Giusi Cusimano, la stilista che s’ispira alla cappella di Sant’Anna decorata dai fratelli Serpotta

[corrieredelmezzogiorno.corriere.it di Venera Coco] Che sia una forma di devozione o un incanto nell’ammirare quell’arte a rilievo così precisa e minuziosa, ogni castelbuonese che si rispetti sa di avere un rapporto speciale con la cappella di Sant’Anna decorata dai fratelli Serpotta e custodita all’interno del Castello dei Ventimiglia. Quella dovizia di particolari che decorano ogni puttino, ogni greca rococò, ogni ricciolo barocco possiedono una fascinazione intrinseca in grado di esercitare uno stato quasi ipnotico in chiunque li guardi. Una sindrome di Stendhal che forse ha colpito anche la stilista Giusi Cusimano che, oltre ad avere un legame speciale con questo luogo di culto, ha voluto dedicargli un’intera collezione di abiti sartoriali, realizzati con tessuti pregiati e raffinati, che mescolano rimandi scultorei e architettonici a praticità e leggerezza.

Il lavoro

Così come gli stucchi eseguiti secondo la tecnica dell’allustratura da Giacomo Serpotta, si dilatano sulle pareti degli edifici come ramificazioni sinuose e sensuali, ecco che le passamanerie e i ricami che adornano gli abiti della Cusimano evidenziano quel contrasto naturale tra le linee rigorose dei tessuti e l’ampollosità delle curve e dei ghirigori tipici dell’architettura barocca. «Mi sono divertita a riprendere – afferma l’artista castelbuonese – alcuni elementi presenti negli abiti delle sculture e a farli convivere con una composizione contemporanea, ma soprattutto a rendere omaggio alla tecnica dello stucco che – per la natura stessa del materiale, visto che asciuga presto – obbliga ad una certa “improvvisazione”. Per cui, ispirata dall’approfondimento fatto sul lavoro di questi grandi maestri, ho voluto in molti casi contenere la razionalità e giocare d’istinto con le linee barocche, i toni chiari e le sovrapposizioni materiche».

La collezione
Le “Allegorie” della creativa giocano, infatti, con figurazioni pittoriche o plastiche di un concetto astratto: la mansuetudine, l’intelletto, la modestia, la carità, la pazienza, la prudenza e così via, diventando la trasposizione modaiola di ognuna di queste tredici “qualità”. I long dress, i tailleur e gli abiti stile impero – ciascuno unico e totalmente handmade – indagano i segreti dell’arte manifatturiera ma anche quelli della tradizione ornamentale siciliana. I ricami floreali s’intrecciano, tramite stratificazioni e sovrapposizioni, a sete, mikado, organze, mentre, pizzi chantilly e macramè decorano creazioni see-through che non disdegnano tessuti tecnici come lurex e velours. Ogni capo perpetua quell’infinito intervallo spazio-temporale che si cela dietro luoghi secolari, come quelli creati dal Serpotta, riuscendo ad essere – fortunatamente – dopo secoli ancora fonte d’ispirazione per giovani artisti, come la Cusimano.

La stilista
Castelbuonese di nascita, Giusi Cusimano si dedica prima alle arti grafiche e visive, scegliendo di diplomarsi in Decorazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Palermo, per poi sviluppare una forte passione per la moda che la porta a iscriversi all’Istituto Callegari di Catania. Sin da subito inizia il suo percorso professionale, svolgendo uno stage come modellista e responsabile cad presso diverse aziende d’abbigliamento di spicco in Sicilia. Collabora con il prof. Raffaele Piraino all’interno del più grande archivio di vestiti d’epoca dell’Isola, inoltre, partecipa con addetti ai lavori alla realizzazione di collezioni di abiti da sposa. Nel 2015, Giusi Cusimano decide di fondare la sua personal label e di lanciare la sua prima collezione chiamata “Allegorie”.

Le creazioni di Giusi Cusimano Slide Show