Fiat Termini Imerese. Arriva la proposta per produrre auto ibride

[lavoceweb.com] “Si vede la luce alla fine del tunnel” annuncia il sindaco Totò Burrafato alla fine dell’incontro romano al Mise dal quale sarebbe emersa la inpossibilità che a Termini Imerese riprenda la produzione automobilistica. A questo mira la proposta di Grifa spa (Gruppo italiano fabbriche automobili) per assemblare nello stabilimento siciliano dismesso da Fiat un’auto ibrida del segmento A. 

Si prevede una produzione a regime di 35 mila pezzi all’anno, assicura il sindaco, secondo il quale “la società costruita proprio per questa mission produttiva ha già un capitale sociale interamente versato di 25 milioni di euro che sarà portato a 100 milioni di euro nella prossima settimana.
“Abbiamo apprezzato particolarmente – sottolinea anccora il sindaco – la scelta della Grifa di non ricorrere agli aiuti pubblici in conto capitale ma esclusivamente ad agevolazioni sui mutui. Questa scelta ci fa ben sperare. Il progetto per essere operativo necessità di 18 mesi e quindi bisogna, da subito, lavorare con il Ministero del lavoro e la Regione sicilia per garantire gli ammortizzatori sociali per il periodo necessario”.
Ma chi è la Grifa e chi rappresenta? Il nome della società è pressocché sconosciuto, proprio perché la società è stata costituita solo ora e con l’obiettivo di attivare una produzione a Termini Imerese. Le cautele sono quindi necessarie almeno fino a quando i vertici della Grifa non scopriranno tutte le carte. Il sito del gruppo ha una intelaiatura essenziale. Nessuna foto, nessun nome ma solo una localizzazione generica – Roma e Torino – e una presentazione a mo’ di biglietto da visita: “Siamo la prima società italiana che progetta e produce auto ibride ed elettriche di ultima generazione. Il nostro team, altamente qualificato, è composto da manager, professionisti e tecnici italiani, specializzati nel settore auto, il cui know-how deriva da anni di attività nel comparto automobilistico”.
Molte delle risposte che mancano sulla solidità dell’impresa e sul suo progetto industriale potranno venire il prossimo 8 luglio quando al Mise si terrà un nuovo incontro al quale parteciperanno stavolta i sindacati. È in quella sede che si parlerà nel dettaglio della natura e dell’entità della proposta.
Intanto si conoscono le linee generaali del piano. Il senatore Beppe Lumia, che ha partecipato all’incontro romano ha detto: “Tre sono i punti di forza di questa nuova proposta: l’innovazione tecnologica e il rispetto dell’ambiente, poiché il piano industriale prevede la realizzazione di auto ibride; l’affidabilità aziendale, determinata dal capitale sociale; la mancata richiesta di finanziamenti a fondo perduto”.
“Nel corso dell’incontro – conclude Lumia – ho sottolineato l’importanza di prevedere un piano di sviluppo per le aziende dell’indotto. Inoltre, ho chiesto che si utilizzasse il porto per abbattere i costi dei trasporti e che si istaurassero delle collaborazioni con i centri di ricerca siciliani”.
All’incontro al Mise hanno partecipato anche il vice ministro Claudio De Vincenti, il presidente della Regione Rosario Crocetta, rappresentanti della Fiat e di Confindustria Sicilia e delegazioni di Fim, Fiom e Uilm. Per la Grifa c’era l’amministratore delegato Augusto Forenza. 
Partner nell’operazione anche la “Walking word consulting”, società con sede a Torino e rappresentata alla riunione dal presidente Giuseppe Ragni che è un ex dirigente Fiat e la “Leonardo italian and engineering srl” con sede a Roma, rappresentata da Giuseppe Valli. 
Nel progetto ci sarebbero anche investitori stranieri che operano in Brasile. “È la prima volta – ha sottolineato Crocetta – che ci troviamo di fronte a imprenditori che vogliono veramente investire e lo fanno in un settore che nei prossimi anni avrà un notevole sviluppo”. 
È invece critico, quasi beffardo, il commento del capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Nuti. “Altro che luce in fondo al tunnel” ha detto. “L’esposizione del primo progetto di Grifa – ha aggiunto – non è mai entrata nel merito. Nessuna cifra è stata indicata sui soldi da investire, sia pubblici che privati. Non c’è stata nessuna esposizione delle analisi di mercato, cui si faceva cenno, nessun numero sul personale necessario. Ancor più vaghe le parole sui fornitori, tra i quali si accennava a Fiat, nonostante tutto quello che è accaduto. L’unica richiesta concreta effettuata è stata quella di altri ammortizzatori sociali. Se questa è la luce in fondo al tunnel delle prese in giro, oggi è stata prolungata la strada”.

LE REAZIONI 

LA CISL: SI FACCIA PRESTO – “Ben vengano tutte le proposte industriali che possano far ripartire il sito industriale di Termini Imerese, ma si faccia presto, da troppo tempo si parla di progetti e mai di tempi certi, ora chiediamo certezze”. Lo dicono Mimmo Milazzo segretario Cisl Palermo-Trapani e Ludovico Guercio segretario Fim Cisl Palermo- Trapani
“L’azienda intende entrare a pieno regime nel giro di diciotto mesi. Ci rivedremo – ha commentato Giovanni Scavuzzo della segreteria provinciale Fim Cisl – il prossimo 8 luglio con la Grisa. Restano da chiarire tanti aspetti, da quello industriale e quello occupazionale, e i dettagli sugli investimenti. I suoi rappresentanti oggi presenti al tavolo hanno fatto sapere intanto di attendere l’accordo di programma con il Mise per lo start up”. 
Intanto entro novembre, ha annunciato la Regione, saranno assegnati dei capannoni a Termini alla Mossi e Ghisolfi, che intende sviluppare le attività di produzione di biocarburante di seconda generazione. Anche in questo caso l’azienda attende il contratto di sviluppo. 
“Gli ammortizzatori sociali – concludono Milazzo e Guercio – scadranno a dicembre. Si accelerino i tempi, entro l’anno devono partire le nuove attività per poi entrare a pieno regime nei mesi successivi. Da troppo tempo i lavoratori attendono certezze sulla reindustrializzazione. Nei prossimi mesi verificheremo nel concreto il piano presentato oggi. Ci auguriamo che dalle proposte si passi presto ai fatti concreti”.

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