“Gli sfigati laureandi e Alitalia si compra WindJet e BlueExpress.”

Qualcuno tempo fa teorizzò la costituzione di una squadra anticrimine internazionale per coordinare a livello sovrastatale le delicate operazioni di contrasto alla criminalità organizzata, che sempre più spesso ha interessi all’estero. Di quel progetto non se n?è fatto più nulla e ad oggi ci ritroviamo con la grande contraddizione di non poter catturare il secondo ricercato più potente di cosa nostra, Domenico Rancadore, capo mafia della famiglia di Trabia e stabilitosi con la famiglia a Londra dal 1994. Su di lui pende una condanna a 6 anni per associazione mafiosa ma questo reato, a suo tempo introdotto nel sistema giuridico italiano dalla legge Rognoni-La Torre, non esiste in Gran Bretagna, così non è stata concessa l?estradizione. L?ulteriore beffa è il fatto che Rancadore percepisce una pensione che l?Inpdap trasferisce direttamente sul suo conto corrente, per gli anni in cui in Italia ha svolto la professione di professore di educazione fisica, che in realtà era una copertura. Così oltre il danno la beffa, non solo non possiamo arrestarlo, in più gli paghiamo la latitanza. L’Italia aveva lavorato a stretto contatto con l’Interpol per arrivare al latitante ma poi l’operazione cattura è stata frenata dal diniego britannico e ad oggi, a meno di un passo indietro degli inglesi, non si può procedere in alcun modo. Anche se, qualora la legislazione lo permettesse, sarebbe già un gran bel passo riuscire a bloccare l’erogazione della pensione.

Il viceministro Michel Martone ha fatto molto parlare di sé con un’uscita poco brillante secondo cui “chi non si laurea entro 28 anni è uno sfigato”. La sua affermazione ha destato copiose polemiche ma ha anche sguinzagliato alcuni giornalisti d’inchiesta che indagando sulla sua carriera hanno scoperto che Mortone, figlio d’arte, ha avuto vita facile e la strada spianata verso il successo lavorativo, non sempre per merito. In particolare, sembra che il giovane avvocato abbia avuto un dottorato subito dopo il conseguimento della laurea, a 26 anni era già ricercatore di ruolo, a 27 professore associato e, incredibile ma vero, a 29 era già professore ordinario. Il giovano rampollo ha bruciato le tappe, visto che in media in Italia si diventa ricercatori a 35 anni. Nello specifico c’è un aneddoto che desta qualche sospetto in più. Si tratta del concorso per diventare professore ordinario all’Università di Siena, ruolo per cui erano presenti 8 candidature, di cui 6 magicamente ritirate in corso. Dei due rimasti uno era Mortone, l’altra Franca Borgogelli, esperto giurista con molta più carriera alle spalle (era ricercatrice di ruolo da 17 anni), la doppia laurea, e quaranta pubblicazioni all’attivo. Eppure Michel Mortone, figlio di un ex membro del CSM e consigliere politico di elevata fama, riuscì a vincere quel concorso seppur, numeri alla mano, tutto sembrava dover favorire la rivale. Il viceministro farebbe bene a misurare le parole nei confronti di tanti poveri studenti disgraziati che per mantenersi gli studi fanno enormi sacrifici e soprattutto non hanno nessuna amicizia altolocata o nomi di prestigio, per cui ogni cosa se la devono conquistare con fatica e inghiottendo miriadi di bocconi amari. Una delle risposte più belle Michel Mortone l’ha ricevuta però da Maurizio Crozza, che nel suo editoriale a Ballarò ha replicato dicendo che “in effetti chi si laurea a 28 anni è uno sfigato, perché non fa come gli altri la vita da disoccupato per almeno tre anni”.

Tempo fa, ricorderete, la compagnia aerea di bandiera italiana, l’Alitalia, era sull’orlo del fallimento, ma fu salvata da una cordata di imprenditori italiani che investendo davvero poco, riuscirono con finanziamenti pubblici e garanzie statali ad evitare il crack e far sì che Alitalia potesse continuare a volare e a mantenere la leadership nel mercato nazionale dei voli. E’ notizia degli ultimi giorni un accordo, nonostante la situazione finanziaria della compagnia non sia meravigliosa, per inglobare le compagnie low cost WindJet e Blue Panorama. La prima, è una società siciliana presieduta dall’imprenditore catanese Antonino Pulvirenti, che possiede il 6,2% del traffico aereo nazionale. La Blue Panorama invece è una società romana, che utilizza per i voli nazionali il marchio Blue Express. L’aggregazione potrebbe destare qualche preoccupazione all’antitrust in quanto è probabile che si vada a ledere la concorrenza per le molteplici tratte in cui era stato possibile calmierare i costi proprio perché queste società agivano in concorrenza.

Per oggi è tutto, vi aspetto Giovedì prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?