Elezioni europee, Mario Cicero: “La mia sinistra di governo”

[Riceviamo e pubblichiamo] Sono cresciuto dentro il PCI di Berlinguer perché credevo e credo nella sinistra. 

Oggi, voglio vivere in una società dove il mercato e la finanza non giochino con le vite delle persone e dove regole certe garantiscano uno sviluppo plurale e sostenibile.

Lo strapotere della finanza, delle banche e delle lobby internazionali ha soffocato gli stati nazionali imponendo loro un’economia grigia e antipopolare: la Grecia strozzata da queste politiche in maniera brutale ha reagito con un movimento popolare di sinistra che ha in Tsipras, leader di Syriza, il principale esponente.

Ma non dobbiamo guardare lontano per vedere gli effetti dell’influenza delle lobby economiche anche sulla nostra storia recente: la caduta del governo Berlusconi, la nascita del dicastero Monti, la bocciatura di Bersani, Prodi e Rodotà, la nascita del governo Letta e oggi quello di Renzi (che ha riportato la politica ai tempi di Forlani, Andreotti e Craxi, quando la sorte dei governi era decisa dalle segreterie dei partiti) sono la dimostrazione che oggi la nostra democrazia è sotto tutela.

La considerazione, semplice, che ognuno di noi può fare è che ormai la “battaglia” è fra i cittadini, le piccole imprese e di soggetti sociali, protagonisti dei territori, che devono battersi contro quello che è il vero radicalismo politico di una Europa senza anima. La lista “L’Altra Europa”, che coinvolge la Sinistra Europea dei ventotto Stati che compongono l’Unione, vuole essere “casa” comune per raggruppare la sinistra di governo, non solo antagonismo o radicalismo, ma soggetto politico capace di gestire i processi politici-amministrativi e dare risposte alle domande della società, confrontandosi laicamente con le problematiche reali, partendo dai territori, favorendo scelte economiche più eque, per garantire un avvenire alle future generazioni.

L’Europa che vorrei è lo spazio politico ed economico che permetta alle piccole e medie imprese, agli agricoltori, agli artigiani, agli operatori culturali e del turismo di potere esercitare liberamente attività e impresa, che offra ai professionisti gli strumenti per operare capitalizzando il loro sapere, creando delle politiche di sostegno che, scardinando la logica delle multinazionali, permettano alle nostre imprese di penetrare in mercati con prodotti unici e di qualità.

Ritengo infatti che, oggi più che mai, vi sia l’esigenza di un’Europa dei Popoli che, libera dai condizionamenti delle lobby economiche, industriali e finanziare, riesca a dare risposte con politiche di sviluppo rispettose dell’ambiente, dei territori e delle tradizioni.

In questo scenario, per la Sicilia e la Sardegna, “l’insularità” non è più confine e limite geografico ma laboratorio per modelli economici futuribili. Vere e proprie isole come piattaforme politiche aperte dove la connessione fra il vissuto dei cittadini sia lo spunto per soluzioni sostenibili.

Immagino un’Europa che pensi alle nostre terre, alle nostre città in questo modo:

– candidando Sigonella (SR), Niscemi (CL) e Birgi (TP) quali sedi di incontri tra le delegazioni internazionali per negoziare la pace e lo sviluppo sostenibile tra popoli e nazioni in guerra;

– invertendo la tendenza degli ultimi decenni che ha visto le nostre isole territorio dove consumare i prodotti delle multinazionali. Impedendo di fatto la possibilità della nascita di imprese agroalimentari in grado di valorizzare la nostra agricoltura e il “Made in Sicily”;

– proponendo Siracusa e Cagliari come centri di ricerca e innovazione per il recupero e la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale del Mediterraneo, facendone dei veri e propri poli dedicati allo sviluppo e alla ricerca dei beni culturali, del patrimonio paesaggistico ed immateriale;

– favorendo il confronto religioso, proponendo Palermo come centro di ecumenismo internazionale, dove le religioni presenti nel nostro pianeta, oltre ad avere i più adeguati luoghi di culto, trovino spazio per costruire dialogo e confronto;

– difendendo e valorizzando gli ecosistemi e le biodiversità dei territori, attivando nei Parchi Regionali delle due isole laboratori, corsi di laurea e di ricerca, per favorire lo studio di quest’unico patrimonio ambientale che il Mediterraneo offre;

– cambiando i consumi, partendo dall’alimentazione, con incentivi e sostegno alla dieta mediterranea, già dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità: ciò candida le nostre isole a istituire iniziative e strutture per promuovere una politica della nutrizione e sanitaria, che vede il cibo e l’agricoltura di qualità al centro di tutte le future politiche sociali ed economiche;

Questa è la Sinistra che stiamo costruendo e che vogliamo portare in Europa: l’Europa dei Popoli e dei territori. Non più delle banche.

Mario Cicero

Candidato alle Elezioni Europee | Collegio Isole

Agente di Commercio | Già Sindaco di Castelbuono

tsipras

11 Commenti

  1. L’altra Europa , quella dei POPOLI e della gente “per bene” , il 99 % , riuscirà a non farsi schiavizzare da sti “poteri forti” ? Forti ?…Basterà eleggere uno, cento, mille Tsipras ? Purtroppo,la strada è lunga, stretta e in salita ! Comunque un passo alla volta , chissà…

  2. Debito generato da banche e alta finanza, ma a risanarlo devono essere i popoli…! Grecia e Italia devono tornare nella posizione che compete loro. Siamo tutti figli della Vecchia Europa. Questa Europa non ci merita: va cambiata! Diamo forza nuova a tutti coloro, come Cicero, che vogliono ciò. Viva l Europa

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