Gal Hassin 2014. L’asteroide 4627 ribattezzato “Pinomogavero” in omaggio al sindaco di Isnello

[ilcaleidoscopio.info]«Sul fronte della gestione non la vedo facile, non sono ottimista. Siamo nel guado, il muro è di gomma e le orecchie sono sorde e distanti». A parlare è il Sindaco di Isnello che, sabato 12 luglio, in occasione dell’assegnazione del Premio Gal Hassin 2014, ha esposto lo stato dell’arte del Parco Astronomico delle Madonie (Pam).

Difficile, per non dire raro, sentir parlare un politico con le idee chiare. Lasciatecelo dire, non ci siamo abituati. Solitamente alle manifestazioni pubbliche ascoltiamo bei proclami, ottimi propositi vuoti di contenuti, dove il concetto di fattibilità è praticamente sconosciuto.

Immaginate il nostro stupore, accompagnato da una grande ammirazione, nell’aver udito Pino Mogavero descrivere, con chiarezza, quello che sta accadendo nel suo piccolo Comune.

Ad Isnello sono in dirittura d’arrivo i lavori per la costruzione di un Parco Astronomico, (denominato “Parco Astronomico delle Madonie” Pam Ndr), le cui caratteristiche lo rendono unico in Europa e che ha destato l’interesse, l’attenzione ed il plauso di tutta la comunità scientifica mondiale. Ma c’è un problema. A distanza di pochi mesi dal completamento del Pam (la consegna è prevista per la prossima primavera) sulla sua gestione più che un tabù è il caso di dire che c’è un “buco nero”. Non si sa come e chi finanzierà la conduzione di quest’opera costata ai contribuenti ben 15 milioni di euro: 7 milioni e mezzo di fondi Cipe e 7 milioni e mezzo di immobili, strutture e servizi messi a disposizione dal Comune di Isnello. (L’opera è minuziosamente descritta in una relazione messa on line sul sito ufficiale del Comune di Isnello).

Mentre il Sindaco parlava noi ci chiedevamo: ma esisterà qualche altro angolo della nostra galassia in cui si costruiscono opere pubbliche senza sapere prima come gestirle? Pare che la ricerca scientifica nei prossimi decenni farà luce anche su questo aspetto, intanto, ad oggi, fra tutti i corpi celesti finora conosciuti, soltanto qui da noi, in questo recondito ed incantevole angolo del pianeta terra, il progettare opere per pensare in un secondo tempo a come gestirle è un modus operandi consolidato. Un primato, se vogliamo, non indifferente, tanto lo è da non far più notizia.

Per fortuna, a scacciare il pessimismo cosmico che ci aveva pervaso c’ha pensato il Sindaco Mogavero. Pragmatico, breve e conciso, con un linguaggio accessibile anche un bambino delle elementari, il primo cittadino ha spiegato qual è l’idea messa in campo dal Comune.

Quindi, nel salone del Centro Sociale di Isnello, per la prima volta nella nostra umile carriera di cronisti, abbiamo assistito ad un fenomeno esclusivo: un politico che, non soltanto sa quello che è meglio per la propria comunità e per il territorio, (per non dire per tutta la Sicilia, vista la portata dell’opera), ma mette in campo le soluzioni per poterlo fare. Se non è notizia questa …

Per gestire il Pam occorreranno un milione di euro all’anno, tutto incluso. L’opera, di proprietà del Comune di Isnello, a regime impiegherà solo 17 persone, di cui 9 astronomi ed 8 tra tecnici e manutentori.

Per Mogavero la cifra utile alla gestione annua, (cifra che viene fuori da uno studio analitico condotto sul settore e presentato con un business plane), potrà essere reperita in parte, (400 mila euro l’anno), dagli introiti derivanti dalle presenze paganti ed in parte, (600 mila euro l’anno), dagli interessi maturati da un fondo di investimento pubblico dell’ammontare di 15 milioni di euro. La proposta, in sintesi, è quella di creare una Fondazione, con capitale pari a 15 milioni di euro, derivante da fondi regionali, statali ed europei. Il Sindaco non ha fatto alcun cenno alla possibilità di contributi privati e di sostegno da parte degli operatori economici privati del territorio, ipotesi che forse non dovrebbe essere sottovalutata.

«Servono un milione di euro l’anno, tutto compreso. – Ha sottolineato il Sindaco nel suo intervento. – Aggiungendo – per avere un raffronto il Parco delle Madonie spende 4 milioni di euro l’anno per la sua gestione. Per gestire il Pam si prevede una spesa di un milione di euro l’anno; – ribadisce – noi abbiamo pensato di reperire questi fondi attraverso la creazione di una fondazione, ma, se ciò non dovesse convincere che si faccia un tavolo e si mettano in chiaro le altre possibili ipotesi. Questo è quello che chiediamo per gestire un’opera dal valore complessivo di 15 milioni di euro».

E qui giunge l’aspetto più interessante per il territorio madonita e per la Sicilia. Il Parco Astronomico delle Madonie può innescare un giro d’affari dalle enormi proporzioni. Francamente, non conoscendo i dati relativi ad esperienze analoghe, non avevamo idea della capacità d’attrazione del Pam. Non si tratta di un’opportunità di sviluppo soltanto per Isnello, ma per tutta la Sicilia. Perderla sarebbe l’ennesima sconfitta determinata dalla miopia della politica “nostrana”.

«Il Museo delle Scienze di Trento registra 90 mila presenze annue paganti», in sostanza ogni anno il prestigioso Muse incassa qualcosa come 630 mila euro! Ora, non è che vogliamo dire che improvvisamente, dall’oggi al domani, il Pam può raggiungere cifre analoghe, ma di certo, – come ci ha poi spiegato Mogavero – essendo l’unica struttura del meridione d’Italia a poter offrire un servizio di didattica di elevato livello, quelle cifre non sono poi così irraggiungibili. «Gli studenti, con una permanenza di tre giorni, potrebbero apprendere al Parco Astronomico delle Madonie quello che in aula si apprende in tre anni di lezione», ci dice.

E Mogavero è tutt’altro che un sognatore. Tutte le scuole del Meridione d’Italia che si spostano ad Isnello per osservare il cielo e partecipare a laboratori di astronomia, per non parlare di tutti gli scienziati, fisici, astronomi che, da ogni parte del pianeta, arriverebbero sul Monte Mufara (dove sorgerà il Pam) per scrutare l’universo da una prospettiva attualmente unica al mondo, sarebbe, per restare in tema, “una manna dal cielo”. Ma sia chiaro «per avviare l’ambizioso progetto è necessario essere certi delle necessarie coperture finanziarie. Non andremo ad inaugurare una struttura che all’indomani rischia di chiudere! – Tuona Mogavero al microfono del Centro Sociale. – Non si può confidare in un contributo da andare a pietire ogni anno, perché questo non darebbe le necessarie garanzie per poter assumere le figure giuste per la gestione. Senza un’adeguata copertura finanziaria non si può stipulare ed offrire nessun contratto di lavoro a giovani astronomi, non si può prospettare una certezza di occupazione ed un futuro di certezza. In questo progetto o ci si crede, oppure saranno chiacchiere di circostanza, inconcepibili per questa Amministrazione e per le figure qualificate che ogni anno abbiamo avuto ad Isnello al nostro fianco in questo periodo di lavoro per la costruzione del Pam. La politica, quella seria ed intelligente, deve garantire la certezza di gestione. Lo può fare e lo deve fare».

Caro Sindaco ma quanta politica seria ed intelligente possiamo vantare in Sicilia, a Roma e a Bruxelles? Saremo lieti di fare un elenco da qui a breve.

Intanto, mentre Mogavero concludeva il suo intervento, ringraziando gli astanti per aver preso parte all’assegnazione del rinomato premio e, commosso, anche la comunità scientifica per avergli intitolato un asteroide (l’asteroide 4627, dalle dimensioni di 11 chilometri, scoperto il 5 settembre del 1985 ed in orbita tra Giove e Marte, è stato battezzato, il 12 luglio, “Pino Mogavero” in omaggio al Sindaco di Isnello che ha reso possibile, con la sua tenacia, la realizzazione del Parco Astronomico delle Madonie), tra il pubblico sedevano importanti uditori, rappresentanti di quel mondo politico chiamato in causa e del mondo finanziario del territorio.

«Il Parco Astronomico delle Madonie non è soltanto una struttura per addetti ai lavori, ma l’interesse dei cittadini dimostra che può essere importante per la scienza e per il comune dove sorge. – Ha detto Davide Faraone, Deputato nazionale e componente della Commissione Lavoro, in chiusura della manifestazione. – Metteremo in campo tutte le iniziative a supporto di questa iniziativa. Confermo il mio impegno affinché questa grande esperienza possa vedere la luce, perché è una grande esperienza per la Sicilia».

«Parlare di eccellenze in Sicilia mi fa piacere. – Ha aggiunto Giuseppe Bruno Assessore Regionale alla famiglia, politiche sociali e del lavoro. – C’è la volontà di sostenere questa iniziativa, di dare continuità a questa esperienza. Il rischio, è infatti, che iniziative come questa non abbiamo continuità. Credo che l’impegno che deve assumere il Governo è di sostenere la comunità locale, perché questa è un’occasione di sviluppo. Ecco perché c’è la massima attenzione all’esperienza che sta nascendo».

Con le orecchie tese ad ascoltare i politici, non abbiamo potuto fare a meno di notare la presenza di Alessandro Ficile a capo della So.svi.ma e di Stefano Farinella Presidente della Banca di Credito Cooperativo “San Giuseppe” di Petralia Soprana. In particolare ci tornavano in mente le parole pronunciate da quest’ultimo solo alcune settimane addietro, quando, il 4 maggio nell’aula consiliare di Castellana Sicula veniva presentato il progetto della Zona Franca Madonia. «Negli anni scorsi l’Istituto di credito madonita aveva destinato 5 milioni di euro per finanziare piccole imprese e start up, ma soltanto un milione è stato erogato, perché mancano idee e progetti produttivi, mancano le persone che vogliono fare impresa!». Ed un progetto che attirerebbe centinaia di migliaia di persone nel territorio non è equiparabile ad una iniziativa imprenditoriale? Le forze economico/finanziarie e le agenzie di sviluppo del territorio non possono rimanere estranee ad una spinta di questa portata!

I rappresentanti di So.svi.ma e della Bcc “San Giuseppe” non sono intervenuti all’incontro di Isnello, speriamo comunque di poter raccogliere i loro pareri in altre circostanze.

Silenzioso ed attento, il pubblico ha assistito anche alla consegna del premio Gal Hassin 2014, riconoscimento attribuito a personalità del mondo scientifico che si sono distinte nel campo dell’astronomia e che hanno contribuito alla divulgazione della cultura astronomica. Quest’anno, sesta edizione, il Premio è stato assegnato a Paolo Spanò e Giovanni Bignami. Oltre alla consegna del ricamo realizzato in filo d’oro da esperte mani di Isnello, (un ricamo che raffigura una spirale, una galassia, un simbolo antichissimo, il ciclo della vita e delle stagioni), il Comune conferisce ai premiati anche la cittadinanza onoraria. Paolo Spanò, giovane astronomo di Petralia Sottana, che attualmente lavora a Victoria in Canada al Dominion Astrophisical Observatory, ha appreso del riconoscimento in video conferenza, «questi – ha detto il Sindaco – uno dei migliori esperti italiani della progettazione astronomica, ha dato il suo prezioso contributo per la costruzione del telescopio sul monte Mufara e per la realizzazione del Pam. È andato via perché qui in Italia c’è poco futuro nella ricerca scientifica astronomica. È un cervello in fuga». Presente in sala ed emozionatissimo ha ricevuto il premio dal vivo Giovanni Bignami, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ed oggi alla guida dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) definito da Mogavero «amico, scienziato e grande divulgatore dell’astronomia», il cui contributo per il Pam è stato più che prezioso.

La consegna dei premi è stata seguita da due interessanti conferenze tenute dai due scienziati.

Spanò ha descritto i progetti per la realizzazione di telescopi dalle gigantesche proporzioni che, già nel prossimo decennio, consentiranno di osservare più da vicino e con maggiore “nitidezza” i fenomeni dell’universo, quelli della nostra e quelli di altre galassie. Non è mancato il raffronto tra i più grandi telescopi esistenti al mondo, ubicati in una zona desertica del Cile e quello a grande campo che verrà realizzato nel Pam, certamente di più modeste dimensioni, ma la cui posizione, (tra i pochi del genere nell’emisfero boreale e l’unico posto a 1850 metri di altezza), consentirà di osservare una enorme porzione di cielo.

Bignami, dopo aver fatto un excursus sulle funzioni assolte e sui risultati raggiunti dall’Inaf nonostante la scarsità di fondi investiti dallo Stato Italiano, (pari soltanto all’uno per mille del Pil), ha annunciato d’aver «grandi piani per Isnello. Vorrei mettere qui delle radio stazioni di astronomia e sto cercando di montare una collaborazione con Mise, Miur e Inaf, per un progetto di astronomia industriale, con una collaborazione di molti stati, dove l’Italia sarebbe presente come socio fondatore…». Si tratterebbe, ha spiegato Bignami, di un gruppo di antenne installato sulle Madonie e collegato ad altre tremila antenne dislocate in tutto il pianeta, un collegamento che aumenterebbe notevolmente le potenzialità del Pam. Il progetto al quale sta lavorando l’Inaf sta destando l’attenzione del Ministero della Difesa interessato, più che alla ricerca degli asteroidi, ad altri oggetti volanti che potrebbero avvicinarsi al territorio italiano e che, grazie a questo “ponte radio” potrebbero essere intercettati in tempo utile da garantire la sicurezza nazionale.

La manifestazione di sabato scorso, organizzata nell’ambito di un cartellone di eventi predisposto dal Comune di Isnello dall’11 luglio al 3 agosto, è stata una preziosa opportunità per approfondire le conoscenze in ambito astronomico, ma soprattutto il modo per apprendere della grande opportunità, in termini di ricaduta economica ed occupazionale, che offrirà al territorio il Parco Astronomico delle Madonie.

La consapevolezza che lo sviluppo di questo lembo di terra è riposta nelle mani della politica, né ci entusiasma, né tanto meno ci fa stare tranquilli. Non esiste tra l’altro un metodo ed un iter per chiedere finanziamenti ma, apprendiamo dal Sindaco Mogavero, con l’impegno di Davide Faraone si spera di avviare al più presto un tavolo tecnico «si sta cercando di avviare una serie di contatti per addivenire ad un tavolo tecnico … ma ci devono dire cosa fare. La responsabilità non si può fermare al Comune di Isnello. Abbiamo creato le condizioni per poter far decollare questa importante opera. Adesso entro l’anno dev’essere definita la gestione».

Speriamo di poter raccontare ai nostri lettori la settima edizione del Gal Hassin con il Sindaco Mogavero che taglia il nastro del Pam, concretizzando un’opera mai realizzata prima in Sicilia, e segnando lo “stop” allo spopolamento delle nostre piccole comunità. E se le cose non dovessero andare per il verso giusto… beh, attenzione, adesso “Pino Mogavero” è anche un asteroide…

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