“Gerontocrazia, cognomi ridicoli e telefonate in aereo.”

L’Italia quest’anno raggiunge il triste primato di paese più gerontocratico d’Europa. Difatti l’età media della classe dirigente del bel paese è 59 anni. Ad alzarla sono i dirigenti bancari (67 anni), i vescovi in carica (67 anni) e i rappresentanti del governo (64 anni), seguiti a ruota dai docenti universitari (63 anni). L’età media più giovane spetta invece ai dirigenti delle aziende quotate in borsa (53 anni). Se nel governo Monti il ministro più giovane ha 57 anni e il premier ne ha addirittura 69, in Inghilterra si diventa primo ministro in media a 46 anni (stando a le ultime quattro elezioni). Il dato è preoccupante perché a toglierci fuori dalla crisi dovranno essere persone che, quando la stessa sarà finita, saranno abbondantemente in età pensionabile e che non hanno sufficiente dimestichezza con i progressi tecnologici e le innovazioni che devono dare una spinta decisiva per uscire fuori dal periodo di recessione, per non parlare delle carenti possibilità date ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro e che hanno nulle possibilità di aspirare a ruoli di potere, quantomeno per i prossimi 4 decenni.

Seimila italiani negli ultimi due anni hanno cambiato cognome. La procedura è stata resa più semplice e quindi chi ha un cognome ridicolo potrà ottenere la modifica in un mese circa. La casistica è varia e divertente: hanno richiesto il cambio nome i signori Mastronzo, Tontodimamma, Strozzacapra, Chiappa, Sederino, Contacessi, Porco e Rutto. Molto spesso si richiede di ottenere il cognome materno o l’italianizzazione di un cognome straniero. Altre volte si riducono di numero, ad esempio una signora da cinque cognomi adesso è passata a due. Per cambiare nome comunque deve esserci un valido motivo, che secondo un decreto presidenziale del 2000 si riduce alle seguenti tre categorie: cognome ridicolo, vergognoso e svelante l’origine naturale (come nei casi di nomi assegnati dagli orfanotrofi).

Cade il tabù della’impossibilità di utilizzare il telefono cellulare sull’aereo. La compagnia aerea Virgin ha inaugurato il nuovo servizio in un volo aereo da New York a Londra dove è stato possibile effettuare chiamate, inviare sms e navigare su internet. In più, per accaparrarsi la clientela dei manager e business-men, non si applicheranno costi maggiorativi per il servizio e quindi il costo sarà quello previsto normalmente dalla compagnia. L’unico vincolo che rimane è il massimo di sei passeggeri che contemporaneamente possono telefonare, perché il satellite speciale adibito per le comunicazioni che avvengono a più di dieci mila metri di altezza ha ancora una capacità bassa. Per il futuro si prevede quindi un passaggio graduale verso l’utilizzo del cellulare in tutti i voli, chissà cosa comporterà e come cambieranno le relazioni tra i passeggeri che si troveranno, probabilmente, infastiditi dal vicino di poltrona che parla al telefono dei fatti suoi.

Termina così l’odierno numero di Oltrefiumara, risintonizzatevi il prossimo Giovedì.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?

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