“Frammenti di un discorso antimafioso” di Caldarella. Sabato 17 la presentazione in PUTIA Sicilian Creativity

Dopo il vernissage de Il peso dell’anima, mostra personale di Vera Carollo, PUTIA Sicilian Creativity propone un nuovo evento al pubblico castelbuonese e dei dintorni. Difatti, le opere dell’artista faranno da cornice alla presentazione del libro “Frammenti di un discorso antimafioso” di Gianpiero Caldarella, edito da Navarra Editore, alla presenza dell’autore e del giornalista Ignazio Maiorana, fondadore e direttore del quindicinale L’Obiettivo.

Dal ritrovamento di una vecchia copia dei Fragments d’un discours amoureux di Roland Barthes e da un primo nucleo di riflessioni postate sul blog “Scomunicazione”, nasce Frammenti di un discorso antimafioso, tentativo di ridefinizione della questione mafia-antimafia in chiave satirica, cifra stilistica cara al Caldarella.
Il paradosso è sempre dietro l’angolo, qualcosa precipita, sembra essere proprio l’antimafia, quella d’apparato, quella scortata e foraggiata dalle istituzioni. Mentre l’antimafia sociale continua a fare il suo lavoro, con coerenza ed umiltà, quasi sempre senza denari, squilli di tromba o titoloni sui giornali.
Con l’arma della satira Caldarella, già caporedattore de Il Male di Vauro e Vincino, rifonda un linguaggio antimafia che si allontana dai vecchi e consumati cliché, dove da una parte c’era lo Stato e dall’altro la mafia. Una prospettiva post-antimafiosa, scevra dalla retorica e dall’imbarazzo generato dal politicamente corretto.

Dalla prefazione di Gianfranco Marrone,

Non occorre pensare alla mafia e alla antimafia come tali, realtà a sé stanti, e poi ai linguaggi che ne parlano. Realtà e linguaggio, esistenza e significati sono una sola e medesima cosa. Sono cioè, in un solo termine, discorso, entità che racchiude, intrecciandoli di continuo, le cose e le parole, i comportamenti e i segni, le azioni e i testi. E così come Barthes sosteneva che a essere intrigante, e importante, non è l’amore ma il discorso amoroso, analogamente Gianpiero sostiene che non è l’antimafia a essere di rilievo socio-culturale (e politico, giudiziario…) ma il discorso antimafioso. In altre parole, la perifrasi barthesiana non è una banale suggestione letteraria ma un gesto teorico molto preciso, e pertinente. Da cui la serie di frammenti che compongono, in arbitrario ordine alfabetico, il discorso dell’antimafia, insieme ibrido, ma necessario, dove, avrebbe detto sempre Barthes, tutto finisce per essere smaniosa enfasi fine a se sessa, teatro senza spettatori, burattini allo sbaraglio. Da cui, infine, il tono e lo stile che contraddistinguono questo libro e il suo autore: quello della satira, l’unico possibile probabilmente, in circostanze come queste, imbarazzanti e ridicole al tempo stesso. Non sappiamo se la risata che da questi frammenti potrà nascere riuscirà, se non a seppellire, quanto meno a farci dimenticare un certo numero di tristi figuri. Lo speriamo ardentemente.

Dalla postfazione di Sergio Nazzaro,

Un testo alieno che si arma d’ironia e si inserisce nelle pieghe nascoste della letteratura su mafie e antimafie. Non ha voglia di essere un testo completo, esaustivo, ma che interroga affermando ciò che altri volutamente o per poca visione, osservano, tralasciano, neppure riescono a vedere. (…) Ogni discorso su mafie e antimafie dovrebbe finire con un verbo all’infinito che impedisce di chiuderne la discussione, e i frammenti diventano dubbi, piuttosto che certezze, verbi all’infinito piuttosto che participi passati. Come in un cammino ad ostacoli sono le pietre che si muovono sotto i piedi, rotonde e imprecise che non lasciano mai il piede appoggiato bene. Non ci possiamo fidare di questi frammenti, come non ci possiamo fidare del perché la letteratura sulle mafie cerchi un punto di arrivo piuttosto che un punto di inizio e lascia da parte, con deferenza, le antimafie. Leonardo Sciascia, nel frattempo, si documenta in rete.

Gianpiero Caldarella è giornalista e autore di satira, ha fondato e diretto il mensile Pizzino, premiato nel 2006 a Forte dei Marmi come migliore rivista satirica in Italia. Vicedirettore del settimanale di satira Emme, supplemento de l’Unità e poi caporedattore del settimanale Il Male di Vauro e Vincino. Autore di una rubrica di satira per Radio 24 dal 2007 al 2009, nel 2007 vince il premio “Montanelli Giovani” e nel 2011 il premio giornalistico “Livio Zanetti”. Per Navarra Editore ha pubblicato il volume Sdisonorata società e curato Le rughe sulla frontiera. Lampedusa: restiamo umani!

FRAMMENTI DI UN DISCORSO ANTIMAFIOSO di Gianpiero Caldarella

PUTIA Sicilian Creativity | 17 ottobre, ore 18,00

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