessa (costi generali di struttura, consulenze per gestioni paghe e adempimenti fiscali), né vengono riportati i costi esatti legati alla struttura consortile “S.S.R. Provincia Palermo Est”, né si specifica la quantità e la qualifica del personale addetto agli scopi statutari.

– Abbiamo chiesto notizie del piano operativo e finanziario della società, per comprendere la concreta organizzazione del servizio. Gli aspetti operativi e finanziari, infatti, sono elaborati sulla scorta del Piano di Intervento approvato dal Consiglio comunale, Piano che sarà alla base del contratto di servizio che dovrà essere stipulato dalla società e dal Comune: anche questa volta nessuna risposta.

– Il compenso dichiarato per l’amministratore unico della società in house “Castelbuono Ambiente srl” contravviene ad una legge dello Stato:

art.1, c. 725-728 L. n.296/2006 d) nelle società a totale partecipazione di un comune o di una provincia il compenso del presidente e dei componenti del cda non può essere superiore per il presidente al 70% e per i componenti al 60% delle indennità spettanti al sindaco o a presidente della provincia

A dire il vero su questo tema l’Assessore Mazzola una risposta l’ha data: “trovatelo voi un amministratore di società che si accontenti del 70% dell’indennità del Sindaco”. Ma è una risposta che impone un’altra domanda: come hanno fatto gli altri comuni che hanno rispettato le regole? Siamo sicuri che chi ha presentato il proprio curriculum per manifestare interesse a quell’incarico non si sarebbe accontentato di quanto prescritto per legge?

– Sul personale da impiegare, pensiamo sia un alibi l’affermazione di dover aspettare il decreto di trasferimento del personale dalla società di regolamentazione (SRR), perché se si fosse voluto si sarebbe potuto attingere al medesimo bacino, con la forma del “distacco”. D’altra parte, la dotazione finanziaria della società “Castelbuono Ambiente srl” garantisce l’effettivo utilizzo di tutti gli operatori delle cooperative che fino ad oggi hanno svolto servizi di igiene ambientale? Il Sindaco, autoproclamatosi Caronte per questo traghettamento, dichiara pubblicamente di si, che tutti gli operatori sono garantiti, ma solo a parole: quali provvedimenti sono stati formalmente adottati?

– L’efficacia dell’azione della società comunale “Castelbuono Ambiente srl” si misura anche con la qualità delle persone che compongono l’organigramma sia tecnico che amministrativo. Non è indifferente, quindi, la scelta che si compie delle persone che compongono l’organigramma, perché questa scelta si riverbera immediatamente sulla capacità ed efficienza del servizio erogato ai cittadini. Quello della raccolta dei rifiuti è un servizio che ogni giorno occupa l’attenzione dei castelbuonesi, con effetti anche sull’aspetto finanziario delle famiglie, che sono chiamate a sostenerne il costo con il pagamento della tassa rifiuti. Tuttavia l’unico annuncio sull’organigramma che è stato fatto (nei giorni scorsi) è quello della nomina dell’Amministratore Unico e del Revisore Contabile. La proposta della Giunta comunale, presentata al Consiglio comunale, prevedeva nello Statuto: “La società è amministrata da un Amministratore Unico nominato dall’Assemblea”. Il Consiglio comunale, invece, su proposta dei gruppi consiliari dell’opposizione, ha così integrato lo Statuto sulla nomina dell’Amministratore Unico: “tra persone che abbiano comprovata capacità tecnica ed esperienza nella gestione aziendale di società con il medesimo oggetto sociale.” Con quest’ultima proposta, dunque, si sono volute ampliare le capacità dell’Amministratore Unico, perché l’innalzamento delle qualità tecniche dello stesso, potenzialmente, assicurano alla società efficacia ed efficienza del servizio erogato. La Giunta, mediante un avviso pubblico, ha raccolto una decina di curricula: di questi 3-4 sono ingegneri che per studi o esperienza hanno dato prova di poter essere incaricati del ruolo di Amministratore Unico. Perché, invece, la Giunta ha scelto un giovane avvocato? Questi, per quanto possa avere ottime referenze giuridiche, non ha alcuna esperienza, né ha capacità tecniche proprie della funzione e richieste dallo Statuto della società. In altre parole, la scelta effettuata è in violazione dello Statuto della società e in dispregio della volontà di indirizzo espressa dal Consiglio comunale con l’approvazione della norma di cui si diceva prima. E’ assolutamente risibile la motivazione del Sindaco sulla scelta fatta, poiché afferma che non erano stati presentati curricula che “spiccavano per competenze stratosferiche”: ma lo Statuto, così come modificato e approvato dal Consiglio comunale, non chiedeva competenze stratosferiche, bensì, e doverosamente, una esperienza comprovata sulle categorie di cui all’oggetto della società.

 

Secondo noi, tutta la vicenda sulla società in house “Castelbuono ambiente srl” andrebbe inscritta in una sola riflessione: l’elezione da parte dei cittadini a un ruolo amministrativo, non è un assegno in bianco, non è una delega muta e cieca, non si esaurisce nei circa 180 secondi del voto. La comunità di Castelbuono non deve permettere, né ora né domani, che chi detiene un potere di mera gestione trasformi il paese a propria immagine e somiglianza: se oggi soffriamo di una cattiva amministrazione non dobbiamo rimanere silenti.

Poniamo domande e pretendiamo risposte.

 

Silvia Scerrino

Presidente Andiamo Oltre

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