Fancy Food Show. L’azienda Fiasconaro icona del made in Italy

fancy food[americaoggi.info] NEW YORK. Quando la sessantesima edizione del Summer Fancy Food Show chiuderà oggi i battenti al Javits Center, circa 30 mila operatori avranno visitato gli spazi occupati dai 2.730 espositori che da quattro anni vedono accrescere l’interesse degli americani a tavola per il cibo di qualità.

L’Italia, con le 350 aziende presenti fa la parte del leone, mentre dal 2011 a oggi l’appetito degli americani ha fatto registrare un incremento del 18.4 per cento delle vendite del settore agroalimentare e bevande che nel 2013 ha toccato la cifra record di 88.3 miliardi di dollari.

Ieri ha fatto visita al padiglione italiano il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina accompagnato dal direttore dell’Agenzia Ice Usa Pier Paolo Celeste e dal console generale Natalia Quintavalle.

“L’Italia – ha detto il ministro Martina – ha una sua posizione storica che, secondo me, è giusta e va confermata: lavorare perché sia sempre più evidente, sempre più chiara l’origine del prodotto. In particolare con un lavoro specifico del prodotto legandola al Paese. Siamo sulla posizione più avanzata del dibattito europeo su questo fronte”.

Il ministro ha raccolto tra gli espositori l’entusiasmo per il crescente interesse degli americani per i prodotti di qualità che l’Italia offre su questo vasto mercato.

“L’agroalimentare è il settore chiave – ha sottolineato Martina – per la ripartenza dell’Italia” e parlando dei rapporti tra i due stati sulle opposte sponde atlantiche, ha aggiunto “non mi nascondo che ci sono diversi problemi aperti, secondo me bisogna costruire le condizioni per approfondire tutto questo aspetto, non irrigidire troppo la discussione, però fare anche dei passi in avanti. Rimane il fatto – ha aggiunto – che se noi riuscissimo a sperimentare una etichettatura efficace questo aiuterebbe molto il sistema agroalimentare italiano”.

Il nostro è un grande Paese della trasformazione. “Nessuno può negare questo. Non a caso io dico: affrontiamo questa questione insieme provando a fare un salto di qualità sul tema. È chiaro che non possiamo riprodurre le vecchie fratture, è chiaro anche che dobbiamo rispondere al grande tema di come noi tracciamo il più possibile il prodotto per assicurare la massima informazione e per costruire anche un pezzo di distintività del prodotto italiano. Trovare una nuova via di equilibrio su questo è un po’ il nostro compito. Naturalmente – ha aggiunto – barricate non se ne fanno, però sottovalutare questo tema sarebbe altrettanto pericoloso, per cui dobbiamo spremere le meningi e fare uno sforzo, secondo me possiamo farlo”.

Uno sforzo che punta a raggiungere un obiettivo preciso secondo il ministro che significa 50 miliardi di euro di export da qui a qualche anno: un traguardo che Martina considera “assolutamente possibile”.

Intanto in autunno, ha aggiunto il ministro, “puntiamo a presentare il grande piano per l’internazionalizzazione del sistema agroalimentare italiano, una leva formidabile per lo sviluppo delle esportazioni”.

Parlando della massiccia presenza del Made in Italy al Fancy Food Show, il ministro ha sottolineato “il fatto che il sistema Italia sia presente alla fiera al massimo livello con 350 aziende, primi fra tutti, è la prova che quando facciamo bene il lavoro di squadra otteniamo risultati”.

Alla domanda di America Oggi sulla lotta alle contraffazioni dei nostri prodotti, il ministro ha risposto: “E’ una questione che meriterebbe una giornata intera, bisogna costruire”, confermando gli incontri con la controparte americana che avranno luogo oggi a Washington sul tema.

Da quindici anni l’azienda dolciaria Fiasconaro è presente alle edizioni della East e West Coast del Fancy Food e dal piccolo borgo medievale di Castalbuono in Sicilia è partita alla conquista dell’America e non solo.

“Sembra un’affermazione esagerata, ma nel nostro piccolo contribuiamo a fare in modo che il Made in Italy sia presente in cinque continenti. Ormai – ha affermato Nicola Fiasconaro – è consolidato il rapporto molto bello con il mercato americano che credo sia uno dei più prestigiosi. Negli ultimi anni ci stiamo concentrando in Europa, nei mercati asiatici e da un anno e mezzo c’è una collaborazione ufficiale con degli sceicchi del Quatar che vogliono acquisire il meglio della cultura e buon cibo italiano”.

Nicola Fiasconaro ha detto che si compiace per la visita del ministro Martina al Fancy Food ed ha aggiunto “soprattutto per capire come contrastare quelle che sono le contraffazioni del Made in Italy. Sono anni che se ne parla, ma una linea di rigore e di fermezza ancora non l’ho vista. Tutti cercano di imitare il Made in Italy. Non sono un esperto, ma so che in termini di miliardi di euro, le contraffazioni sono di più di quello che esportiamo negli Stati Uniti e questa cosa è molto preoccupante”.

Foto tratta da Facebook

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