Il 21 e 22 aprile le elezioni provinciali

[REPUBBLICA.IT – Antonio Fraschilla] In Sicilia, unica Regione d’Italia, si voterà per il rinnovo dei consigli e delle giunte delle nove Province. Mentre nel resto del Paese questi enti in scadenza rimangono commissariati, in attesa che venga approvata dallo Stato una riforma organica, nell’Isola del tesoro si va avanti senza badare alla spending review impostata da Monti. Ed ecco così che il governatore Rosario Crocetta annuncia, al termine della giunta, la data delle elezioni “sia per le comunali che per le provinciali”. Si voterà il 21 e 22 aprile e i ballottaggi saranno il 5 e 6 maggio: “Le Province non vogliamo abolirle ma riorganizzarle, e questo si può fare anche dopo il voto  –  dice Crocetta  –  e poi noi vogliamo difendere questi luoghi di democrazia e rappresentanza dei cittadini”.

Una scelta improvvisa, comunque, che spiazza anche l’assessore alla Funzione pubblica, Patrizia Valenti, ieri assente in giunta, che aveva proposto formalmente come data la stessa delle amministrative nazionali, cioè il 26 maggio. Ma Crocetta accelera su tutti i fronti: non solo anticipando il voto per le amministrative, che vedrà alle urne anche i Comuni di Catania e Messina, ma inserendo anche quello per le provinciali, nonostante per il 3 marzo era stata già fissata nel calendario dei lavori all’Ars la discussione sulla riforma di questi enti. E c’è di più: proprio per fine aprile è previsto il voto su bilancio e finanziaria.

Non a caso il primo a dirsi “sorpreso” per la decisione del governo è il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone: “Apprendo dalla stampa che sarebbero state fissate le elezioni amministrative per il 21 aprile  –  dice Ardizzone  –  credo si tratti di un errore, avendo il governo regionale chiesto 4 mesi di esercizio provvisorio che scadranno proprio il 30 aprile. Di fatto le elezioni amministrative coinciderebbero proprio con il periodo di maggiore impegno del governo e dell’aula. Inoltre, la conferenza dei capigruppo ha fissato nel calendario dei lavori che il 6 marzo si legiferi sulle Province: è noto infatti che occorra un atto legislativo nel caso di loro proroga o di eventuale riordino”.

Più duro il commento del collega di partito di Ardizzone, Lino Leanza dell’Udc: “A chi e a che cosa giova decidere in solitaria la data delle elezioni amministrative? Credo che una maggiore attenzione alle scadenze sia più che necessaria anche in virtù del fatto che le procedure per arrivare al voto amministrativo cadrebbero in un momento di massimo impegno per l’Ars”. La risposta alla domanda di Leanza prova a darla Nello Musumeci de La Destra: “Crocetta anticipa di due mesi le elezioni amministrative perché teme che le sue liste arrivino debilitate al voto di febbraio per le Politiche”.

Ma il coro di polemiche è bipartisan: “Si discuteva di riforme, di scioglimento, e invece resta tutto com’è?” dice Antonello Cracolici, deputato regionale del Pd. Parla di “grave gesto d’insensibilità politico-istituzionale che rischia di provocare la paralisi dell’attività del Parlamento” il vicepresidente dell’Ars, Salvo Pogliese, del Pdl. “Crocetta sta giocando con le istituzioni. Gravissima la delibera con cui il governo fissa la data delle amministrative il 21 ed il 22 aprile prossimi, in un periodo in cui l’Ars sarà in piena sessione di Bilancio” afferma Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars. “Decisione assunta dalla Giunta in assenza dell’assessore competente, il che lascia ulteriormente perplessi rispetto ad una soluzione che è davvero istituzionalmente irrispettosa del Parlamento”, dice il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti. Di decisione che “desta perplessita’ e amarezza”, parla il capogruppo del Pdl Francesco Scoma che ricorda come all’Ars sia stata calendarizzata per il 6 marzo la discussione della riforma.