Giuseppe Fiasconaro scrive al Sindaco: “Ci sono ombre sulla mia moralità?”

Il 7 giugno scorso nella tua pagina Facebook condividendo un articolo pubblicato su Askanews.it dal titolo “La visiera si usa già in una scuola in Giappone: così si respira” commentavi: “Senza commenti, solo invito a riflettere, noi abbiamo fatto le stesse considerazioni, se ne facciano una ragione i nemici da cuntintizza.”.

Poiché il circolo del PD (del quale sono stato coordinatore) aveva criticato quella scelta e per riaffermare il proprio punto di vista, quale coordinatore del circolo mi sono sentito chiamato in causa ed ho commentato quel post. Non potendolo fare con il profilo Facebook del circolo l’ho fatto con quello personale, specificando di intervenire in quella qualità.

In particolare, affermai in quella sede:  “Abbi, perciò, rispetto per coloro i quali non la pensano come te e che ritengono che questi soldi si sarebbero potuti utilizzare diversamente, senza doverli etichettare con epiteti, che non fa onore al massimo rappresentante istituzionale di tutti i cittadini.”. Con successivo post hai replicato “Non avevo pensato che anche il Coordinatore (il numero 1) si fosse allineato ai nemici da cuntintizza, come lo conosco io non pensavo. Ne prendo atto. Sappi che lo scrivente ha massimo rispetto delle istituzioni che ho rappresentato, gli ricordo che per farle rispettare non mi sono mai girato da un altro lato, ho o abbassato gli occhi.”. 

Innanzitutto, mi permetto di osservare che è normale che il coordinatore di un partito condivida e “difenda” la posizione espressa dal partito che rappresenta. Perciò, mi meraviglio della meraviglia. Ma vieppiù, piuttosto che replicare nel merito di un giudizio critico, cioè la convinzione che etichettare con epiteti (i nimici da cuntintizza) chi manifesta  un dissenso non sia rispettoso del ruolo che si riveste, tu sposti l’attenzione su un altro campo. Sul quale tornerò più tardi. 

E per usare le tue stesse parole confermo: sì “è una caduta di stile”. Questa è la posizione del PD (e la mia personale). Perchè costruire una categoria di persone (i nimici da cuntintizza, cioè coloro che non sono mai contenti, che si lamentano sempre, a prescindere) ed additandola al pubblico  ludibrio, non  è  rispettoso  del  ruolo  di  chi  ha  il 

dovere di ascoltare anche chi dissente, fermo restando la responsabilità delle scelte, senza soffocarlo come se fossimo in un paese in cui vige il “pensiero unico” o in cui portiamo tutti “il cervello all’ammasso”. Semplicemente questo. Che forse non è poco.

Nella predetta replica hai espresso un’insinuazione, cioè che io in qualche occasione  mi sia voltato dall’altra parte ed abbia abbassato lo sguardo, che non c’entrava nulla sul rispetto dell’opinione altrui. Ma l’hai voluto comunque inserire nel post scritto, che si presuppone sia meditato e non di getto, come può essere un discorso orale. Non solo. L’hai ripetuta nel corso del “comizio” che hai svolto il 13 giugno, in cui hai rincarato la dose accostandola alla questione morale ed etica. Gettando un’ombra sulle mie moralità ed etica su cui dovrai far luce, perché l’opinione pubblica a cui ti sei rivolto, ma anche i simpatizzanti e gli iscritti al Partito democratico, non possano avere dubbi sulla moralità o sulla libertà da condizionamenti della persona che li ha rappresentati. Perciò, ti chiedo di chiarire a cosa ti riferisci, perchè al contrario, sull’opinione pubblica resterà il dubbio ed io apparirò non libero e condizionato nei comportamenti. 

Ne va anche della dignità personale.

Castelbuono, 23 giugno 2020

Giuseppe Fiasconaro (già coordinatore del Circolo PD)

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