Gli Sconceria Web come in un Flashback

Due giorni fa a Castelbuono è stata una serata unica e indimenticabile.

Molti hanno detto un “tuffo nel passato”. In effetti ci si è completamente lanciati da un altissimo scoglio, per piombare verso ciò che Castelbuono era dieci anni fa: il DiVino Festival ha avuto il merito di riunire per un’unica serata gli Sconceria Web. Difficile descrivere l’atmosfera che si respirava, difficile pensare che potesse essere così come si è poi verificato.

Arrivati al chiostro di San Francesco guardandosi in giro c’erano tante facce vecchie e nuove, consce che quel concerto avrebbe dato emozioni, avrebbe aperto ricordi e rievocato sensazioni.

Un intro semiserio gridato a mò di “è arrivato l’arrotino” (“è tornata Sconceria”) e si va’ in scena, e sì, sono proprio loro – non manca nessuno – vestiti con shorts, cravattini e papillon. Lo si avverte in ognuno di loro: sono emozionati e, a ben guardare, il pubblico davanti a loro vive le stesse sensazioni.

Dopo qualche attacco appositamente sbagliato, inizia lo spettacolo e bastano “16 secondi” – come il titolo di uno dei loro pezzi – per riportarti indietro di dieci anni, quando li avevi visti l’ultima volta ad una festa del liceo. Succede proprio come nei film: si corre a ritroso in un lunghissimo flashback. Hai di nuovo 18 anni, senti quasi la sensazione dell’apparecchio ai denti, quelli intorno indossano enormi camicie di flanella e occhiali ovali. Sei sotto la “pinnata” della Matrice Vecchia a un loro concerto, c?è Ciccio Di Garbo e il suo indimenticabile gonnellino scozzese che ?trippa? davanti all?affresco della chiesa. Vedi quella ragazza, che stasera è lì davanti a fare le foto, che era in prima fila anche allora, con dieci chili in più. Vedi gente con dieci chili in meno. Vedi quel tipo che ormai è senza capelli con tanti boccoli. È tutto come in un film.

Poi ti giri e vedi  anche quelli che dieci anni fa ne avevano solo dieci di anni, e che a sentire oggi “20 anni in 126” per la prima volta avranno pensato che a Castelbuono un decennio prima si era verificato qualcosa di unico, e si saranno emozionati anche loro. Io mi sono emozionata a sentire ?Cloroformio? (ancora adesso la canticchio ininterrottamente) e mi sono emozionata a sentire il pubblico che la cantava con la voce dei suoi ricordi.

Come ha scritto un amico “Ancora nessuno ha spiegato come in un centro Madonita, figlio di rockettari, anime figli del punk anni 80, decisero, senza un motivo sensato, di mischiare tutto. La musica dico. Il rock, il reggae, il punk, il grunge tutto amalgamato in salsa nostrana. ”

Strano che oggi non sia più cosi. Ho avuto anche quella  strana sensazione ieri sera, che Castelbuono non è più come allora, non vedo più nessuno che suona sotto la ?pinnata? o agli angoli del paese  perchè oggi è tutto solo un eterno karaoke.

Spero che gli Sconceria abbiano fatto tornare la voglia di credere che tutto può anche ricambiare , che i karaoke sono graziosi, ma che la musica dal vivo fatta da musicisti (Castelbuono ne ha, e di bravissimi) è proprio tutta un?altra cosa, che non si suona solo nei box ma anche davanti a un pubblico. Che magari dopo dieci anni non vede l’ora di dirti grazie.