Gone with WIND.

È arrivato il fatidico giorno. Non sono più un cliente Wind. Lo scrivo qui perché questo blog ha fatto da cassa risonante alla campagna promossa da alcuni castelbuonesi per boicottare la compagnia telefonica. Chiunque sia passato a Castelbuono, anche solo per poco tempo, sa che chiamare con wind è un disastro. Cade la linea, ci sono interferenze, ad un certo punto si sente il ritorno della propria voce, non c’è campo quasi mai. Tutti discorsi triti e ritriti, argomenti ultra noti. La cittadinanza castelbuonese si è mossa in tal senso un paio di anni fa. Si è creata una “class action” per richiedere un servizio dignitoso, cioè un gruppo di cittadini si è messo insieme, per fare in modo che la richiesta non venga ignorata perché proveniente da singoli, ma diventi un’unica grossa voce. O comunque ci si prova, visto che la Wind se n’è fregata bellamente e il segnale è ancora pessimo. Nel piccolo paese madonita il problema è molto sentito perché anni addietro, in concomitanza con il lancio delle campagne delle chiamate gratuite verso utenti con lo stesso operatore, quasi la totalità della popolazione era passata a Wind, che aveva avuto presa per un’esternalità di rete positiva, e si diffusa a macchia d’olio rendendo quasi inevitabile avere questo operatore e non un altro. Probabilmente ciò era stato reso possibile anche per l’inaffidabilità della Vodafone, che allora offriva una copertura scadente e ha recuperato solo dopo, a partita ormai chiusa; altrimenti non si spiegherebbe coma mai nel resto del paese, la Wind non ha avuto la stessa diffusione nelle comunità medio-piccole. Quindi quel comitato si battè fermamente contro l’operatore telefonico di proprietà di una società con sede ad Amsterdam, che ha sponsorizzato l’AS Roma; le risposte non arrivarono e la contromossa consistette nel proporre una campagna di boicottaggio. I cittadini risposero debolmente, me compreso. Anche perchè pensavano di approfittare della fuoriuscita di qualche utente, che avrebbe allegerito il ripetitore sovrrassaturo di segnale. Così non fu e i più tenaci e testardi sono rimasti in wind o hanno ammesso la propria sconfitta molto tardi. Come me, che lo faccio oggi e mi complimento con quel comitato che fu lungimirante e di cui avrei dovuto fidarmi a suo tempo. Per cui, parafrasando il titolo originale della gloriosa pellicola americana degli anni ’40 “Via col vento” (che sarebbe “gone with the wind”), addio Wind, hai tirato troppo la cinghia, adesso è andata per sempre.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

2 Commenti

  1. Fa piacere leggere grida di “liberazione” così sentite ed autentiche. Resta comunque il problema del segnale “debole” messo a disposizione dai vari operatori telefonici, con i quali ci si scontra non solo per il servizio audio ma soprattutto per i collegamenti internet. Noi che non viviamo in paese e che veniamo alcune settimane nel periodo estivo avvertiamo particolarmente questo disagio del segnale “debole”, perché inevitabilmente facciamo il confronto col resto d’Italia. E non è soltanto questione di numero di clienti da acciuffare: basta pensare che in Alto Adige, ai confini con Austria e Svizzera, tra montagne alte 3 mila metri, in paesini di 300 anime arrivano perfettamente i segnali di tutti gli operatori telefonici. Perciò penso che la sperimentata “class action” del nostro paese, che è nata ed ha agito dal basso, vada supportata anche dalle forze politiche. In altre parole: le esigenze sociali importanti come quelle legate ad efficienti servizi di telecomunicazione, devono trovare riscontro concreto nell’azione politica dell’Amministrazione comunale.

  2. Qualche giorno fa mi trovavo a Roma e parlando con una persona che si occupa di radio e telefonia mi ha fatto un nome ben preciso di un impiegato comunale che mette i bastoni tra le ruote affinchè gli operatori telefonici non possano montare le antenne per migliorare la situazione in paese. Tale impiegato come tutti noi usa il cellulare e forse non sa che un telefonino che riceve un segnale basso fa ancora più male di uno che riceve un segnale forte e che in ogni caso, pur opponendosi, rimane circondato ugualmente dall’elettromagnetismo che sicuramente lui stesso genera in casa.

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