Il Castelbuono al giro di boa. Il punto con il presidente Vetere

Abbiamo voluto incontrare Ivano Vetere, presidente dell’ASD Polisportiva  Castelbuono, per fare con noi il punto di questa stagione calcistica e raccontare il percorso intrapreso in questo difficile anno di assestamento. 

Presidente Vetere, cosa vuol dire per te guidare questa squadra?
 
Intanto ringrazio voi di Castelbuono.Org per avermi dato oggi la possibilità di questa chiacchierata, che mi dà l’occasione di raccontare il percorso intrapreso in questo anno difficile e fare il punto su questa stagione calcistica. E’ un onore per me essere il presidente della Polisportiva che vanta una storia eccezionale per Castelbuono, ringrazio chi ha creduto in me e ci tengo a ringraziare non solo la squadra ma anche tutti i ragazzi che fanno parte delle squadre di Pallavolo, con Roberto Mitra, che ringrazio per gli ottimi risultati raggiunti e per l’enorme sforzo nonostante le difficoltà per non avere la palestra e il basket, con Stefano Filippone, che non svolge ancora partite nella federazione ma che con il suo impegno e professionalità sta riportando l’impegno in questo settore. 
 
Guidare una società significa innanzitutto responsabilità, assumere un ruolo di rappresentanza e di guida cercando di essere d’esempio con il proprio operato per tutti e soprattutto affrontare impegni economici importanti, come l’impegno del calcio castelbuonese in Eccellenza, misurarsi sia con i sogni che con le risorse. Visti i tempi di ristrettezza economica è un miracolo quello che stiamo facendo, considerando anche l’eredità che abbiamo ricevuto dalla precedente gestione. 
 
Dopo il cambio di presidenza avvenuto ad inizio stagione, è cambiata la struttura organizzativa e/o societaria?
 
Sono orgoglioso del gruppo dirigente che mi circonda: siamo tutti presidenti in questa società, non ci sono vertici né uomini al comando, abbiamo ricreato questo gruppo sui principi della trasparenza, del dialogo e del confronto sempre per il bene di questa realtà che amiamo e che va al di là di tutti gli egocentrismi che qualcuno ha voluto perpetrare nel passato. L’obiettivo è stato quello di rimettere in ordine i conti, che erano disastrosi dopo le precedenti gestioni, anche – lo ammetto – per una certa leggerezza nostra e forse dovuta alla troppa fiducia accordata a chi ci ha preceduto, ma penso che il tempo sia galantuomo e saprà dare le sue risposte. 
 
Chi è il braccio destro del Presidente?
 
Tutti collaborano – come dicevo – in questo nuovo gruppo societario, un gruppo che pian piano sta trovando la sua dimensione e che vuole lottare per portare ancora avanti questo sogno. So di non fare un torto agli altri ma in maniera particolare devo il mio grazie al decano del calcio castelbuonese: Liborio Prestianni, al vice presidente Paolo Gesani, alla dinamicità del nostro tuttofare che si occupa della logistica, Michele Cammarata, la nostra parte contabile Vincenzo Prestigiovanni e Giovanni Girasia e il grande mister Mazzola, responsabile del settore giovanile che ha saputo nel periodo di transizione, insieme a Liborio Prestianni, consigliarci sulla strada da percorrere per continuare a fare calcio. 
 
Le due squadre castelbuonesi passate hanno deciso di fondersi e portare avanti un unico progetto-calcio per Castelbuono? Ha funzionato questa fusione?
 
L’intento per cui era nata questa fusione era quello di ottimizzare tutte le risorse, anche economiche, e concentrare tutte le energie in unico progetto calcio per Castelbuono. Questo è il secondo anno dopo la fusione; nel primo, per diversi motivi, tanti protagonisti che avrebbero potuto fare la differenza si sono persi per strada, qualcuno ha deciso di fare calcio nei paesi limitrofi, altri si sono allontanati. Da quest’anno questa fusione sembra stia avendo gli effetti desiderati con il gruppo dirigente che è rimasto, abbiamo saputo forse superare gli individualismi e pensare come un gruppo solo al bene della squadra. Questo è il vero spirito che vogliamo: un gruppo formato da persone che credono nella storia del calcio castelbuonese e offrono il loro contribuito disinteressato per costruire ancora questo sogno. 
 
Mister Ricca in diverse occasioni ha chiesto il sostegno della piazza, chi sono i tifosi della squadra ad oggi ? 
 
Mister Ricca è un grande professionista e un grande amico di Castelbuono. Anche lui sta facendo un lavoro enorme con i ragazzi e sta cercando di coinvolgere di volta in volta, grazie anche alle nostre iniziative dell’ingresso libero, quanti più tifosi e sostenitori della squadra. Crediamo che la salvezza passi prima di tutto dal nostro campo e ringrazio sempre lo zoccolo duro, i nostri tifosi che da circa sette anni sostengono con i 150-200 abbonamenti la squadra . Ma un altro obiettivo, quello a cui teniamo di più è riuscire a riportare al campo il gruppo Ultras che negli anni precedenti insieme a questa squadra ha fatto la differenza, ritornare a quello spirito di energia pulita, quel sostegno vero che è la sola e vera essenza del calcio in cui crediamo. 
 
Negli ultimi anni la squadra è stata abituata ad ottime posizioni in classifica, perché ci troviamo per la seconda volta in zona play-out? Quali potrebbero essere le motivazioni?
 
Come ho sempre detto dall’inizio di questa terza stagione in cui la squadra milita nel campionato di Eccellenza, è stato un anno difficilissimo dove abbiamo anche preventivato una possibile retrocessione, ma lottiamo per riuscirci a salvare anche nei play-out, anche solo nell’ultima giornata. Il calcio è fatto di sogni ma deve confrontarsi anche con il budget a disposizione, e noi abbiamo credo il budget più irrisorio di tutta l’Eccellenza siciliana e soltanto grazie al lavoro di mister Ricca e del gruppo dirigente e di tutti quelli che ci sostengono siamo riusciti a compiere questo miracolo, lo sapevamo già dall’inizio che sarebbe stato un campionato di sangue, sudore e sofferenza. 
 
 
Le precarie condizioni del campo da gioco, nel periodo invernale,  vi impediscono di preparare al meglio le partite e sopratutto di non esprimere al massimo il vostro gioco. Ci sono progetti per un campo sintetico? 
 
Questa è un’altra nota dolente del nostro calcio, siamo una delle tre squadre che giocano in Eccellenza che si allenano e hanno un campo ancora in terra battuta, questo ovviamente ci penalizza nella costanza degli allenamenti. Però ci sono delle novità, insieme a questa amministrazione da circa tre mesi abbiamo intrapreso un percorso che ci consentirà forse di accendere un mutuo in forma agevolata per finanziare l’acquisto di un manto sintetico per il nostro campo.  Stiamo cercando insieme al Comune, che ha capito le difficoltà in cui ci troviamo, di trovare una soluzione a questo problema. 
 
 
Ti vuoi togliere qualche sassolino? 
 
Il tempo è galantuomo lo ripeto, in tanti si sono allontanati dalla società e forse hanno anche remato contro, noi facciamo tutto sotto la luce del sole e non abbiamo nulla da nascondere: i bilanci e la contabilità vengono aggiornati mensilmente, arriveranno le risposte per chi ci ha dato per morti già dall’inizio di questa stagione. Mi dispiace per chi non ci ha creduto, il nuovo gruppo per dna e cultura è duro a morire. Stiamo lottando con tutte le forze che abbiamo – materiali e immateriali – per riuscire a salvare questa categoria ma soprattutto vogliamo riacquistare la credibilità che è stata persa, nei confronti degli sponsor, delle istituzioni e soprattutto nei confronti di quella parte di tifoseria a cui teniamo e che purtroppo abbiamo perso. 
 
Molta gente lamenta il fatto che nella squadra ci siano pochi catelbuonesi e più forestieri. Può esistere una squadra Castelbuono? 
 
L’Eccellenza richiede comunque un certo livello, è già un miracolo che nella squadra ci siano tre castelbuonesi: Città, Campo e D’Ippolito ma nulla toglie che se dal settore giovanile o dal territorio verranno fuori giocatori emergenti validi sicuramente saremo ben lieti di accoglierli, ma non è facile. 
 
Quale è il futuro del calcio castelbuonese?
Provare a rimanere in Eccellenza, salvarci sul campo e tirare le somme insieme alla prossima amministrazione. Sicuramente abbiamo bisogno di altri sostegni, di aprire le porte a nuovi dirigenti, per dare nuovi input a questa società. Siamo aperti a qualsiasi forma d’ingresso, non c’è preclusione per nessuno purché si rispettino i criteri di trasparenza e serenità che abbiamo conquistato in questo anno di transizione. 
 
Calcio & Politica sono spesso un binomio. Siamo oramai abituati – sia nel nazionale che nel locale – a presidenti di squadre che scendono “in campo”… Sarà così anche a maggio?
 
Il binomio Calcio e Politica non ci sarà, non ci saranno discese in campo, come nel passato. A noi interessa solo qualificare sempre di più le nostre realtà sportive: il calcio ma anche la pallavolo con l’ultilizzo della palestra, per esempio, e il basket. Con la politica saremo spettatori e sicuramente sapremo apprezzare chi si spenderà in maniera leale e concreta per lo sport locale.