“Fu Italiana Automobili Torino.”

In Italia, se si pensa alla fabbrica per eccellenza, non può che venire in mente la FIAT. FIAT sta per Fabbrica Italiana Automobili Torino, e qualcuno ha già ironizzato sull’acronimo, proponendo il Fu Italiana Automobili Torino. E’ di questi giorni infatti la notizia che la FIAT non è più italiana: dopo 115 anni è arrivata la scelta storica dello spostamento della sede fiscale in Gran Bretagna, della sede legale in Olanda e del cambio della ragione sociale. Il nuovo nome sarà FCA, ossia Fiat Chrysler Automobiles: meglio pronunciarlo per esteso, perché l’acronimo può suonare in modo ambiguo. Così ha voluto il mercato, dicono, che è sempre più l’unico vero artefice di tutte le scelte e delle sorti di ogni cosa, e sembra quasi una giustificazione inappellabile, un dogma. Le scelte, però, le fanno ancora gli uomini, perché in fondo il progetto è stato voluto da Marchionne, con il beneplacito dei discendenti della famiglia Agnelli. Il grande manager ha avuto il via libera per questo restyiling (in linea coi tempi e con le usanze in materia di business e affari), senza che gli Elkann si preoccupassero della storia del gruppo, indissolubilmente legata all’Italia, anche per il ruolo sociale e culturale avuto dal loro nonno. Molti i contrari a questa scelta di abbandonare il bel Paese, dopo tutto quello che l’azienda stessa ha ricevuto, in primis fondi e risparmi da parte dello Stato. Per non parlare dell’importanza del legame con migliaia di famiglie per generazioni, che si sono affezionate all’azienda e hanno dato il loro contributo per far crescere il marchio. Chi si azzarda a proferire parola contro la nascita di FCA si vedrà rispondere che “è il mercato che lo impone”, e poi, se è Marchionne a volerlo, sicuramente andrà bene: ricordiamo sempre che “lui pochi anni fa ha preso la FIAT e l’ha resuscitata da morte sicura”. Dunque per questo ha il potere di fare tutto? Gli Elkann se ne vanno aldilà delle Alpi, verso l’Europa che conta, ringraziando Marchionne ma dimenticandosi di ringraziare l’Italia. Arrivederci, anzi addio, è stato molto bello.

OltreFiumara rinnova l’appuntamento alla settimana prossima.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

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