E’ ufficiale: Stefano Polizzotto è il terzo candidato

(MADONIELIVE.COM – Giuseppe Spallino) Dopo Giuseppe Norata per il Partito Democratico e Antonio Tumminello per il gruppo Castelbuono Unita, arriva il terzo candidato sindaco. Si tratta di Stefano Polizzotto, avvocato presso lo Studio Pitruzzella di Palermo, originario di Pollina ma residente a Castelbuono ormai da diversi anni. La sua candidatura è stata presentata domenica 26 febbraio nel salone delle Figlie della Croce in piazza Castello. ?Voglio lanciare un messaggio: liberate le coscienze ? ha affermato il candidato sindaco ? il voto deve essere libero. Non ho voluto potentati e ci sto mettendo la faccia. Io non vado né a destra né a sinistra. Non dobbiamo avere paura di partecipare alla vita politica. Noi siamo proprietari di questa città e dobbiamo appropriarcene. La prossima settimana farò un comizio in cui non attaccherò nessuno?.

1 commento

  1. 1. I 3 cavalli in corsa per la poltrona di Sindaco sono sulla linea di partenza. L? appuntamento ha luogo ? e questo occorre puntualizzarlo ? nel clima generale di dissesto istituzionale e di sbandamento sociale di un Paese, l? Italia, con crescita economica ?zero? conseguente all? assenza di una seria politica di programmazione economica e di una conseguente volontà propositiva a tutti i livelli operativi: locale, nazionale e internazionale. Programmare economicamente le complesse attività produttive di un paese come l? Italia che si trascina seco la sue ataviche remore che ne hanno bloccato lo sviluppo nel tempo (la transizione dal sistema feudale a quello borghese e, successivamente, dal sistema agrario a quello industriale, il mancato appuntamento con le due grandi rivoluzioni: la francese e l? industriale, la preponderante e invasiva presenza del Cattolicesimo nell? offerta delle sue promesse di visioni ultraterrene e l? assenza di ogni stimolo alla cultura economica di libera impresa, precipuo del Protestantesimo luterano e calvinista che oggi percepiamo nella solidità delle economie dei Paesi anglosassoni e mitteleuropei e nella debolezza delle altre dei Paesi dell? area mediterranea e balcanica, l? esser venuto meno un assetto istituzionale moderno conseguente alla fine del secondo conflitto mondiale con un inaspettato incremento del fenomeno migratorio già a partire dalla metà degli anni ?50, subdolamente recepito e attivato dalle classi politiche del tempo come mitigazione delle già nascenti tensioni sociali interne, etc.) a soglia del XXI Secolo superata, non sarà cosa semplice (o è impresa impossibile) come viene suffragato dalla incapacità dell? Esecutivo Monti, imposto più dalla necessità di salvataggio del Paese da un default senza ritorno (il pericolo è ancora più che presente !) ? accelerato da un debito pubblico senza precedenti (e giustificazioni) nelle democrazie moderne occidentali ? che dal proposito e dalla volontà di affilare le armi contro le insidie tese da neo-capitalismo e liberismo nei loro connotati di globalizzazione industriale e dei flussi dei capitali grazie all? irrompere di tecnologie ad ?istante zero e reti che hanno spodestato le categorie di distanza, di limite e di resistenza? con ?i lavoratori relegati nel solito spazio delle fabbriche, mentre i capitalisti si sono resi extraterritoriali (vedi la Fiat di Marchione e della nuova lobby ebraica degli Elkan. Ndr) e . . . liquidi come i loro capitali?. È, secondo me, all? interno di un tale contesto che deve essere collocata una sana gestione delle autonomie locali, dei Comuni in primis, specialmente quando si tratta di ambiti della produzione (artigianale e/o industriale) in aree come quelle del Mezzogiorno e della Sicilia, in particolare. Sintomatico dell? assenza di stimolo e impegno è stato il ruolo svolto dall? attuale amministrazione in esaurimento in relazione all? attivazione con metodo e specificità delle iniziative propedeutiche e in corso d? opera collegate al cosiddetto ?polo industriale? di Castelbuono nelle figure dei responsabili come il Sindaco uscente, Sig. Mario Cicero, e il Segretario della CNA, Signor Giuseppe Capuana, non all? altezza dei loro compiti e delle loro responsabilità. Per il primo (e il suo gruppo di trascino) ? in considerazione anche di non pochi sfasamenti della sua decennale gestione amministrativa (1. Casa comunale; 2. Rifugio nelle zone d? ombre di un sedicente carattere ?di natura fiduciaria? e ?di competenze dell? organo esecutivo (la Giunta. Ndr) dell? ente nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza? (vuoto giuoco di parole !), nell? affidamento di sedicenti collaudi ad interventi eseguiti (!) da tempo; 2. Stato confusionale nell? esecuzione di OO.PP. di rilevante carattere; 3. Consegna del patrimonio edilizio pubblico e del patrimonio edilizio privato ad uno stato di degrado inammissibile; 4. Mancata soluzione dei problemi del traffico urbano, periurbano; 5. Assenza di una sana gestione di Sviluppo e Pianificazione urbana e territoriale; 6. Mancata attivazione di edificanti politiche culturali, etc.) -, il responso delle urne dovrebbe essere impietoso, oltre a mettere in evidenza quel grado di maturità politica di un elettorato conseguente ai fallimenti registrati a tutti i livelli (sia in termini di competizioni elettorali che gestione istituzionale): comunale, regionale, nazionale. Al secondo, il Segretario della CNA, non si potrebbe che raccomandare (nell? interesse delle categorie artigianali) il riconoscimento dei suoi limiti oggettivi (ed operativi) e l? urgenza di passare la gestione a mani più sicure, in guisa che l? istituendo Polo possa nascere ? oltre che approfondite indagini economiche, di mercato e sociali ? da un disegno di programmazione flessibile nel tempo e da un serio progetto di pianificazione/progettazione ?tecnica? che tenga conto di quelle costanti e variabili necessarie, e precipue di ogni intervento alla scala della micro e media economia che si propone come obiettivi continuità nel tempo, flessibilità e capacità di adattamento a mutate condizioni sia politiche che economiche. La complessità delle tematiche da affrontare non è da sottovalutare e/o compensare con riti e parole d? occasione sovente prese in prestito dal lessico della malapolitica (regionale e nazionale) e sconnessamente innestate alle recite negli incontri di partito o pubblici. A questo punto e, per premunirci da sorprese, occorre che in un ben coordinato e predefinito dibattito pubblico i 3 candidati (i Sigg. Norata, Tumminello e Polizzotto) possano esprimere le loro posizioni su poche, ma vitali, quanto improcastinabili, direttrici economiche, politiche, sociali e culturali di Castelbuono.

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