Ferrovie, cambiamo rotta.

[tratto da AprileOnline.info – 21 giugno] La denuncia di SD e dei sindacati: il piano d’impresa delle FS fonda la riduzione del deficit dell’azienda essenzialmente sull’aumento delle tariffe e sulla riduzione degli occupati. Ed è battaglia anche sul nodo del mancato inserimento, nel prossimo accordo di programma del Ministero delle Infrastrutture, del raddoppio ferroviario della Messina-Palermo.

[…] Sinistra Democratica al Senato va all’attacco anche sul nodo del mancato inserimento, nel prossimo accordo di programma del Ministero delle Infrastrutture, del raddoppio ferroviario della Messina-Palermo. Un’omissis che ha provocato le vive proteste degli enti locali della provincia di Messina, dei sindacati e delle associazione ambientaliste. Sindaci ed associazioni hanno lamentato il mancato inserimento tra le priorità del raddoppio ferroviario di tutta la dorsale tirrenica e in particolare della tratta Patti-Castelbuono. La questione è quindi approdata a Palazzo Madama con una interpellanza al Governo firmata dai senatori di SD Giovanni Battaglia, Accursio Montalbano e Paolo Brutti. Nella richiesta al governo i parlamentari interrogano Di Pietro sul perchè il tratto Patti-Castelbuono, di gran lunga il più importante della tratta, sia scomparso dai progetti e se corrisponda al vero la notizia che il nuovo tracciato Castelbuono-Catania consisterà di una costosissima galleria (4 miliardi di euro) di 34 km che passerà sotto i monti Nebrodi con probabili conseguenze dannose per l’ambiente. Secondo Battaglia e gli altri firmatari, anche nel caso della Messina-Palermo, il governo deve utilizzare il metodo condiviso e concertativo che sta funzionando in altre regioni d’Italia.