Gangi, confiscato per mafia l’impero di Paolo Farinella

[lavoceweb.com] Confiscato l’impero immobiliare di Paolo Farinella, un imprenditore di Gangi residente a Caltanissetta: i sigilli hanno bloccato beni per oltre 50 milioni di euro, già sequestrati nel gennaio dell’anno scorso. Lo ha deciso la sezione misure di prevenzione del tribunale di Caltanissetta. A Farinella è stata imposta anche la misura personale della sorveglianza speciale.

Il provvedimento antimafia, che accoglie integralmente le richieste della pubblica accusa, trae origine da complesse e articolate attività investigative delegate nel 2009 dalla Procura della Repubblica alla Dia, nell’ambito dell’operazione denominata “Flour”. Le indagini hanno avuto origine da alcune segnalazioni di operazioni bancarie sospette compiute presso un istituto bancario della provincia di Caltanissetta, che hanno riguardato movimenti bancari eseguiti da Paolo Farinella e dalla figlia Rosalba.

Entrambi risultavano essere titolari o comunque cointeressati in diverse imprese di costruzioni di opere pubbliche aggiudicatarie di numerosi e cospicui appalti in tutto il territorio nazionale, titolari di aziende agricole e proprietari di numerosi fabbricati e vastissimi appezzamenti di terreno (circa 350 ettari) situati nelle province di Caltanissetta e Palermo.

Le risultanze investigative hanno consentito di mettere a fuoco la caratura criminale di Farinella, ritenuto in contatto e interlocutore privilegiato di personaggi di spicco di cosa nostra nei territori di Caltanissetta, Palermo e Trapani.
In particolare, dopo la morte del cugino Cataldo, costruttore pienamente inserito in cosa nostra palermitana, implicato con Angelo Siino nella mafia degli appalti, Paolo Farinella, anch’egli implicato in quelle vicende di mafia, è subentrato, di fatto, nella gestione delle imprese che furono del cugino scomparso. Avrebbe mantenuto, sostanzialmente, rapporti con personaggi di spicco della organizzazione mafiosa nissena, palermitana e trapanese.

Con riguardo agli accertamenti criminologici si è dato particolare risalto alle vicende che hanno caratterizzato il latifondo di contrada Mimiani di Caltanissetta di vastissime dimensioni – circa 300 ettari – con annessa azienda agricola e fabbricati rurali, risultato, in passato, anche utilizzato quale riserva di caccia ad uso dei più noti esponenti di cosa nostra siciliana, anche nel corso delle loro latitanze (tra gli altri, Bernardo Provenzano e Giovanni Brusca.

Il terreno, già sequestrato nel 1992 dall’autorità giudiziaria palermitana, risultava intestato per due terzi al defunto Carlo Farinella e solo per un terzo al cugino Paolo. Ma i più recenti riscontri investigativi hanno consentito, sostanzialmente, di accertare, senza soluzione di continuità, la esclusiva gestione dell’intera proprietà terriera da parte di Paolo Farinella. Le indagini hanno evidenziato il suo ruolo di vero ed indiscusso dominus anche per il tramite di prestanome.

Il terreno, produttivo di cospicue rendite fondiarie risulta anche beneficiato da ingentissimi contributi pubblici erogati dall’Agea.
Proprio in tal senso, i minuziosi riscontri di natura bancaria, eseguiti in un contesto preventivo, hanno consentito di accertare che le rendite finanziarie, sostanzialmente derivanti da un bene acquisito con capitali di provenienza illecita, sono state utilizzate per finanziare le imprese di costruzione riconducibili a Farinella, acquistare beni immobili intestati ai componenti del suo nucleo familiare e, soprattutto, sovvenzionare la vedova di Cataldo Farinella, in virtù di un informale “obbligo d’onore”.

I BENI CONFISCATI

• L’intero compendio aziendale di cinque società edili per appalti pubblici con sedi a Gangi, Palermo, Livorno e Roma;
• Due ditte agricole con sede a Caltanissetta e Gangi;
• Quote sociali di tre società, due delle quali aventi ad oggetto lavori edili in esecuzione di appalti pubblici con sede a Palermo e Catania, e di una società per coltivazioni agricole con sede a San Cataldo (Caltanissetta);
• L’intera proprietà di 25 fabbricati siti nelle province di Caltanissetta e Palermo;
• Terreni per un’estensione complessiva di circa 350 ettari situati nelle province di Caltanissetta e Palermo

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