Genchi interviene alla conferenza organizzata dal Comune. Parla di Yara e di Falcone

[ILCALEIDOSCOPIO.INFO – Giuseppe Spallino] C’era grande attesa a Castelbuono per ascoltare Gioacchino Genchi, avvocato e per tanti anni consulente della magistratura, tra i relatori della conferenza dal titolo: “Information overload- incubo moderno”, organizzato dal Comune e svolto il 19 giugno nella Sala delle Capriate della Badia.

Nella prima parte, molto tecnica, sono intervenuti: il clinico epidemiologo Salvatore Corrao, il matematico biostatistico Francesco Di Pisa e il criminologo Cosimo Loré. Ma è bastato l’intervento di Genchi, seppur brevissimo perché si era fatto ormai tardi, a risvegliare i presenti.

L’ex consulente di procure e tribunali ha sottolineato che l’informatica associata alla tecnologia potenzia le risorse umane, prima attraverso la raccolta dei dati, poi con l’analisi dei dati.

Ed ha citato l’attuale esempio delle indagini sul caso dell’omicidio della piccola Yara, in quanto il presunto assassino è stato incastrato con la raccolta dei dati genetici che poi sono stati vagliati.

Qui Genchi ha toccato un nervo scoperto: «Nessuno ha gridato allo scandalo per la privacy violata perché non c’erano politici di mezzo». Infine ha anche raccontato un suo particolare incontro con il giudice Giovanni Falcone: «Gli feci vedere il Videotel, il primo strumento di connessione telematica grazie al quale si poteva accedere alle banche dati. E s’illuminò. Capì subito che un simile sistema, antesignano di internet, avrebbe rivoluzionato le indagini. Per un po’ lavorammo insieme. Era una persona estremamente prudente. Non di molte parole. Ma quando le pronunciava verso qualcuno, pesavano come macigni».

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