F?uni

[http://www.agrigentoweb.it] ?Sul mare luccica la nostra barca, tesa nel vento il suo nome ? ?Sentimento? (Avion Travel)?.
Con una barca affrontiamo il mare della nostra esistenza. Navighiamo quotidianamente tra bonacce e tempeste cercando, nel secondo caso, di non imbarcare acqua, per non affondare. E quando la nebbia avvolge il natante, la voce di un contatto radio prova a guidarci, verso le braccia protese di un approdo,che ci consenta di rifornirci di viveri e proseguire.
Ma quando il contatto radio s?interrompe, quando non c?? pi? il modo di comunicare con la terra ferma, non si trovano pi? le coordinate spazio-temporali e la voce del quotidiano si trasforma in follia.
E? successo cos? a Piero, che a soli venticinque anni, ha perso il segnale di riferimento e ha interposto tra il suo s? e quello del mondo, una spessa coltre di nebbia. E? scivolato lungo le volute di una spirale tridimensionale, inghiottito nel buio della propria stanza da letto, senza pi? il rintocco del metronomo ambientale, sostituito da quello dei suoi pensieri neri. Ha passato in balia di questa deriva psichica, giorni e giorni della sua esistenza, fino a perdere l?uso della funzione motoria, per la continua stasi, in posizione supina.
Se Piero si fosse ammalato cinquant?anni fa, il suo destino si sarebbe chiamato ?manicomio?. Fino al 1978, anno di riferimento della Legge Basaglia, le persone insane di mente erano considerate inguaribili e per questo, relegate in strutture ospedaliere caratterizzate da vere e proprie ?citt?? nella citt?, appositamente realizzate e dedicate esclusivamente all?internamento di pazienti affetti da tutta la casistica clinica a riguardo. La legge 180/78, oltre a svuotare progressivamente e definitivamente questi brani di edilizia sanitaria, interessantissimi dal punto di vista architettonico e urbanistico, tanto da poter essere riqualificati e riconvertiti, ha consentito di fare anche un primario distinguo tra la malattia mentale cronica, ossia inguaribile ma trattabile farmacologicamente, e la malattia episodica e pertanto passibile di un percorso terapeutico finalizzato al miglioramento.
Oggi le attivit? territoriali e ospedaliere dell?assistenza psichiatrica, sono gestite dai Dipartimenti di Salute Mentale (D.S.M.) che, per legge, devono avere un bacino d?utenza non superiore ai 150.000 abitanti. Hanno lo scopo di garantire interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale del paziente e comprendono tre tipi di strutture terapeutiche ben distinte tra loro, tra cui le ?Strutture residenziali?, ossia delle comunit? alloggio, distinte per stadio di percorso terapeutico da intraprendere e regolamentate da parametri ben precisi.
La Comunit? Terapeutica Assistita (C.T.A.) rientra nel gruppo delle ?Strutture residenziali?, essendo un presidio sanitario autorizzato a svolgere attivit? di riabilitazione, finalizzato al recupero completo del paziente per il suo reinserimento nel contesto sociale. La normativa regola anche il limite di unit? da ospitare, ossia non superiore a venti e il tempo di permanenza in comunit?,ossia non superiore a due anni.
Piero ? arrivato alla CTA F?uni di Castelbuono, tenuto in braccio dai familiari. Lo ha accolto un gruppo qualificatissimo di venticinque persone, ognuna con un preciso ruolo professionale; lo ha accolto rispettando con la pazienza di una ?madre provvisoria?, la frequenza distorta del suo metronomo, sin dai primi giorni in comunit?. A piccolissimi passi Piero ha ripreso ad alzarsi dal letto e a fare la doccia da solo, a fare colazione in mensa, a leggere il quotidiano e a commentarne le notizie insieme ai suoi compagni di viaggio, a fare attivit? di gruppo come curare l?orto, a fare attivit? sportiva, ad apparecchiare la tavola e a pranzare in mensa alle 13, a condividere lo spazio autogestito, ad attendere le 17 per passeggiare insieme agli animatori in Piazza Margherita, incrociando quotidianamente le lampare delle ?altre barche?, a rientrare per cena e a concedersi, un gioco di societ? prima del riposo notturno.
Piero ha salito la china fino a 700 metri di quota, sentendo attraverso il naso, il senso che l?aria di questo luogo d?, a chi del luogo non ?. Avr? percorso i viali coperti del Villaggio dei F?uni alla ricerca di un personalissimo segnale radio, tra le casette col basamento in pietra degli appartamenti e il bosco di castagne alle spalle del complesso. Piero in inverno avr? sicuramente alzato lo sguardo verso le pareti di Cozzo Luminario, ricoperte com?erano di neve e avr? cercato di riscaldare le mani di fronte all?elegante camino in maiolica dell?atrio. Piero avr? sbirciato dalla finestra delle cucine, incuriosito da quel profumo d?arrosto, cos? invitante da non poterlo ignorare.
Piero avr? pian piano ripreso l?entusiasmo perduto in fondo al suo cuore, riuscendo ad organizzare eventi collettivi, seguito dagli occhi amorevoli di Giusi, una delle animatrici. Piero avr? mangiato il mannetto dell?Extra Bar durante una passeggiata in centro con la solerte animatrice Annamaria alla guida del gruppo.
Piero ha imparato a cadenzare la frequenza temporale della sua giornata, riuscendo a modulare la sua frequenza perduta, riacciuffando cos? il segnale radio della navigazione. E? avvenuto nel giro di un solo anno, tanto da poter essere in grado di lasciare la comunit?, guidando da solo la propria autovettura. Lo hanno accompagnato al cancello tutti e l?ultimo abbraccio prima di andare, lo ha avuto dal Dott. Alberico Fasano, il Presidente della Cooperativa dei F?uni, il quale nel raccontare di quel commiato, non ha nascosto a chi scrive, quell?intensa pausa vocale della commozione.
Qualche mese fa, Piero ? stato accolto nuovamente ai F?uni. Nessun segnale interrotto: ha voluto ?semplicemente? festeggiare con tutta l?equipe il proprio compleanno. http://www.ctafauni.it/