Il Circolo PD chiede trasparenza per maggiore serenità

Sono trascorsi trenta giorni dall’inizio dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus nel nostro Paese. Fin dall’inizio si è dibattuto su quale dovesse essere il ruolo dell’informazione e della comunicazione in tempo di emergenza sanitaria globale. Si mossero critiche alla comunicazione istituzionale tra fughe di notizie e comunicazioni ai cittadini ad ora, a momenti, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il periodo che iniziava era talmente drammatico che l’attività del Governo non si svolgeva più nelle sedi proprie istituzionali, ma nella sede del dipartimento nazionale della protezione civile.

Ci si chiedeva come mai l’Italia fosse il quarto paese fortemente coinvolto dall’epidemia dopo la Cina, la Corea e l’Iran, e negli altri paesi, europei in particolare, non ci fossero casi di contagio. Forse perché ne avevano omesso la comunicazione, così come era avvenuto in Cina all’inizio della diffusione del contagio.
Ma l’Italia ha scelto la strada della trasparenza, delle conferenze stampe quotidiane presso la protezione civile, dallo Spallanzani di Roma, dove erano stati ricoverati i primi due pazienti, e dagli altri ospedali della Lombardia e del Veneto. Quotidiani programmi specifici televisivi e radiofonici che hanno stravolto i palinsesti. Nei quali si comunicano i casi di contagio, sempre in aumento; quelli guariti, troppo pochi; i decessi, sempre troppi. Eppoi le misure di sicurezza assunte, le regole igieniche da rispettare, l’attività quotidiane svolte dagli operatori sanitari. Insomma, quanto avviene dal fronte. Sì, la terza guerra mondiale, contro un nemico invisibile, è stata definita.

Come in altri momenti della storia dell’Italia, a segnarne la drammaticità, il 5 marzo scorso, c’è voluto il messaggio alla nazione del Presidente della Repubblica Mattarella, il quale introdusse il suo discorso con “… l’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo. Lo sta affrontando doverosamente con piena trasparenza e completezza di informazione nei confronti della pubblica opinione. … ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti …”.

Ecco, noi pensiamo che l’ansia e la preoccupazione che può circolare tra i nostri concittadini dovrebbe essere osteggiata con il massimo della comunicazione istituzionale da parte della Giunta comunale. Proprio in queste ore, apprendiamo dell’aumento della somministrazione di ansiolitici o di assistenza sui comportamenti mentali. Allora, sapere se ci sono casi di contagio, quante sono le persone in auto-isolamento volontario e quante ne sono uscite, come vengono assistite, a quale tipo di sorveglianza assistita sono sottoposti, qual è il quadro dell’evoluzione nel tempo della pandemia a Castelbuono, quali iniziative sul piano sanitario sono state poste in essere, è un modo per dire ai cittadini che la situazione è sotto controllo e che bisogna stare tranquilli e sereni. Osservando le prescrizioni di distanziamento sociale ed igienico-sanitario si diminuirà il rischio diffusione del contagio, perciò ben venga la sanificazione, ma avvertire sempre quando sarà fatta, soprattutto se fatta di giorno. D’altronde c’è lo strumento dell’alert system che è quanto mai utile in questa circostanza. Non basta rendere pubbliche le ordinanze, ma a volte occorre spiegarle, accompagnarle con i chiarimenti che spesso il linguaggio tecnico richiede alla generalità dei cittadini.

La maggior parte dei castelbuonesi è rispettosa delle prescrizioni che sono imposte, tuttavia, a volte si ha la sensazione che c’è sempre il furbetto che fa finta di non capire. Rappresentare che la gravità della situazione è vicina a ciascuno di noi, forse rende ancora più consapevole e responsabile costoro.

Perché alla fine ce la faremo.

Castelbuono, 21 marzo 2020
Il Coordinamento del Circolo PD

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.