Il commento di Gianfranco Lena sulla revoca della cittadinanza onoraria al padre

“Il problema” non è la revoca della cittadinanza onoraria.
Sono i tempi ed i modi.
Tempi errati perché la revoca è avvenuta durante la fase delle indagini preliminari , quindi , quando non si era neppure celebrato il primo grado di giudizio. Si è revocata la cittadinanza sulla base di un sospetto e non sulla base di una certezza, benché questa potesse essere parziale, a spregio della “presunzione d’innocenza” garantita dalla nostra Repubblica ad ogni suo cittadino.

Sui modi preferisco non intervenire. Posso soltanto dire che il Comune ha anticipato, di pochi giorni, la volontà di mio padre il quale voleva rinunciare di “sua sponte” alla cittadinanza onoraria per non essere di peso alla comunità intera.
Noi abbiamo percepito il chiaro messaggio della comunità castelbuonese di voler prendere le distanze , immediatamente, da un suo cittadino “acquisito”.
Noi non abbiamo sentito la vicinanza della comunità castelbuonese neppure dopo il primo grado di giudizio che assolveva con formula piena mio padre delle infamanti accuse.
Noi non abbiamo sentito la vicinanza della comunità castelbuonese neppure dopo l’assoluzione definitiva sancita dalla Suprema Corte di Cassazione.
Ho letto dei post dove trapelava quasi dispiacere per quest’epilogo.
Con ciò non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio perché molti castelbuonesi sono , sempre, stati vicini alla nostra famiglia fin da quel , maledetto, 10 giugno 2010. E li ringraziamo: tutti.
L’accusa più infame è stata cancellata e poco importa se le conseguenze patrimoniali saranno positive o negative: era importante dimostrare la propria onorabilità.
Comunque si concluda l’intera vicenda la comunità di Castelbuono e, nella fattispecie , l’Amministrazione Comunale ha tracciato un solco evidente con la Famiglia Lena che ringrazia tutti coloro che le sono stati vicino specie durante i periodi peggiori ma che mai potrà sentirsi , naturalmente, integrata all’interno di essa.”
Gianfranco Lena