Il Comitato degli studenti pendolari di Castelbuono scrive al sindaco Cicero

Al Sindaco di Castelbuono Mario Cicero,

All’assessore Annalisa Cusimano,

Quest’anno è stato per tutti terribile, pieno di insicurezze, disagi, paure, tristezza e spaesamento. Il coronavirus ci ha costretti a fare un passo indietro, a fermarci, per una volta, e a riflettere. Ci ha costretti a fare a meno del contatto e a mantenere le distanze. Questo, per noi studenti, ha voluto dire non tornare a scuola, passare dai festeggiamenti e le risa del carnevale alla famigerata DAD, che ci ha visti incollati allo schermo fino a giugno.

Adesso, finalmente, dal 24 settembre, siamo tornati in classe, abbiamo potuto salutare i compagni e gli insegnanti, e abbiamo avuto modo di ritornare quasi a quella normalità che ci aveva lasciati a marzo. A scuola si sono impegnati tutti perché le norme anticontagio siano rispettate, ma per noi studenti pendolari il ritorno nelle aule ha comportato anche il ritorno sugli autobus.

Se fino all’anno scorso ridevamo dei disagi causati dal viaggio, quest’anno è stato chiaro sin dalla prima corsa che qualcosa di troppo non andava. Sappiamo tutti che indossare la mascherina è importante non solo per noi, ma anche per chi ci sta accanto, e infatti tutti noi ci impegniamo a tenerla sui mezzi di trasporto, ma purtroppo la sola mascherina serve a ben poco se viene a mancare il distanziamento. 

Fino a poco prima del ritorno a scuola non sapevamo come avremmo affrontato quest’anno il viaggio, quali norme seguire, come comportarci, gli orari degli autobus, né avevamo informazioni certe riguardo al pagamento dell’abbonamento. 

Adesso dopo una settimana dall’inizio della scuola, ci ritroviamo ogni giorno su un autobus all’interno del quale non è assicurato nessun distanziamento. 

Rispetto all’anno scorso, sono cambiati gli orari e il numero delle corse e, in particolare di ritorno da Cefalù, i disagi sono diventati troppo evidenti.

Quando in terza media abbiamo scelto la scuola superiore da frequentare, eravamo bene a conoscenza del fatto che se davvero quella era la scuola per noi, allora avremmo dovuto viaggiare tutti i giorni per raggiungere Cefalù; e lo abbiamo fatto ogni giorno senza quasi pensarci. 

Adesso però siamo in difficoltà, perché gli autobus sono affollati. Avendo la SAIS deciso di eliminare la corsa delle 13:30 da Cefalù a Castelbuono, tutti noi dobbiamo prendere l’autobus delle 14:10 che non è abbastanza capiente per il nostro numero in condizioni normali, figuriamoci in un momento come il nostro, nel mezzo di una pandemia terribile come quella da Covid-19. È successo più di una volta che alcuni di noi sono dovuti rimanere a Cefalù per aspettare la corsa successiva, che è alle 14:40 (l’arrivo a Castelbuono è previsto intorno alle 15:20).

Le chiediamo dunque di intervenire perché possiamo viaggiare con più tranquillità, senza la paura di contrarre il virus e contagiare i nostri cari. 

Se non ci è assicurato un viaggio in buone condizioni e in sicurezza, è allora evidente che ci troviamo in una situazione di disparità rispetto ai nostri compagni che hanno avuto la fortuna di poter frequentare la scuola da loro scelta in loco. La nostra Costituzione recita “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” (art. 3 comma 2). Quindi, perché sia assicurata la nostra libertà a scegliere la scuola che secondo noi è più idonea a garantire il nostro sviluppo e la nostra educazione, le chiediamo di adoperarsi per risolvere i problemi di cui sopra. 

Castelbuono, 01/10/2020

Maria Anna Cannizzaro, a nome del Comitato degli alunni pendolari di Castelbuono

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