Dopo l’assoluzione, Gioacchino Genchi a “Suprauponti”: “Dopo otto anni giustizia è fatta!”

[Riceviamo e pubblichiamo] L’ultimo numero del giornale “Suprauponti”, uscito il 12 novembre, ricostruisce – in un articolo a firma di Giuseppe Spallino – il calvario giudiziario di Gioacchino Genchi, che il 21 ottobre scorso è stato assolto dalla terza sezione della Corte d’Appello di Roma, insieme al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, dall’accusa di abuso d’ufficio in relazione alla vicenda dell’acquisizione dei tabulati telefonici di otto parlamentari senza richiedere l’autorizzazione delle Camere di appartenenza nel periodo 2006-2007.
La sentenza, però, è stata accolta nel silenzio generale dei politici dell’epoca che gridarono la propria indignazione, da Silvio Berlusconi (che definì Genchi “lo scandalo più grande della storia della Repubblica”), passando per l’allora guardasigilli Clemente Mastella e finendo all’ex consigliere comunale locale Peppinello Mazzola.
Gioacchino Genchi adesso è stato reintegrato in polizia e – tramite il cronista Spallino – ringrazia chi gli è stato vicino in questi otto anni di calvario e lancia un messaggio ai giovani, invitandoli “a guardare sempre avanti, a non demordere e non avere mai paura dell’arroganza dei potenti”.

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