Dopo 25 anni le Madonie tornano a dividersi

[cefalunews.net di Mario Macaluso] La questione che riguarda il Distretto turistico non è legata solo alla difformità di statuti. Oggi in gioco ci sono anche altre due problematiche: la leadership e il ruolo di Sosvima.

Dopo un quarto di secolo le Madonie tornano a spaccarsi politicamente. Accade oggi con la questione del Distretto turistico perché alcuni sindaci si sono accorti che il suo statuto è difforme da quello approvato dai consigli comunali. Un fatto che vede, da una parte, alcuni soci eleggere il loro nuovo consiglio di amministrazione e, dall’altro lato, altri soci che ne chiedono le dimissioni e annunciano azioni legali. Si tratta di una spaccatura politica perché pone su due fronti i sindaci del territorio madonita.

La nuova frattura arriva a 25 anni esatti dalla nascita del Parco delle Madonie che già ha spaccato il territorio fra i comuni che sono entrati a farvi parte e quelli che ne sono rimasti esclusi. Le conseguenze di un Parco che ha diviso le Madonie sono sotto gli occhi di tutti. Quali potranno essere, invece, le conseguenze della nuova spaccatura politica, a proposito del Distretto turistico, non è dato oggi poterlo immaginare. Certo non avrà conseguenze di poco conto. La questione, infatti, a mio modestissimo avviso, non è legata solo alla difformità di statuti. Sempre a mio modestissimo avviso, infatti, oggi in gioco ci sono anche altre due problematiche.

Anzitutto c’è la questione che riguarda la leadership all’interno del Distretto turistico. Chi dovrà guidarlo visto che fin dall’inizio al suo interno si sono formate tre anime? Accanto a questo problema, ad oggi irrisolto, ci sarà da risolvere anche quello che riguarda il ruolo di Sosvima sulle Madonie.

Personalmente, quindi, mi convinco sempre di più che quanto accade oggi con il Distretto turistico è solo la conseguenza di una serie di problemi che sulle Madonie non si sono mai risolti.

Accanto a tutto questo c’è un terzo problema che riguarda Cefalù e il suo ruolo nel territorio. Sempre secondo il mio modestissimo avviso, infatti, non può la città rifondata di Ruggero smarrire d’un tratto la sua storia e dimenticare il suo ruolo di cerniera socio-culturale fra le Madonie e i Nebrodi. Purtroppo ha dimenticato tutto questo quando è stato costituito il Distretto turistico ed oggi ne piange alcune conseguenze. Sta facendo di tutto per ricadere nell’errore con la costituzione dei Consorzi che dovranno sostituire le Province. Se l’errore si dovesse riverificare, però, questa volta porterebbe a drammatiche conseguenze fra le mura della città ruggeriana. Una riflessione a Cefalù, quindi, s’impone.

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