Festa del SS. Crocifisso. Una riflessione a conclusione delle celebrazioni svoltesi presso la Parrocchia Sant’Antonino

A conclusione della Festa che abbiamo appena vissuto, ci chiediamo che cosa resta di questi giorni in cui numerosi siamo accorsi ai piedi di Cristo, il Crocifisso.
Abbiamo iniziato con un’attenzione ai poveri, aderendo all’iniziativa “Un pasto al giorno”, con la comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi. Anche quest’anno, la nostra comunità ha risposto con generosità perché, “al povero non va dato ciò che è possibile a noi, ma ciò di cui lui ha bisogno” (cit. Don Oreste Benzi). Tutti noi possiamo contribuire a costruire un futuro più giusto e più equo, a partire dalla vita di ogni giorno, con un corretto uso delle risorse, perché come dice Papa Francesco “Il cibo che buttiamo via è come se l’avessimo rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame”.

Abbiamo vissuto la BELLA STORIA con Gesù l’Acqua Viva, un pomeriggio di giochi, animazione e preghiera con i bambini e i ragazzi in continuità con l’Estate Ragazzi. Abbiamo ripercorso la storia della nostra fede, a partire dai primi cristiani, dal ritrovamento della Santa Croce per mano di S. Elena fino alla riconquista del legno benedetto dal sangue di Cristo e l’istituzione della festa dell’Esaltazione della Croce il 14 settembre. Contemplando la croce, ci siamo soffermati sull’acqua e il sangue che sgorgano dal costato trafitto di Gesù Crocifisso, come segni salvifici. Gesù è l’Acqua viva, che ci lava, ci purifica, ci disseta. A quanti hanno partecipato, è stata donata una borraccia, invito concreto della nostra Parrocchia per la salvaguardia del creato riducendo il consumo di plastica.

Altro momento significativo l’incontro con i “portatori”, con loro abbiamo condiviso il senso del “portare” il Crocifisso. La loro fatica è un tributo di fede e di devozione.
Non poteva mancare l’attenzione agli ammalati condividendo con loro un momento di preghiera e di consolazione.
Con i giovani ci siamo messi in contemplazione della Croce accompagnati dagli scritti di Santa Teresa d’Avila.
Ci siamo confrontati con l’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco in cui si legge che «per contrastare il mutamento climatico servono politiche efficaci e stili di vita sostenibili»” proponendo per la custodia del creato NUOVI STILI DI VITA . In questa riflessione siamo stati guidati da SUOR GABRIELLA VOZA, delle Suore di Maria Bambina, responsabile dell’ Area Mondialità e Pace della Caritas e della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita di Palermo. I

Nuovi stili di vita riguardano un nuovo rapporto con le cose, le persone, la natura, la mondialità, coinvolgono: la sfera personale e familiare mediante pratiche e comportamenti quotidiani; la sfera comunitaria sia ecclesiale ( parrocchie, associazioni , istituti religiosi ) che sociale attraverso scelte e azioni collettive, coraggiose e profetiche; la sfera istituzionale mediante decisioni politiche (leggi, trattati, concordati, costituzioni…), che obblighino le varie istituzioni socio-economiche e culturali a scelte e cambiamenti strutturali.

Dopo la discesa del Crocifisso, ci siamo raccolti in preghiera comunitaria e abbiamo contemplato le piaghe di Gesù.
Culmine di questa intensa settimana è stata la processione. Siamo andati per le strade della nostra città, seguendo il Cristo Crocifisso, scandalo e follia per chi vive secondo il mondo, salvezza, vita e speranza per quanti accolgono il dono della fede.
Lo abbiamo seguito manifestando il nostro desiderio di essere suoi discepoli.
Lo abbiamo seguito per testimoniare che è possibile essere cristiani.

Lo abbiamo seguito per annunciare a tutti che è bello vivere il Vangelo. Quanto abbiamo vissuto ha restituito il senso di questi giorni di festa e ci guida nel trovare una risposta a quanto ci siamo chiesti con la domanda iniziale: camminare con Lui, affinché Egli possa indicarci la strada per i nostri passi; continuare a seguirLo giorno per giorno quando il peso della Croce sembra schiacciarci, e in Lui trovare forza, speranza, salvezza.

Abbiamo fatto festa cercando di non dimenticare i vicini e annunciando ai lontani con la testimonianza di una Comunità parrocchiale viva, che Gesù è il Signore della storia. Una comunità che vuole essere protagonista senza perdere di vista l’essenziale, una comunità in divenire che sa raccontare una bella avventura e che guarda verso un orizzonte di comunione e fraternità.

Giusy, Giuliana e Mariapina

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