“Giallo sulla morte di tre operatrici ecologiche”

Sono tanti i siti internet che in questi giorni tornano ad interessarsi dei nostri asini. Stavolta – purtroppo – lo fanno per il loro decesso dai contorni ancora misteriosi. Segnalo, su tutti, l’articolo che segue, di cui ho ripreso fedelmente anche il titolo, per l’originalità, il colore e a tratti l’idillio (!) nell’impostazione.[AGENZIARADICALE.COM – di TURI VASILE] Giorni fa a Castelbuono, paese delle Madonie, Sicilia, sono stati trovati i cadaveri di tre operatrici ecologiche. Si chiamavano Cosima, Concetta e Teresa. Per fare luce sulle cause della loro morte improvvisa è stato incaricato l?Istituto Zooprofilattico di Palermo, il quale è giunto alla conclusione che le tre operatrici sono morte di indigestione ? non si sa se spontanea o procurata ? da fave e granaglie. Perché Cosima, Concetta e Teresa facevano parte di una squadra di sei asinelle incaricate del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti.Le operatrici, pazienti e metodiche, facevano il giro dei punti destinati alla prima raccolta in paese; un operatore ecologico, un tempo detto spazzino, riempiva di rifiuti i contenitori di canne intrecciate detti cufini, che pendevano ai fianchi delle asinelle; e queste puntualmente li portavano fuori della zona medievale della cittadina, dove l?operatore ecologico, un tempo spazzino, provvedeva a gettarli nell?autocompattatore.La scena descritta che sembra riferirsi al passato è invece una previsione del futuro. Con l?impiego delle asinelle, il sindaco Cicero ha risolto molti problemi che affliggono le città moderne: ha evitato il transito per le strade del centro dei mastodontici camion di raccolta, diminuendo l?inquinamento dell?aria e ha abbassato i costi di gestione e di manutenzione poiché il foglio paga di Cosima, Concetta e Teresa prevedeva solo biada, fieno e acqua fresca, nelle giuste dosi e misure perché, come si è visto, ogni eccesso può essere mortale. Persino il cibo, per di più, viene riciclato, perché lo sterco depositato sulle strade dalle deliziose creature, raccolto, è usato come concime.Il costo di ogni asinella è di 1.200 euro alla Fiera di Ragusa, niente al confronto dell?acquisto di un mezzo meccanico per circa 30.000 euro. Non è vero che chi più spende meglio spende: la cittadina di Castelbuono è linda e la sua aria di montagna è pura.La morte di Cosima, Concetta e Teresa, che tuttavia il sindaco ha promesso di rimpiazzare al più presto, ha profondamente commosso la cittadinanza.Nonostante la perizia dell?Istituto Zooprofilattico molti pensano che le tre beniamine siano state avvelenate.Da chi? Forse dalla tecnologica che si vendica della ecologia fatta in casa.A me piace immaginare che per premio le tre asinelle, come la classe operaia, siano andate in Paradiso a scorrazzare libere dei rifiuti nei Pascoli del Cielo.

3 Commenti

  1. Posso capire la bellezza degli asinelli nel paese, ma commuoversi addirittura per la loro morte….oddio, mi pare che si stia un pò esagerando..ma poi, chiamare un asino Cosima è davvero drammatico…perchè non Ermenegilda, o Santa…

  2. Non sempre dire ciò che si pensa è sintomo di buon senso e lungimiranza…ogni tanto dovremmo cercare di fare un pò di silenzio…(Da non leggere = censura).
    Bisognerebbe riflettere almeno un pò sulla diversità di opinione, cambiare idea è sintomo di amore verso la conoscenza e di curiosità nei confronti della vita…

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