Gianni Morandi, pensaci tu!

Si fa un gran parlare della strage dei migranti morti domenica scorsa nel Mediterraneo, nella vana speranza di raggiungere un continente accogliente e fortunato. Si parla delle loro storie, dei bambini che sono morti, ma anche di cosa si può fare per fermare i barconi, gli scafisti che li organizzano, e di trovare accordi con i governi africani.

Sotto il sottile velo di compassione che a stento racchiude le prime reazioni del cosiddetto “italiano medio”, si nasconde un substrato di odio, razzismo, egoismo e ignoranza. Viene fuori, quando meno te lo aspetti, lontano dai confini del perbenismo, fuori da ogni possibile giudizio collettivo. Il pensiero comune è il medesimo: sono poveri figli di un dio minore, nati per loro sfortuna in una terra sfigata, tempestata da guerre, carestie, povertà, miseria. Vogliono venire qui a toglierci un lavoro che non c’è nemmeno per noi, a godere di privilegi da nababbi, a dormire in resort di lusso, a prendere centinaia di euro, a imporci la loro religione, esportarci le loro malattie e, dulcis in fundo, a stuprare le nostre moglie le nostre figlie. Il tutto in un contesto ingestibile dove ormai sono più gli stranieri che gli italiani. Pensiero comune, pregiudizio, ma non verità. Basta spegnere il talk show dove Salvini spara cazzate, o ammutolire la Santanché con un telecomando e informarsi davvero. Basta non fidarsi più dei telegiornali Rai e Mediaset.

Una vittima illustre di cotanto spettacolo di idiozia è Gianni Morandi, storico cantante nazional popolare, sempre sulla cresta dell’onda da “fatti mandare dalla mamma” (correva l’anno 1962) al milioneduecentosettantacinquemila di fan su Facebook. A Morandi sono arrivati migliaia di commenti negativi e offensivi per aver scritto sul famoso social network che i migranti che muoiono oggi somigliano molto a noi italiani negli anni delle emigrazioni di massa, quando ci si spostava letteralmente per fame. Ha detto precisamente “A proposito di migranti ed emigranti, non dobbiamo mai dimenticare che migliaia e migliaia di italiani, nel secolo scorso, sono partiti dalla loro Patria verso l’America, la Germania, l’Australia, il Canada… con la speranza di trovare lavoro, un futuro migliore per i propri figli, visto che nel loro Paese non riuscivano ad ottenerlo, con le umiliazioni, le angherie, i soprusi e le violenze, che hanno dovuto sopportare! Non è passato poi così tanto tempo…”.

Ha ragione. E’ passato poco tempo. Hanno subito tante umiliazioni e le subiscono tutt’ora. Ma dopo questo post, molti fan di Morandi si sono sentiti offesi per aver paragonato la nostra storia con quella dei migranti africani. Rivendicando l’educazione, la pulizia, il rispetto degli italiani all’estero. Qualcuno addirittura dice che noi siamo sempre stati onesti. Per poi iniziare con i luoghi comuni sugli immigrati e la loro maleducazione, spocchiosità, criminalità, sporcizia, arroganza. Morandi ha provato a rispondere a qualcuno, (impossibile farlo con 14 mila persone) dicendo che forse era male informato, che forse non ricorda bene, che forse dovrebbe consultare i numeri, che forse non ricorda che in quella barca c’erano anche dei bambini.

Gran bel proposito Gianni Morandi, ma vano. Non serve a molto rispondere a della gente che forse ignora che le comunità italiane all’estero hanno esportato la criminalità organizzata, la mafia e che venivano additati come sporchi e malati, puzzosi e arroganti, prepotenti e ignoranti. Ignorano diversi passaggi perché semplicemente non sanno, non leggono, non capiscono, ricordano. Guardano la tv. E forse è proprio per questo che sono tuoi follower, ti adorano perché c’eri tu dietro lo schermo quando i loro genitori scoprivano il mondo e c’eri ancora tu quando loro erano piccoli e poi crescevano e anche loro mettevano su famiglia. Allora, pensandoci, in realtà serve molto che tu scrivi e parli di questo. Per tale ragione Gianni Morandi io ti stimo, perché tu hai un potere enorme e perché riesci, ancora, a provare dolore per delle persone che muoiono e a provare pietà per degli ignoranti che giudicano. Continua a farlo tu che parli a milioneduecentosettantacinquemila italiani tutti insieme.

Con questo è tutto alla prossima settimana.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”