Dopo le intimidazioni a Liarda, i giovani madoniti sfidano la mafia

[LAVOCEWEB] Nel giorno dell’ennesima intimidazione a Vincenzo Liarda, il sindacalista della Cgil che si batte per il riuso pubblico del feudo di Verbumcaudo, i giovani madoniti si sono riuniti per discutere e promuovere nuove iniziative. Dicono d’essersi risvegliati bruscamente dal torpore diffuso da chi ha sempre descritto le Madonie come una zona franca. Oggi, improvvisamente, hanno scoperto che non ? un’isola felice. Cos? si sono organizzati.
La notte dell’intimidazione ? nato un “comitato spontaneo per la legalit?” che si ? messo subito all’opera e in qualche ora, con il prezioso aiuto dei social network, ha organizzato un sit-in di solidariet? (fino ad ora l’unico) nei confronti di Liarda. Il pomeriggio successivo la piazza era gremita di gente comune e istituzioni che, pur non essendo state direttamente invitate, hanno aderito partecipi.
Le parole dei giovani sono state le pi? chiare: ?Non vogliamo vivere in un territorio inquinato dal malaffare… Non vogliamo chiedere favori per lavorare. Ci tarpano le ali, rubandoci il futuro e noi lo consentiamo senza battere ciglio?.
Si sono mostrati agguerriti, questi ragazzi. Il sit-in ? stato solo il primo passo. Consapevoli che oltre ai cortei di solidariet? debba esserci anche dell’altro, hanno fissato un incontro con Liarda per capire meglio l’intricata vicenda burocratica legata al fondo di “Verbumcaudo”.
Al termine della giornata i ragazzi erano convinti che fosse necessario organizzare iniziative per dare risonanza alla loro voce. Sanno bene che il malaffare vive e prolifera sul terreno fertile dell’omert?, ed ? proprio per rompere quel muro di silenzio che hanno pensato di organizzare, il prossimo mese, una manifestazione per ricordare il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia il 19 luglio 1992.
Ma nei loro progetti c?? altro: vogliono realizzare, a settembre, “Tre giornate della legalit?”, un fine settimana all’insegna di dibattiti, confronti, spettacoli, musica.
La cultura, l’informazione e l?impegno sotto diverse forme sono gli strumenti che i ragazzi vogliono usare per affermare la illegalit?. Molte voci cominciano a scuotere le coscienze dormienti di tanti.

28.06.2011
Eliana Polizzi

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