Fiasconaro: per combattere la crisi occorre rilanciare i prodotti siciliani

[RESAPUBBLICA.it – Cetty Mannino] I prodotti siciliani non decollano. Export in calo del 9,9 per cento e dati sconfortanti, che si inseriscono in un quadro economico generale, già poco rassicurante anche a livello nazionale. E proprio quando un’indagine Ismea-Sinab registra una crescita del mercato bio del +8,8%, in Sicilia, invece, le tendenze al consumo vanno verso il cosiddetto prodotto globale. “Siamo invasi dai prodotti delle multinazionali, con nomi stranieri e qualità scadente”, questa l’osservazione di Nicola Fiasconaro, presidente in pectore del Distretto del dolce tipico siciliano per la tutela e la valorizzazione delle specialità dolciarie dell’isola. Così, la Sicilia, al quinto posto, nel mondo, per il cibo da strada, rinomata per la qualità degli ingredienti, imitata per la dieta mediterranea, si ritrova a non poter piazzare i propri prodotti agricoli nel mercato.

Il motivo? Secondo il titolare della nota azienda di Castelbuono, famosa nel mondo per i panettoni artigianali – è la mancanza di coscienza. Un mea culpa che la Sicilia, dalla catena produttiva, ai consumatori, per finire alle istituzioni, dovrebbe fare. “La soluzione per la crescita del “born in Sicily”- secondo Fiasconaro- è la valorizzazione tanto delle materie prime quanto dei prodotti finiti, con il supporto della scienza, della ricerca, dell’investimento e dello studio”. “Il primo passo da compiere-continua- è quello di creare un’accademia alimentare e una fiera dell’alimentazione”.

Una sfida, quella dell’espansione del prodotto bio, che l’isola ha dimostrato di accettare, e vincere, con il settore vitivinicolo. “Un lavoro cominciato 15 anni fa che adesso raccoglie il plauso di molti paesi nel mondo”. “Ma il born in Sicily– conclude il presidente- non deve lasciarsi scoraggiare dai numeri neri. Credo che le nostre istituzioni stiano andando nella giusta direzione per la disciplina del patrimonio enogastronomico. Un passo va fatto anche da noi siciliani nell’educarci al consumo locale”. Fiasconaro, intanto, strizza l’occhio all’Expo 2015, dove le meraviglie culinarie siciliane si metteranno in bella vista.

 

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