I 10 libri su Castelbuono che non possono mancare nella tua libreria

Per una bibliografia essenziale su Castelbuono

Celebriamo l’odierna Giornata del libro segnalando 10 pubblicazioni immancabili nello scaffale di ogni castelbuonese. Una lista certamente non esaustiva e per lo più costellata di alcune perle talmente rare, da risultare impossibili da reperire sia in libreria (chiedere a Barreca, Mondadori Point) che online. Ma vale la pena provare.

1. La croce sul pane, ricordi di guerra in un paese del Sud

Franco Lupo, Edizioni Le Madonie – 1997 – acquista

croce sul pane

“Quela de da’ la mano a chissesia/ nun è certo un’usanza troppo bella:/ te po’ succede ch’hai da stringe quella/d’un ladro, d’un ruffiano o d’una spia. Deppiù la mano, asciutta o sudarella,/ quanto ha toccato qualche porcheria,/ contiè er bacillo d’una malattia/ che t’entra in bocca e va ne le budella.
Invece, a salutà romanamente,/ ce se guadagna un tanto co’ l’iggene/ eppoi nun c’è pericolo de gnente.
Perché la mossa te viè a dì ‘n sostanza:/ – Semo amiconi… se volevo bene…/ ma restamo a una debita distanza.”

Strano davvero cominciare l’omaggio ai libri su Castelbuono in romanesco… Ma la coincidenza con i nostri tempi è talmente curiosa che merita questa digressione territoriale. Il divertente passaggio sul saluto fascista di Trilussa, quale gesto “igienico” preferibile alla rischiosa stretta di mano, è tratto dalla prima pagina del meraviglioso libro di Franco Lupo, che comincia proprio rievocando le pompose liturgie fasciste, somministrate anche ai giovanissimi.

«Può servire ai gentili lettori sapere che una campagna a favore del saluto romano, braccio alzato e mano distesa, era stata fatta dal giornale fascista “Il Popolo d’Italia” addirittura all’epoca dell’epidemia di spagnola nel 1918-1919. Aveva raccomandato di abolire “la sudicia abitudine della stretta di mano” sospettata di favorire il contagio».

Ora, sperando che l’accortezza igienica non sfoci nuovamente in fascismo (nonostante qualcuno giochi un po’ ad evocare talvolta un certo linguaggio e certi temi, giusto per abbindolare qualche anacronistico nostalgico), ciò che contava per me era soltanto rendervi un esempio (e peraltro così attuale) della qualità di questo libro, piacevolissimo dalla prima all’ultima pagina. Ricchissimo di immagini e suggestioni talmente nitide da rendere l’atmosfera di quegli anni così pieni di storia – la fine del secondo grande conflitto mondiale e l’immediato dopoguerra – in cui Castelbuono è partecipe, come quasi ogni luogo sulla Terra, degli stravolgimenti in atto.

Purtroppo la “Croce sul pane” è un libro tanto fondamentale quanto difficile da reperire oggi. Ma provateci: io ne ho trovato una copia usata su e-bay. Nel frattempo, reclameremo a gran voce una ristampa…

2. Castelbuono, la città gentile

Roberto Alajmo, Edizioni di Passaggio – 2009 – acquista

Castelbuono, la città gentile - ed. di passaggio

Con uno sguardo arguto ed ironico, o forse semplicemente divertito e affascinato, lo scrittore Roberto Alajmo racconta Castelbuono combinando insieme aspetti artistici e sociali insieme, trovando anzi interessanti e divertenti punti di contatto tra ragioni storiche e carattere (e amenità anche) degli abitanti.

Il testo, poco più di una ventina di pagine, fa da preziosa introduzione ad un racconto innanzitutto per immagini che il Museo Civico di Castelbuono, anni addietro, aveva affidato al fotografo di origini palermitane Mimì Mollica, oggi reporter a Londra. Un bellissimo lavoro, che mette insieme volti, scorci ed aspetti tradizionali, restituendo bene la laboriosità locale, i riti e le abitudini, senza scadere mai in retorica. Il testo di Alajmo è stato poi inserito nello splendido “L’arte di annacarsi” (altrettanto consigliato), edito da La Terza, attraverso il quale Alajmo racconta l’intera Sicilia, in un itinerario costituito da una trentina di tappe, tra città e personaggi significativi.

3. Castelbuono

Sandro Scalia (a cura di), Edizioni Arianna – 2017 – acquista

Come il precedente, anche in questo caso è il Museo Civico ad affidare ad una casa editrice del territorio l’edizione di un volume innanzitutto fotografico. In questo caso però, l’approccio è maggiormente plurale: attraverso la selezione del fotografo Sandro Scalia, che peraltro contribuisce con il nucleo di immagini più corposo, sono una decina gli altri fotografi, amatori e non, locali e non, a proporre splendide vedute di Castelbuono, tra paesaggi e dettagli.

4. Sulle tracce degli anni Novanta. Bozzetti castelbuonesi tra Otto e Novecento

G.V. Cicero, Tip. Le Madonie / Museo Civico – 2019

Una raccolta di deliziosi “bozzetti” di una Castelbuono a cavallo tra i secoli ‘800 e ‘900, redatti dal castelbuonese Giuseppe Vincenzo Cicero per il giornale Le Madonie, nella seconda metà del secolo scorso e selezionati adesso dai prof. Massimo Genchi e Rosanna Cancila. Episodi curiosi, mestieri, personaggi e tanto altro, passati in rassegna con una bella scrittura e una sorprendete capacità di rievocare e restituire le antiche atmosfere dell’epoca.

Per approfondire, qui la scheda sul libro diffusa dal Museo Civico in occasione della presentazione della pubblicazione.

5. Polittico castelbuonese. Lettura strapaesana

Mario Alfredo La Grua, Edizioni “Le Madonie” – 1983

Un trattato sociologico affabile e alla portata di tutti.
« Se è Cefalù a fare il cefalutano, è invece il castelbuonese a fare Castelbuono.» E ad affermarlo è una personalità davvero titolata a farlo, essendo da un lato il teorizzatore del famoso postulato sulla “castelbuonesità” e dall’altro, in quanto a legittimità a parlare di Cefalù… avendoci a lungo abitato ed essendone stato anche sindaco.

Scomparso tre anni fa, M.A. La Grua è un vero monumento di Castelbuono e questo il testo che più di ogni altro racconta l’anima dell’autore e di tutti noi, figli di Ypsigro.

6. Castelbuono, U’ Paisi

Salvino Leone, Edizioni “Le Madonie” – 2008

Si tratta di un’opera monumentale, di circa 600 pagine, ricca di illustrazioni, che riassume la storia e l’arte, la cultura e le tradizioni, le persone e i fatti di Castelbuono. L’autore lo fa in uno stile chiaro e godibilissimo (…). Sentiamo il dovere di esprimere a Salvino Leone, la più viva riconoscenza per aver saputo offrire a tutti noi un grande e palpitante compendio di autentica castelbuonesità”.

Così Le Madonie recensiva l’uscita, nel 2008, dell’ “enciclopedia” castelbuonese: un “must”, pertanto, obbligatorio in tutte le librerie castelbuonesi.

8. Castelbuono – Sintesi storico-artistica

Antonio Mogavero Fina, Edizioni “Le Madonie” – 2002

L’artigiano della storia castelbuonese” – lo definii così in occasione dell’intitolazione della sala lettura del Museo CivicoAntonio Mogavero Fina è il primo e di certo il più prolifico storiografo locale. Un fabbro, incredibilmente appassionato dell’arte e della cultura locale, che per oltre sessant’anni ha indagato la storia locale, scritto innumerevoli articoli e pubblicato più di venti libri sul paese, a partire da “Castelbuono nel travaglio dei secoli”, del 1950. Il libro che ci sentiamo di consigliare è però la pubblicazione postuma, del 2002 (Mogavero Fina morì nel 1993), che Pro Loco e il periodico Le Madonie vollero rendere pubblica, gratificando il lavoro di aggiornamento negli anni che Mogavero Fina aveva apportato a questa sintesi, parzialmente pubblicata trent’anni prima. Antonio Mogavero Fina è il padre del Vescovo di Mazara Mons. Domenico Mogavero, e a lui è intitolato lo slargo tra via Cefalù e via Geraci (area di sosta degli autobus SAIS).

9. Castelbuono, capitale dei Ventimiglia

Eugenio Magnano di San Lio, Giuseppe Maimone Editore – 1996

Castelbuono, capitale dei Ventimiglia -Magnano di San Lio - Maimone editore 1996

E’ un testo diventato praticamente introvabile. Qualche tempo fa anche avevamo provato, senza successo, a contattare l’editore ed Amazon lo inserisce in elenco ma – quantomeno per il momento – con la dicitura “non disponibile“. E’ a mio avviso il testo di riferimento sul patrimonio artistico e architettonico castelbuonese, primo vero studio sistematico ed ineccepibile sulla storia evolutiva dell’abitato, che mette insieme indagine archivistica e “rilievo” architettonico con il disegno tecnico pregevolissimo.

Con questo approccio metodologico, e con una scrittura piacevolissima, vengono ricostruite le vicende alterne della dinastia dei Ventimiglia e della città e persino alcuni monumenti andanti perduti, in ipotesi grafiche legittime e affascinanti.

10. “Pulcherrima civitas Castriboni. Castelbuono 700 anni

Orazio Cancila – 2020

Chiudiamo la lista con un altro autore obbligato: il prof. emerito Orazio Cancila. E lo facciamo, infrangendo ancor più che in apertura, consigliandovi un libro non ancora pubblicato (ndr, nel frattempo sì: eccolo).
Basterebbe la caratura dell’autore ed il solo fatto che lo stesso ha dedicato all’incirca gli ultimi dieci anni a studiare l’intera storia di Castelbuono, ricostruendo nel dettaglio vicende e personaggi di rilievo e correggendo spesso alcune presunte certezze oramai storicizzate (per dirne una, la data di fondazione del castello). In aggiunta, a dirla tutta, abbiamo avuto il piacere di visionare in anteprima il lavoro, “enorme” da ogni punto di vista.

Ci auguriamo che diventi presto di dominio pubblico in forma cartacea, così da contribuire a mantenere Castelbuono nei secoli… una “pulcherrima civitas”.

Virtù questa, quella di contribuire a migliorare un luogo, che i buoni libri hanno.

In conclusione

L’ho detto in apertura: è una lista parziale. Castelbuono è tratteggiata benissimo in decine di altri libri e non escludo di dimenticarne di importanti (Totò Mazzola, . Consapevolmente invece, in questa lista manca per intero la narrativa (Castelli, Torregrossa, Gambaro, Alibrandi, Natoli o anche il nostro Massimiliano Città), la poesia e i testi più squisitamente scientifici o specialistici (Minà Palumbo, Di Natale, Genchi, Cannizzaro ecc). Ma una volta saggiata la “vertigine della lista”, come diceva Umberto Eco, se vi piace l’esperimento potremmo provare a continuare…


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