Gianni Cusumano vince il primo premio al Wet Plate Competition 2019

Segnaliamo con molto piacere che Gianni Cusumano, castelbuonese di adozione, si è aggiudicato il primo premio nella categoria “Portrait Studio” al Wet Plate Competition 2019. L’opera premiata si intitola “Gestation” ed è realizzata con una tecnica molto particolare, il Collodio Umido, una tecnica fotografica molto antica che utilizza il collodio come legante per emulsioni fotosensibili.

Lo scorso anno, a Spazioscena, l’artista ha effettuato una interessante dimostrazione della tecnica all’interno della rassegna “Un artista racconta un artista“, realizzando una stampa dal vivo, secondo tutti processi artigianali dell’Ambrotipia.

Inoltre dal 27 al 31 maggio si terrà a Castelbuono un workshop molto interessante, “Dry plate Collodion and Salt Printing Process“, con Mark Ostermann e Francy Scully Ostermann, due grandi della tecnica, che offriranno la possibilità di vivere un approccio alternativo e sperimentale alla fotografia. Il workshop è organizzato in collaborazione con l’Eastmann Museum di New York.

Qui di seguito riportiamo il suo commento all’opera – e l’opera stessa – che si è aggiudicata il primo posto nella competizione internazionale:

Ho sempre vissuto nelle grandi città, adesso vivo immerso nella natura in un piccolo villaggio medievale nel mezzo del più grande parco della Sicilia. Il mio approccio con la fotografia, attraverso la tecnica del collodio umido, rispecchia la lentezza del posto in cui vivo. Mi sono riappropriato del tempo e della manualità che tecnica impone. È un po’ come cucinare, compri le materie prime e le mescoli per ottenere le tue ricette adattandole al tuo gusto.

In passato la gente viveva con poche immagini che portavano dietro con sé per testimoniare  la loro esistenza adesso viviamo con milioni di fotografie dentro i nostri hard disk. Mi piace l’idea di eseguire poche lastre per testimoniare un’ esistenza. È una lunga posa contro immagini istantanee. Tutto ciò contrasta all’era contemporanea, utilizzando questo processo in un certo modo si rifiuta la velocità che ci impone il nostro tempo.

Adoro perdermi nei silenzi della natura e fotografare le sue forme. Adoro gli alberi, questi grandi saggi che mentre le generazioni umane passano loro stanno sempre lì a testimoniare il passato e l’origine delle cose. 

Mi piace molto anche la ritrattistica, frutto di una tensione tra me ed il soggetto che ho davanti che si risolve in questa lastra unica ed irripetibile.

 Questa lastra (10×12 inch) fa parte di una serie composta da 4 scatti al collodio su lastra di vetro dal titolo Gestazione. Il risultato è frutto di una doppia esposizione che è costituita dalla silhouette di mia moglie incinta, ottenuta attraverso una retrolliminazione del soggetto con luce continua; e da una seconda immagine rappresentata dal grano che ho disposto su un fondo nero. 

L’idea è frutto di un ispirazione avuta durante il periodo di gravidanza di mia moglie ed è stata creata due giorni prima del giorno del parto in cui mia moglie diede alla luce mia figlia Giorgia.Vedere la trasformazione che subisce una donna durante il suo periodo di gravidanza è stata un esperienza incredibile. Giorno dopo giorno il suo corpo si è trasformato divenendo sempre più bello e forte in modo da protegger la vita che portava in grembo. 

Essere premiato da una giuria internazionale di fotografia è per me un grande stimolo per continuare ad andare avanti in questa direzione e sperimentare con questa meravigliosa intramontabile tecnica fotografica.

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