“I Art Madonie”, la rigenerazione urbana nel segno della street art contemporanea

Una valanga di enormi proporzione nelle Madonie… di colore, arte e creatività.
Si è completata infatti – nei 18 paesi del Parco delle Madonie che hanno condiviso questo processo – il grande innesto di street art che costituisce il primo corpus artistico del progetto “I Art Madonie”.

Sulla scorta di una precedente esperienza nel catanese, I ART MADONIE si propone come “polo diffuso per la riqualificazione urbana delle periferie dei comuni delle Madonie”; un progetto finanziato dal Bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri e capofilata da So.Svi.Ma. S.p.A., l’agenzia di sviluppo locale partecipata dai comuni madoniti, il Parco delle Madonie e molti soci privati del territorio.

Quasi cinquanta murales che – da qualche settimana – cominciano a fare mostra di sé nei centri madoniti, con un grande auspicio: quello di un paesaggio che si “rigeneri” attraverso questi episodi di un “parco d’arte”, puntellato da segni della contemporaneità capaci di ricostruire una nuova narrazione e identità comune. 

Per il perseguimento dell’agognata “rigenerazione”, nelle Madonie è in atto un processo elaborato e sistemico, che abbina all’innesto di arte urbana attività e dotazioni strutturali e soprattutto un coinvolgimento delle comunità.

L’iter ha coinvolto dapprima le 18 comunità nella ricerca delle superfici idonee – facciate di edifici pubblici e privati – e successivamente ha previsto una call internazionale partecipata da centinaia di artisti candidatisi alla realizzazione delle opere, presentate attraverso progetti “site-specific”, connessi alla residenza nelle cittadine madonite e alla curatela dell’artista David “Diavù” Vecchiato, e al suo ruolo di approfondimento e raccordo tra le opere in programma e tra artisti e luoghi, committenze, identità e “difficoltà”.

«Ogni murales – dichiara “Diavù” Vecchiato – è un rebus, un’occasione di riflessione per turisti e abitanti. E’ l’interpretazione di una mente creativa estranea alla comunità di quei segni identitari (riti, reliquie, icone, tradizioni) intorno ai quali ricostruire un percorso comune “madonita”, che è un’istanza che ho raccolto con incredibile frequenza. Le Madonie hanno carenze concrete di ogni tipo, ma l’arte – nonostante sia per sua natura “effimera” – è tra le necessità indispensabili per ripartire.»

Un primo risultato tangibile sono quindi i quasi cinquanta murales ad opera dei trentanove artisti – provenienti da sei nazioni diverse – selezionati, tutti ispirati ad elementi cardine dell’eredità immateriale di questo pezzo di Sicilia: tradizioni, riti sacri, figure topiche e aspetti simbolici.

Oppure, come nelle due opere di NSN997 – a Geraci Siculo e Lascari – persone comuni del luogo, in un mosaico di volti attraverso cui riconfigurare gli immobili scelti come luoghi nuovi, aperti e di integrazione, rappresentativi dell’intera collettività.

Il murale do NSN997 a Geraci Siculo

La relazione con il tessuto sociale, lo scambio tra artisti e gli abitanti del quartiere, che passa anche attraverso momenti formativi e laboratori, è stato inevitabile e prezioso, oltre che dichiaratamente ricercato dalla metodologia inclusiva di I Art Madonie.

L’obiettivo di I ART Madonie non è quindi – o non soltanto – un nuovo argomento trendyper un rilancio turistico di questi territori, ma la creazione di spunti capaci di sottrarre alcuni luoghi all’anonimato, per sancire simbolicamente un nuovo inizio insieme ed una riconsiderazione nuova dello spazio comune.

Le problematiche delle Madonie resteranno lì per lì intatte, certamente, ma forse verranno condivise da nuove esperienze e pratiche di socializzazione, riflessione e partecipazione alla cosa e alle cose pubbliche.

Michele Spallino