Finalmente un teatro con la C maiuscola

[da Le Madonie] Giornata storica ieri, 2 luglio 2037: si è finalmente inaugurato il cine-teatro “Le Fontanelle 2”. Come ogni grande evento che si rispetti, il restyling del monumento si è portato dietro qualche imprevisto e una piccola coda di polemiche; ma nulla al cospetto del giubilo degli astanti per il risultato raggiunto.  Oramai è del tutto dimenticata l’indignazione per l’insolente “niet” incassato dalla starlet Nicole Kidman, generosamente designata dagli organizzatori per fare da co-madrina all’evento inaugurale. Un comportamento incomprensibile, quello dell’attricetta americana, che pare abbia rifiutato l’incarico per non fare da spalla al vero testimonial dell’attesissimo evento, individuato attraverso imperscrutabili ed infallibili algoritmi della piattaforma Rousseau. 

Le celebrazioni per l’inaugurazione del cine-teatro si sono arricchite infatti – evento nell’evento – della riesumazione della salma di Macario, indimenticato protagonista del varietà piemontese degli anni cinquanta, valutato dai computer come l’icona ideale, “per appropriatezza e coerenza”, nel ruolo oggi di padrino dei festeggiamenti. Pur da trapassato; anzi: anche per quello.La riapertura del cine-teatro “Le Fontanelle 2”, battezzato con un nome così originale per provare a stare al passo con l’innovazione che traspira il progetto da ogni poroton, è stato l’evento culturale dell’anno, e ha dato il via alle attività del lungo cartellone di spettacoli che impegna la location fino al 2064.

Ma andiamo al pregio architettonico dell’opera, che ne fa il più grande teatro di Sicilia e non solo perché – come disse un altro castelbuonese qualche decennio or sono (Antonio Castelli) – la misurazione andrebbe effettuata, dal proscenio fino alla soprintendenza. Finalmente infatti un teatro con i 16.824 posti necessari a Castelbuono, due cioè a testa per ogni abitante residente o domiciliato. Tale capienza, oltre a risolvere brillantemente un annoso dibattito filosofico che durava dall’inizio del nuovo millennio, consente di poter applicare la formula promozionale del “porta gratis un amico”, e soprattutto si adegua ai nuovi precetti governativi dell’ “1 vale 2”. Quel nuovo principio etico che aggiorna il precedente “1 vale 1” (che voleva pari l’incolto e il colto, l’incompetente ed il competente): da oggi, invece… vale di più, il primo vale il doppio del secondo.

Due posti per ogni castelbuonese quindi: una conquista di enorme portata che naturalmente ha costretto il team di progettisti, composto rigorosamente da tecnici qualificati nel non essere tecnici, a piccoli compromessi nei rapporti con il resto del perimetro dell’area castellana, ergendosi di qualche metro – quarantasei per l’esattezza – rispetto alla quota degli altri edifici limitrofi. Lo stile architettonico, definito inizialmente “neoclassico” e corretto successivamente in “neomelodico”, per via del particolarissimo eco da gran canyon generato dall’imponenza della struttura, fa storcere il naso, il muso e tutto il resto a uno sparuto gruppo di nemici dell’arte del Teatro e sopratutto della contentezza.

A questi pochi facinorosi si sono aggiunti alcuni gruppi di satira che hanno deciso, legittimamente per carità, di svolgere comunque la propria maschera carnascialesca in altre sedi: chi nelle sale da ballo, chi nelle palestre dei liceo, chi nei bagni dell’asilo ecc. 

Finalmente, per farvela breve, Castelbuono ha il teatro che si merita.

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