Giudizi gratuiti e innata cattiveria in mente contorta.

Mi riferisco alle 2 “Cartoline castelbuonesi” apparse su un miserabile quindicinale locale e mi ricordano tanto una vecchia credenza : una volta le bestie parlavano, oggi scrivono. Mi riferisco a l’Obiettvo ed è al suo direttore cui indirizzo la presente, per chiedergli di porgere le scuse a quanti ( con la presunzione di sempre ) si arroga il diritto di indirizzare apprezzamenti e giudizi. Dall’alta considerazione che Lei ha dei circoli locali, traggo la quasi certezza che nessun di essi l’abbia mai degnata di una tessera di appartenenza.

Allo stesso momento traggo anche la certezza (stavolta matematica) che quella che Lei chiama la vetrina ” a Chiazza Nnintra ”  non la esponga fra i ” facilmente catalogabili-rilassati improduttivi-non creativi-passivi….che celebrano l’ozio più puro ecc.ecc.” perchè quella vetrina non espone nullità totali. Ma diciamolo : quanto vorrebbe essere esposto in quella vetrina a Lei così lontana! Lei ha inteso fare suoi, vocaboli dei quali ignora il significato, Le ricordo che quella gente amorfa di cui Lei parla a Castelbuono non esiste, ma esiste gente che si è rotta la schiena lavorando e oggi, giustamente, si gode il meritato riposo ” magari ridendo ” delle stronzate che Lei gratuitamente scrive essendo un vincitore di concorso per questa disciplina. A volte mi chiedo il perchè del Suo ” contro tutto e tutti”  e dire che basta poco o niente per addolcirLa, una “pizza Margherita” è sufficiente ! (ma dove trovare chi è disposto a pagarla.) Chissà quale goduria l’assale quando pensa che i Suoi articoli non fanno altro che seminare astio, odio, zizzania, in una comunità, la nostra, che ha tanto bisogno di pace. Voglio spendere anche qualche parola per i ragazzi di “supra u ponti” che non è gente che giace invecchiando (uso le Sue parole) ma gioventù che guarda al domani fidando in chi dà loro una mano e non un calcio come fa Lei. Il Suo modo di scrivere fa pensare tanto a un incrocio verbale tra un serpente a sonagli e uno sciacallo, lo lasci perdere! Mi creda.
Cesare Fiasconaro.